Domenica, 07 Giugno 2020

CRONACA NEWS

dia bologna sequestroBOLOGNA - Una maxi truffa della 'Ndrangheta ai danni dello Stato è stata scoperta dalla Dia di Bologna nell'ambito di un'attività nata come sviluppo investigativo dell'indagine 'Aemilia'. Coordinata dal procuratore Giuseppe Amato e dal sostituto Beatrice Ronchi, la Dia ha eseguito perquisizioni e sequestri di beni mobili e immobili per un valore complessivo di 2 milioni e 300 mila euro in Emilia Romagna, Lombardia, Lazio, Campania e Calabria. I sequestri, in particolare, sono avvenuti nelle province di Reggio Emilia e Crotone.
L’affare truffaldino sarebbe stato ideato da un avvocato napoletano e poi messo in atto in concorso con esponenti della cosca «Grande Aracri» di Cutro (Kr) che avrebbe individuato un’impresa con caratteristiche idonee alla frode in ragione dell’ingente rimborso da ottenere. La truffa, denominata 'Affare Oppido', è stata orchestrata ai danni del ministero dell'Economia e finanze: con una sentenza falsificata che attestava un inesistente diritto risarcitorio, il dicastero è stato indotto ad accreditare a luglio 2010 una somma di oltre due milioni di euro a una società riconducibile a una famiglia di imprenditori edili calabresi da anni trapiantati nel Reggiano e considerati contigui al sodalizio 'ndranghetistico emiliano. Immobili e quote societarie sono stati occultati anche in Costa d'Avorio e Inghilterra.

 

 

 

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smartphoneROCCA DI NETO – I carabinieri della Stazione di Rocca di Neto hanno arrestato in flagranza un 22enne del luogo G.L.C., ritenuto responsabile di truffa. In particolare i militari, a seguito di segnalazione telefonica (e conseguente formalizzazione di denuncia) di un venditore online, sono intervenuti presso l’abitazione del giovane acquirente in quanto, al termine della compravendita di un telefono cellulare, il 22enne, al fine di sottrarsi al pagamento, gli aveva comunicato di aver ricevuto un sasso e non il telefono cellulare richiesto, inviando una foto tramite la messaggistica di “Whatsapp”. L’immediato intervento dei carabinieri, con conseguente perquisizione domiciliare, consentiva il recupero del bene oggetto di truffa, posto in sequestro. Su disposizione del pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone, l’arrestato è stato sottoposto agli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida.

 

 

 

 

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carabinieri 112BELVEDERE DI SPINELLO – arrestato un 32enne per furto in abitazione, ricettazione, truffa e sostituzione di persona. I carabinieri della locale Stazione, a seguito di apposito sevizio di osservazione, hanno sorpreso l’uomo mentre usciva da un appartamento di una 68enne del luogo, portando con sé la refurtiva. Le successive indagini hanno permesso di contestare le ulteriori fattispecie delittuose. La refurtiva è stata restituita all’avente diritto. L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato sottoposto agli arresti domiciliari a disposizione della competente Autorità giudiziaria.

 

 

 

 

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guardia fiananza agricoltura(Foto: Repertorio)

Prendevano finanziamenti comunitari grazie a titoli falsi. Due imprenditori, responsabili di truffa aggravata per il conseguimento di indebite erogazioni pubbliche, sono stati destinatari di un provvedimento di sequestro preventivo emesso da Tribunale di Crotone nell'ambito dell'operazione 'Cronos' condotta dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Crotone. Sono state poste in sequestro disponibilità finanziarie, rinvenute presso vari istituti di credito sui conti correnti e depositi bancari intestati ai due imprenditori, per un importo di circa 87.000 euro, nonché beni immobili, di cui 2 Fabbricati e 4 terreni agricoli, per un valore complessivo di circa 430.000 euro. Si tratta di una complessa ed articolata attività di indagine economico finanziaria eseguita nei confronti di due imprenditori agricoli della zona di Cutro, volta a verificare la legittimità delle percezioni di finanziamenti comunitari nel delicato settore della Politica Agricola Comune. L'acume investigativo dei finanzieri pitagorici, che hanno saputo utilizzare al meglio gli strumenti informatici e le banche dati in uso al Corpo della Guardia di Finanza, hanno permesso di accertare la presentazione di istanze di accesso ai contributi comunitari attraverso l'utilizzo di contratti di affitto intestati a soggetti risultati deceduti in epoca antecedente alla stipula di detti negozi giuridici ovvero la produzione di falsi titoli di possesso.

 

 

 

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questura crotone2Gli agenti della Polizia di Stato hanno scoperto un gruppo che si serviva di un crotonese di 45 anni che per diversi mesi, previo utilizzo di carte di prelievo intestate alla ditta per la quale lavorava, sottraeva carburante, per poi rivenderlo, anche al di fuori del territorio di questa provincia, a meta' prezzo rispetto al valore di mercato. Gli investigatori hanno contestato furti aggravati e truffa continuata, che nel giro di pochi mesi ha portato ad un illecito guadagno di circa 7.000 euro. In particolare, sette crotonesi che acquistavano il carburante a "prezzo di favore" sono stati deferiti all'autorita' giudiziaria per il reato di ricettazione, poiche' concordavano con il 45enne gli orari dei rifornimenti presso le stazioni di servizio nelle fasce orarie in cui il personale dipendente era assente.

 

 

 

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guardia finanza asparagiI finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria di Crotone hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo per equivalente di due rapporti bancari, quattro magazzini ed un immobile ad uso abitativo nei confronti dell'amministratore di un'azienda agricola di Strongoli, R.F.A. di 32 anni, e del padre, R.N.A., di 60. L'ammontare dei beni sequestrati e' pari a 177.000 euro. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Crotone, avrebbero evidenziato il sistema attraverso il quale la titolare di un'azienda agricola, destinataria di due contributi Por 2007/2013 indirizzati all'ammodernamento delle aziende agricole, avrebbe indebitamente percepito la somma di 184.000 euro attraverso la rendicontazione di spese sostenute fittiziamente per 300.000 euro. La frode sarebbe stata perpetrata attraverso l'utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti emesse da una societa' intestata al padre, false dichiarazioni liberatorie, lavori edili svolti in economia in un'azienda agrituristica riconducibile allo stesso nucleo familiare, inducendo cosi' in errore l'ente pagatore. Le tesi investigative degli investigatori del Nucleo sono state avvallate dal pm Luisiana Di Vittorio, titolare dell'inchiesta, che ha richiesto al Tribunale di Crotone il sequestro preventivo per equivalente del profitto del reato.

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