Giovedì, 22 Ottobre 2020

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Traffico di beni archeologici da Crotone verso l'Italia e l'Europa: sgominata holding criminale, 23 misure cautelari

Posted On Lunedì, 18 Novembre 2019 11:43 Scritto da Redazione
Traffico di beni archeologici da Crotone verso l'Italia e l'Europa: sgominata holding criminale, 23 misure cautelari Una parte dei reperti recuperati attraverso l'operazione "Achei"

È stata eseguita sul territorio nazionale e in alcuni Paesi esteri un'operazione dei carabinieri del comando Tutela patrimonio culturale, diretta dalla Procura della Repubblica di Crotone, che stanno eseguendo 23 misure cautelari contro i presunti componenti di una holding criminale che gestiva un ingente traffico di beni archeologici.

I reperti, provento di scavi clandestini in Calabria, venivano esportati illecitamente fuori dall'Italia. Sono complessivamente 123 le persone indagate nell'inchiesta della Procura di Crotone nell'ambito delle quale i carabinieri Tutela patrimonio artistico stanno eseguendo 23 misure cautelari, con 80 perquisizioni in Italia e in vari Paesi europei. Quattro delle persone coinvolte nell'inchiesta, secondo quanto riferito dai carabinieri, sono domiciliate all'estero. Le indagini, avviate nel 2017, hanno permesso di recuperare numerosi reperti archeologici, per un valore di alcuni milioni di euro. Si tratta di vasi, lucerne, statuette, monete, piatti, fibule, monili del periodo magnogreco che è stato smistato attraverso anche case d'asta ed è finito nelle teche dei collezionisti senza scrupoli, pronti a pagare cifre da capogiro per esporre

L'organizzazione criminale. Giorgio Salvatore Pucci, 59 anni di Cirò Marina, e Alessandro Giovinazzi, 30 anni di Scandale, sono ritenuti e capi dell'associazione criminale e sono per questo finiti in carcere, mentre altri 21 indagati, sono stati disposti dal gip i domiciliari nelle sedi di Crotone, Catanzaro, Benevento, Perugia, Milano e Fermo. Le aree archeologiche sottopeste a depredamento sono quella di "Apollo Aleo" di Cirò Marina, di Capo Colonna, di "Castiglione di Paludi" nel Comune di Paludi, nell'area di Cerasello nel Cosentino, ma le indagini parlano di anche zone private dislocate nel territorio della provincia di Crotone e Cosenza.   

In carcere sono finiti:

Giorgio Salvatore Pucci, 58 anni di Cirò Marina (Kr),

Alessandro Giovinazzi, 30 anni di Scandale (Kr).

 

Agli arresti domiciliari vanno altri 21 soggetti

Antonio Camardo, 56 anni di Pisticci,

Raffaele Gualtieri, 56 anni di Isola Capo Rizzuto (Kr),

Santo Perri, 58 anni di Sersale (Cz),

Alfiero Angelucci 70 anni di Trevi (Pg),

Enrico Cocchi, di Castano Primo (Mi),

Francesco Comito, 30 anni di Rocca di Neto (Kr),

Giuseppe Caputo, 42 anni di Dugenta (Bn),

Sebastiano Castagnino, 47 anni di Petilia Policastro (Kr),

Simone Esposito, 35 anni di Rocca di Neto (Kr),

Giuseppe Gallo, 68 anni di Strongoli (Kr),

Domenico Guareri, 65 anni di Isola Capo Rizzuto (Kr),

Vittorio Kuckiewicz, 72 anni di Fermo (Fm),

Franco Lanzi, 67 anni di Norcia (Pg),

Leonardo Lecce, 70 anni di Crotone,

Raffaele Malena, 72 anni di Cirò Marina,

Marco Godano Otranto, 26 anni di Crotone,

Renato Peroni, 48 anni di Magnago (Mi),

Vincenzo Petrocca, 55 anni di Isola Capo Rizzuto,

Aldo Picozzi, 67 anni di Castano Primo (Mi),

Domenico Riolo, 37 anni di Scandale (Kr),

Dino Sprovieri, 53 anni di Cirò Marina (Kr).