Lunedì, 10 Agosto 2020

 

CRONACA NEWS

Tre arresti per usura ed estorsione ad Isola Capo Rizzuto (Crotone) sono stati effettuati oggi dai carabinieri in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Catanzaro, su richiesta della Dda di Catanzaro.

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tribunale crotone2Imponevano tassi usurari altissimi. A fronte di un prestito di 4.500 euro, le vittime si sono ritrovate a pagare interessi per 36.800 euro in 3 anni ad un tasso pari al 278%. In un altro caso i tassi da pagare sono stati del 134%, a fronte di 5.000 euro prestati in un solo anno sono stati richiesti 9mila euro di soli interessi. Quest'oggi, ' il Tribunale di Crotone, in composizione collegiale, ha condannato l'allevatore Francesco Oliverio, di 76 anni, la moglie, Giovannina Marrazzo, 66, e i due figli Vincenzo e Luigina, per usura ed estorsione. Quattro anni e sei mesi di reclusione e il pagamento di 7mila euro di multa sono stati comminati a Giovannina Marrazzo. A tre anni di reclusione e 6mila euro di multa sono stati condannati Francesco, Vincenzo e Luigina Oliverio. La corte, presieduta dal giudice Abigail Mellace, ha inoltre condannato gli imputati al risarcimento dei danni cagionati alle parti civili, rappresentate tra gli altri dall'avvocato Michele Gigliotti, per la cifra di 20mila euro ciascuno. Cade l'accusa di associazione per delinquere. Gli Oliverio sarebbero arrivati, secondo quanto emerso dalle indagini, anche a farsi intestare un magazzino come parziale pagamento degli interessi maturati. La denuncia di questo stato di cose, che si sarebbero protratte dal 2008 al 2012, e' partita da alcune delle vittime che hanno sporto denuncia ai carabinieri del comando provinciale di Crotone.

 

 

 

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USURA CARABINIERIIl business annuo è di quasi 82 miliardi di euro; le vittime presunte sono tre milioni di famiglie e un'azienda su dieci nei settori dell'agricoltura, del commercio e dei servizi. E i carnefici non sono solo le organizzazioni criminali, mafia in testa, ma anche una serie di "insospettabili" che hanno approfittato della crisi per arricchirsi a scapito di chi è finito con l'acqua alla gola. E' il fenomeno dell'usura, secondo le stime dell'Eurispes che, incrociando una serie di dati, segnala che se le regioni a maggior rischio restano quelle del Sud e le Isole, il pericolo si sta estendendo in maniera significativa anche al Centro Italia e la provincia più esposta in assoluto è Parma, seguita da Crotone, Siracusa, Foggia, Trapani, Vibo Valentia e Palermo. Non è immune nemmeno il Nord visto visto che nella fascia di rischio medio alta ci sono anche Aosta e Biella.

 

 

 

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modesto dursoI carabinieri del Ros e quelli del Comando provinciale di Cosenza stanno eseguendo un'ordinanza di custodia cautelare a carico di 14 persone appartenenti ad un'organizzazione dedita a usura e estorsioni aggravate dalle finalità mafiose. Al centro delle indagini del Ros un gruppo emanazione delle cosche Cicero-Lanzino e Rango-Zingari, egemoni su Cosenza che, utilizzando i capitali della 'ndrangheta, davano prestiti a tassi del 30% mensile. Tra gli arrestati un calciatore professionista che ha giocato in serie A e B, Francesco Modesto. Modesto, 34 anni, di Crotone, è attualmente svincolato. Nella sua carriera ha giocato in squadre quali Palermo, Reggina, Genoa, Bologna, Parma e Crotone.

 

Il conto corrente del calciatore usato come «bacinella».

Secondo le indagini, avrebbero utilizzato il conto corrente del calciatore come una «bacinella», ossia da cui attingere danaro contante per poi prestarlo a tassi usurai. Assieme a Francesco Modesto, sarebbe coinvolto anche il suocero, Luisiano Castiglia, in quanto legato ai clan Cicero-Lanzino e Rango-Zingari, attivi a Cosenza. Gli imprenditori vessati, vivevano difficoltà economiche e per questo si rivolgevano alle cosche per ottenere dei prestiti. Sempre secondo le indagini il suocero di Modesto, riceveva le richieste da Roberto Violetta Calabresi. È lui un ex esponente delle ‘ndrine locali, diventato poi collaboratore di giustizia. È stato grazie a lui che è stato ricostruito il giro d’usura. La procura distrettuale di Catanzaro considera dunque Francesco Modesto parte integrante dell’organizzazione criminale. Secondo i magistrati infatti, l’ex calciatore sarebbe stato conscio del fatto che il suocero prelevava ingenti somme di denaro dal suo conto corrente per prestarlo a tassi usurai ed avrebbe per questo, ottenuto benefici economici mensili che si aggiravano sui 15mila euro.

 

Gli arrestati.

Tra le persone arrestate oltre a Francesco Modesto, ci sono anche il suocero Luisiano Castiglia, i presunti boss Francesco Patitucci e Maurizio Rango, Massimo Brunetti, Francesco Magurno, Gianfranco Bevilacqua, Ermanna Costanzo, Domenico Fusinato, Giuseppe Garofalo, Giovanni Guarasci, Danilo Magurno e Mario Mandoliti. L'operazione, coordinata dal procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri, dagli aggiunti Giovanni Bombardieri e Vincenzo Luberto e dal sostituto Pierpaolo Bruni, attualizza uno sforzo investigativo in atto da diversi anni sulla citta' di Cosenza, evidenziando come le cosche federate 'Cicero-Lanzino' e 'Rango-Zingari' benche' fortemente ridimensionate, siano comunque sempre attive nella gestione degli affari illeciti.

 

Gli imprenditori vessati confermano ma non denunciano.

A dare il via alle indagini sono state le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Roberto Violetta Calabrese, divenuto pentito nel 2013. Tre gli imprenditori che hanno confermato le vessazioni a cui erano sottoposti. Le loro sono denunce a riscontro perche' nessuno, per paura, ha mai denunciato spontaneamente ma hanno confermato quanto gia' l'attivita' investigativa aveva messo in luce. «Diversi imprenditori non hanno confermato queste circostanze - ha detto nel corso della conferenza stampa il procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri - e questo richiedera' ulteriori indagini».  Un episodio di tentato omicidio viene contestato a Mario Mandoliti che a marzo del 2013, poco dopo il pentimento di Calabrese Violetta, avrebbe esploso diversi colpi d'arma da fuoco ad altezza d'uomo all'indirizzo del centro benessere di Sandro Calabrese Violetta, congiunto del collaboratore.

 

 

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finanza computerApprofittando della loro influenza e conoscenza del territorio riuscivano a individuare privati cittadini e imprenditori, in precarie condizioni economiche, inducendoli a richiedere prestiti in denaro a tassi fino al 135%. Due persone sono state denunciate per usura dalla Compagnia della Guardia di finanza di Crotone. Uno dei due denunciati, risultato l'usuraio, cioè colui che disponeva del denaro da prestare a strozzo alle vittime, circa 100mila euro, servendosi dell'opera preparatoria del complice, viveva ad Amburgo (Germania). L'indagine che ha portato all'individuazione dei due è scaturita da un precedente sequestro di quietanze di pagamento sospette nell'ambito di un altro procedimento. Gli accertamenti, corroborati da una perizia tecnica, hanno consentito di certificare che i tassi applicati variavano dal 45 al 135% ed erano nettamente superiori al tasso di soglia minima calcolato da Bankitalia oltre il quale si configura l'usura.

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franco pugliese arrestoUn uomo, Franco Pugliese, 59 anni, di Isola Capo Rizzuto, è stato arrestato ed un commerciante è stato denunciato dai carabinieri di Crotone per usura nei confronti di un imprenditore.


Le indagini hanno avuto inizio dopo la denuncia dell'imprenditore il quale ha raccontato ai militari di aver ricevuto un prestito di 50 mila euro da un commerciante il quale, per la restituzione della somma, aveva sottoscritto un contratto fittizio di servizi per un importo annuo di 120 mila euro.

 

Dalle intercettazioni telefoniche i carabinieri hanno scoperto che l'imprenditore era vittima di usura non solo dal commerciante, ma anche da Franco Pugliese dal quale aveva ottenuto due prestiti per 20 mila euro con tassi mensili del 22%.


A Franco Pugliese è stata notificata una ordinanza di custodia cautelare del giudice per le indagini preliminari di Crotone, Anna Lucia Altamura, che ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Francesco Carluccio.

 

 

 

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