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Giovedì, 26 Maggio 2022

CRONACA NEWS

Nel corso di servizi effettuati in provincia dai carabinieri per prevenire e contrastare il fenomeno dei furti di materiali inerti sulle sponde dei corsi fluviali, il 15 aprile scorso, erano stati arrestati due operai petilini sorpresi a Roccabernarda, sulle sponde del fiume “Tacina”, mentre stavano asportando 700 metricubi di materiale, per un valore di circa 15mila euro.

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esaro piena2«Oggi - informa l'Ufficio territoriale del governo di Crotone - si è tenuta la terza riunione dell’Unità di Crisi già operativa da tre giorni presso la Prefettura di Crotone. Vi hanno partecipato i rappresentanti della Questura di Crotone, Comando Provinciale Carabinieri di Crotone, Comando Provinciale Guardia di Finanza di Crotone, Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Crotone, Capitaneria di Porto di Crotone, Sezione Polizia Stradale di Crotone, Provincia di Crotone, Comune di Crotone (Consiglieri Comunali e il Comandante Polizia Municipale), Comune di Cutro, Asp e Suem 118 di Crotone, l’Unità Organizzativa Territoriale di Crotone di Protezione Civile Regionale e Anas Compartimento Viabilità. Il monitoraggio di questi giorni non si è mai interrotto e, all’esito della riunione odierna, è emerso quanto segue. Il fiume Esaro, nel tratto interessante il Comune di Crotone, ha abbassato i livelli di guardia della capacità di contenimento che, nella prima mattinata odierna, avevano destato preoccupazioni: la situazione è in continuo monitoraggio da parte del Comune, nonché di Carabinieri e Polizia di Stato e risulta sotto controllo.

petilia policastro frana StradaSu tutto il territorio provinciale si registrano frane, pericolo caduta massi e allagamenti, in ordine ai quali stanno operando di continuo Anas, Provincia, Vigili del Fuoco, Carabinieri e Sindaci interessati. Ieri sera, la situazione più critica è stata registrata nel territorio di Strongoli, per un consistente allagamento della sede stradale della statale 106. La situazione più problematica riguarda, allo stato, il territorio di Petilia Policastro: la viabilità è fortemente compromessa (foto); sono stati attivati tecnici del dipartimento nazionale della Protezione Civile con tecnici della Protezione civile regionale. E’ attiva anche la Provincia di Crotone, proprio per affrontare i gravi problemi di viabilità. Il fiume Tacina, nel tratto del Comune di Cutro, ha abbassato gli argini. L’Unità di Crisi resta permanentemente allertata fino a cessata esigenza».

 

 

 

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nave tubi«Visto l'interesse dei media - scrive Roberto Torchia, presidente del Consorzio di bonifica "Ionio crotonese" - su di una vicenda che vede coinvolta la capacità progettuale e realizzativa del Consorzio di bonifica che mi onoro di presiedere, reputo opportuno ricostruire correttamente il comportamento lineare dell'Amministrazione e della squadra di tecnici che hanno consentito che si possa consegnare agli agricoltori una opera strategica per l'intero bacino idrico del Tacina. L'importantissimo lavoro - sottolinea Torchia - che si sta effettuando nei pressi dell'opera di presa del Tacina ha una notevole rilevanza perchè serve circa 12.000 ettari nei comprensori dei comuni di Isola, Cutro, Crotone, Petilia, Roccabernarda e Mesoraca. Il ministero - ricorda Torchia - ha favorevolmente accettato la strategica opera proprio perché prevede la sostituzione delle oramai vetuste e cadenti canalette a cielo aperto con un sistema tubato interrato che consentirà un efficientamento dell'intero impianto ponendo le premesse per un sempre più razionale uso della risorsa acqua in questo vasto territorio. Il malfunzionamento delle vecchie canalette, realizzate circa 35 anni fa, era anche amplificato da molteplici allacci abusivi che, nel corso dei decenni, sono stati realizzati proprio perché la tipologia dell'impianto lo consentiva facilmente. Il progetto presentato per la sostituzione delle canalette, che è di circa 7/8 anni addietro, non poteva tenere conto della situazione di fatto creatasi nel tempo, perchè sulla condotta adduttrice principale non potevano essere realizzati allacci. Ma conoscendo le complessive esigenze del territorio, avevamo già predisposto un piano operativo da realizzarsi alla fine del progetto principale e solo dopo il collaudo dello stesso, per la realizzazione di 4/5 pozzetti che consentiranno agli agricoltori delle fasce adiacenti al percorso della condotta tubata, di poter chiedere, con regolare contratto, un corretto allaccio della fornitura idrica per irrigazione. Chi non vuole tenere conto di ciò che è consentito e di ciò che non è consentito da una progettazione che è bene che sia normata e controllata da atti sottoposti a ferrei controlli delle autorità competenti, è naturalmente esposto a demagogie. Se oltretutto si cerca di voler far passare che un piano già predisposto autonomamente e responsabilmente dagli uffici tecnici del Consorzio, su input dell'Amministrazione, possa invece risultare come la conseguenza delle forme di protesta e degli incontri effettuati, è come se si volesse aggiungere dolo a colpa grave. A tal riguardo sono da stigmatizzare le notizie a volte false a volte appositamente inesatte che sono state fatte veicolare nel territorio da chi persegue opportunisticamente interessi alquanto personali camuffandoli con il bene comune, allarmando così gli agricoltori e per far credere loro che stava avvenendo l'irreparabile, costringendo il Comune di Petilia Policastro ad assumere inedite posizioni di controparte a fronte di una consolidata consapevolezza delle problematiche del territorio. E' bene ricordare che questa è una amministrazione degli agricoltori e che tutta l'attività posta in essere dal Consorzio è rivolta a fornire servizi che possono tramutarsi in concrete opportunità per tutti solo quando c'è trasparenza, legalità e rispetto delle regole! Nonostante potessimo stigmatizzare l'incredulità di dover subire attacchi a fronte di efficienza, crediamo sia corretto mantenere un profilo basso e lavorare sempre per ricondurre anche questi specifici rapporti istituzionali nella nostra consueta ed atavica convinzione che tutte le amministrazioni comunali del territorio rappresentano i più importanti alleati nella salvaguardia del territorio. Proseguiremo così a lavorare, progettare e realizzare nuovi servizi agli agricoltori che, anche quando sono più amareggiati per le note congiunture negative che si stanno così prolungando, riescono sempre a riconoscere chi semina da chi raccoglie, così come riconoscono il vento dalla tempesta! Ed a tal proposito mi piace ricordare uno degli insegnamenti del Cardinale Carlo Maria Martini:
"Educare è come seminare: il frutto non è garantito e non è immediato, ma se non si semina è certo che non ci sarà raccolto"».

Visto l’interesse dei media su di una vicenda che vede coinvolta la capacità progettuale e realizzativa del Consorzio di Bonifica che mi onoro di presiedere, reputo opportuno ricostruire correttamente il comportamento lineare dell’Amministrazione e della squadra di tecnici che hanno consentito che si possa consegnare agli agricoltori una opera strategica per l’intero bacino idrico del Tacina.

L’importantissimo lavoro che si sta effettuando nei pressi dell’opera di presa del Tacina ha una notevole rilevanza perchè serve circa 12.000 ettari nei comprensori dei comuni di Isola, Cutro, Crotone, Petilia, Roccabernarda e Mesoraca. Il Ministero ha favorevolmente accettato la strategica opera proprio perché prevede la sostituzione delle oramai vetuste e cadenti  canalette a cielo aperto con un sistema tubato  interrato che consentirà  un efficientamento  dell’intero impianto ponendo le premesse per un sempre più razionale uso della risorsa acqua in questo vasto territorio. Il malfunzionamento delle vecchie  canalette, realizzate circa 35 anni fa, era anche amplificato da molteplici allacci abusivi che, nel corso dei decenni, sono stati realizzati proprio perché la tipologia dell’impianto lo consentiva facilmente.

Il progetto presentato per la sostituzione delle canalette, che è di circa 7/8 anni addietro, non poteva tenere conto della situazione di fatto creatasi nel tempo, perchè sulla  condotta adduttrice principale non potevano essere realizzati allacci. Ma conoscendo le complessive esigenze del territorio, avevamo già predisposto un piano operativo da realizzarsi alla fine del progetto principale e solo dopo il collaudo dello stesso, per la realizzazione di 4/5 pozzetti che consentiranno agli agricoltori delle fasce adiacenti al percorso della condotta tubata, di poter chiedere, con regolare contratto, un corretto allaccio della fornitura idrica per irrigazione.

Chi non vuole tenere conto di ciò che è consentito e di ciò che non è consentito da una progettazione che è bene che sia normata e controllata da atti sottoposti a ferrei controlli delle autorità competenti, è naturalmente esposto a demagogie. Se oltretutto si cerca di voler far passare che un piano già predisposto autonomamente e responsabilmente dagli uffici tecnici del Consorzio, su input dell’Amministrazione, possa invece risultare come la conseguenza delle forme di protesta e degli incontri effettuati, è come se si volesse aggiungere dolo a colpa grave.

A tal riguardo sono da stigmatizzare le notizie a volte false a volte appositamente inesatte che sono state fatte veicolare nel territorio da chi persegue opportunisticamente interessi alquanto personali camuffandoli con il bene comune, allarmando così gli agricoltori e per far credere loro che stava avvenendo l’irreparabile, costringendo il Comune di Petilia Policastro ad assumere inedite posizioni di controparte a fronte di una consolidata consapevolezza delle problematiche del territorio. 

E’ bene ricordare che questa è una amministrazione degli agricoltori e che tutta l’attività posta in essere dal Consorzio è rivolta a fornire servizi che possono tramutarsi in concrete opportunità per tutti solo quando c’è trasparenza, legalità e rispetto delle regole!

Alleghiamo dunque ordinanza del Comune di Petilia, la nostra risposta e la controreplica del Comune prima dell’incontro di ieri in Consorzio e del prossimo incontro tecnico concordato con il Sindaco Nicolazzi a Petilia Policastro proprio per illustrare il piano di realizzazione di quei pozzetti che consentiranno a tutti gli agricoltori un agevole e corretto allaccio alla fornitura idrica.

Nonostante potessimo stigmatizzare l’incredulità di dover subire attacchi a fronte di efficienza, crediamo sia corretto mantenere un profilo basso e lavorare sempre per ricondurre anche questi specifici rapporti istituzionali nella nostra consueta ed atavica convinzione che tutte le amministrazioni comunali del territorio rappresentano i più importanti alleati nella salvaguardia del territorio.

Proseguiremo così a lavorare, progettare e realizzare nuovi servizi agli agricoltori che, anche quando sono più amareggiati per le note congiunture negative che si stanno così prolungando, riescono sempre a riconoscere chi semina da chi raccoglie, così come riconoscono il vento dalla tempesta! Ed a tal proposito mi piace ricordare uno degli insegnamenti del Cardinale Carlo Maria Martini:

Educare è come seminare: il frutto non è garantito e non è immediato, ma se non si semina è certo che non ci sarà raccolto.”

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A seguito dell'alterazione delle acque superficiali registrata nei corsi d'acqua del fiume Tacina, in provincia di Crotone, Legambiente Calabria crede che, con molta probabilita', il fenomeno sia dovuto agli scarichi abusivi dei residui delle macine di alcuni frantoi della zona, che si sono verificati nel mese di novembre e che continueranno anche per il mese in corso, periodo in cui i frantoi sono maggiormente attivi. Le sostanze 'altamente inquinanti' scaricate nei corsi fluviali - si legge in un comunicato di Legambiente Calabria - compromettono in modo irreparabile questi corsi d'acqua. A subirne le conseguenze non sono solo i pesci, ma anche anfibi e altri invertebrati che popolano questi ecosistemi e che stanno alla base della catena alimentare. A farne le spese anche alcune specie di uccelli, tra le quali molte di esse risultano protette. L'agricoltura rappresenta un settore determinante per lo sviluppo economico della nostra regione, per le occasioni e le possibilita' di lavoro e occupazione che offre, per il contributo importante alla qualita' dei cibi, della difesa della biodiversita', del paesaggio e non solo. Quello che si e' registrato nell'alto Marchesato crotonese, ma che riguarda anche altre zone della Calabria che hanno un'alta vocazione olivicola, avviene purtroppo ogni anno, nel corso della campagna olearia. Alcuni frantoiani, privi di scrupoli, scaricano nei fossi e nei fiumi tonnellate di sansa e acque di vegetazione che contengono, tra l'altro, un'elevata presenza di polifenoli e di altre sostanze nocive, che possono risultare tossiche per l'uomo, per gli animali e per le colture ortive. «Sappiamo di avere in questo settore interlocutori attenti e seri come la Coldiretti, la Confagricoltura, la Cia e tante altre forze sociali - dichiara Francesco Falcone, presidente regionale di Legambiente Calabria - ma vogliamo con loro affrontare e contrastare quanto sta accadendo in questi mesi della stagione olearia». Il fiume ricade nel territorio della citta' petilina e la situazione, agli occhi vigili del circolo di Petilia Policastro e' apparsa subito grave. Le illegalita' ambientali sono le piu' diverse e vanno sempre di piu' ad incidere sulla qualita' dell'ambiente arrecando danni che in molti forse sottovalutano. «Lo scarico abusivo di residui delle macine dei frantoi oleari non puo' passare inosservato - dichiara Filomena Ierardi, della segreteria regionale di Legambiente Calabria -. In piu' zone del crotonese, soprattutto quando piove, nel periodo in cui i frantoi aprono per la loro attivita', si avverte chiaramente l'odore di sansa e non viene avvertito solo nei pressi dei corsi d'acqua, ma anche nel centro abitato, segno questo che la quantita' di residui che vengono smaltiti abusivamente e' alta». Le acque di vegetazione, considerate inquinanti, devono essere inviate ad impianti di depurazione oppure, cosi' come prevede la normativa, possono essere utilizzate per lo spandimento controllato sul terreno, ai sensi della legge n. 574/96, abbattendo i relativi costi per il frantoiano e per la loro ricchezza in elementi nutritivi minerali quali potassio e, in quantita' piu' ridotte, di azoto, fosforo e magnesio, cosi' possono sostituire parte degli elementi nutritivi apportati dalla fertilizzazione classica. Il D.lgs. 3 aprile 2006 n. 152 all'art 108, inserisce la definizione di 'scarichi di sostanze pericolose', e stabilisce una contravvenzione con l'arresto fino a tre anni e con l'ammenda fino a quindicimila euro. Il nuovo delitto di inquinamento ambientale (art. 452-bis) sanziona, con la reclusione da due a sei anni e con la multa da euro 10.000 a euro 100.000 chiunque abusivamente cagiona una compromissione o un deterioramento significativi e misurabili delle acque o dell'aria, o di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo di un ecosistema, della biodiversita', anche agraria, della flora o della fauna. Legambiente Calabria - si legge infine nel comunicato - invita le organizzazioni di categoria a farsi parte attiva nella condanna e nell'interru zione di simili pratiche da parte delle aziende frantoiane, azioni oggi piu' che mai contrastate per effetto dell'introduzione degli ecoreati nel codice penale e chiede vigilanza e repressione di tali azioni anche alle forze dell'ordine ed alle autorita' preposte.

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