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Mercoledì, 28 Settembre 2022

CRONACA NEWS

Torretta di Crucoli, i funerali del 36enne centauro deceduto domenica: aperta inchiesta

Posted On Mercoledì, 17 Giugno 2020 16:57 Scritto da Riceviamo e pubblichiamo

Sono stati celebrati quest'oggi, nella chiesa della parrocchia Madre della Chiesa, a Torretta di Crucoli (Crotone), dove risiedeva, i funerali di Giacomo Capalbo, il trentaseienne rimasto vittima dell'ennesimo, tragico incidente successo lungo la Statale 106 Jonica, nel territorio comunale di Mandatoriccio (Cosenza), domenica 14 giugno, poco dopo le 13.

Il pubblico ministero della Procura di Castrovillari, Valentina Draetta, che da prassi ha aperto un procedimento penale per il reato di omicidio stradale indagando l'automobilista che ha centrato la moto del giovane imprenditore, non ha ritenuto necessario disporre l'esame autoptico sulla salma e nella serata di martedì ha dato il nulla osta per le esequie, che così la famiglia ha potuto fissare subito.

I congiunti del giovane, per fare piena luce sulle cause e le responsabilità del sinistro, per essere assistiti e per ottenere giustizia, attraverso il consulente personale Giuseppe Cilidonio, si sono affidati a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, che si è già attivato per acquisire tutti gli atti e per monitorare l'attività della magistratura inquirente.

Capalbo, che a Torretta gestiva con il padre Gennaro e gli zii il supermercato di famiglia, mentre procedeva per la sua strada in sella alla sua Hornet 600, si è trovato improvvisamente davanti l'auto condotta da un uomo residente a Mandatoriccio, e con a bordo la moglie e le due figliolette, il quale, provenendo dal senso opposto di marcia, ha svoltato a sinistra, in un tratto peraltro con linea continua, per accedere ad una proprietà privata, la casa di un parente: la dinamica è al vaglio dei carabinieri del posto.

Inevitabile e terribile l'impatto, il centauro è stato sbalzato dalla moto rovinando sull'asfalto e decedendo praticamente sul colpo. Si tratta della quarta croce dall'inizio dell'anno, in appena tre mesi considerato il blocco della circolazione per il coronavirus, sulla "Strada della morte", come ha ricordato l'Associazione "Basta vittime sulla Statale 106" nel suo messaggio di cordiglio rivolto alla famiglia Capalbo.

Giacomo, come lo ricorda commosso il fratello Alfonso, "era la colonna della famiglia, era lui che principalmente mandava avanti la nostra attività commerciale. Una persona gentile e generosa, conosciuta e ben voluta da tutti a Torretta, piena di vita - era un grande appassionato di sport, calcetto e moto in particolare -, e sempre pronto a sostenere tutte le iniziative e gli eventi promossi in paese dalle varie associazioni".

Sono dunque in tanti, oggi pomeriggio, a dargli l'ultimo saluto e a stringersi ai suoi cari, disperati per l'improvvisa perdita: la mamma Antonietta, il papà Gennaro, il fratello Alfonso, la sorella Giusy, l'amato nipotino Andrea di soli dieci mesi, gli anziani nonni Filomena, Giacomo e Giuseppina, i cognati Roberta e Antonio, zii, cugini e parenti tutti.