Martedì, 01 Dicembre 2020

CRONACA NEWS

''Trigarium'': da 'ndrina a ''locale'' a colpi di omicidi, danneggiamenti, estorsioni e infiltrazioni nella pubblica amministrazione

Posted On Lunedì, 30 Luglio 2018 14:10 Scritto da

roccabernarda vedutaDa 'ndrina a 'locale' a colpi di omicidi, danneggiamenti, estorsioni, infiltrazioni nella pubblica amministrazione, e persino uccisioni di animali. E' questa l'evoluzione della cosca riconducibile alla famiglia Bagnato di Roccabernarda secondo le risultanze dell'operazione 'Trigarium' con la quale i carabinieri di Crotone e Petilia Policastro, su disposizione della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, hanno sgominato un'organizzazione criminale attiva a Roccabernarda, comune del Marchesato crotonese. I dettagli del blitz, che ha portato all'esecuzione di 11 ordinanze di custodia cautelare in carcere, sono stati illustrati dal procuratore Nicola Gratteri, dall'aggiunto Vincenzo Luberto e dai vertici dell'Arma di Crotone rappresentati dal comandante provinciale, Alessandro Colella, dal comandante del Reparto operativo, Danilo Cimicata, e dal comandante della Compagnia di Petilia Policastro, Marco D'Angelo. "Sotto il profilo numerico - spiega Gratteri - questa e' una piccola indagine. Ma per noi ha una grande importanza sul piano probatorio e anche conoscitivo e storico, perche' abbiamo scoperto l'esistenza di un 'locale' di ndrangheta, laddove fino ad adesso quello che sapevamo era che Roccabernarda era una 'ndrina distaccata del 'locale' di Petilia Policastro. E' un fatto importante perche' avere un 'locale' significa avere una rappresentanza nel Gotha della 'ndrangheta a differenza della 'ndrina, che non ha la nobilta' per discutere alla pari con altre cosche". L'inchiesta ha preso le mosse dall'omicidio di Rocco Castiglione e il tentato omicidio del fratello, Raffaele Castiglione, del maggio 2014, delitto che "ha segnato il passaggio del testimone del comando su Roccabernarda dagli stessi Castiglione ai Bagnato".

A PRENDERE LE REDINI DELL'ORGANIZZAZIONE, in particolare, sarebbe stato Antonio Bagnato, di 50 anni. L'agguato sarebbe stato commesso con "tecniche quasi paramilitari", specificano gli inquirenti, da tre persone a volto coperto, che hanno sparato all'indirizzo della jeep dei Castiglione nei pressi del loro allevamento di cavalli. Particolare, quest'ultimo, che ha ispirato il nome dell'inchiesta, 'Trigarium', che nell'antica Roma era il luogo di addestramento equestre. Le caratteristiche della cosca diventata in questo modo egemone nel centro crotonese, osserva Luberto, "sono quelle di una 'ndrangheta ancora rurale, che crea terrore e paura sui cittadini assoggettandoli alla sua forza e che lucra su quel poco di economia che c'e' sul territorio, arrivando per esempio a numerose e brutali uccisioni di maiali e di animali finalizzate a far capire chi comanda sul territorio e la carica di intimidazione di una cosca che ha un ambito territoriale limitato ma comunque inserita nelle logiche di 'ndrangheta nella provincia di Crotone". Sotto questo aspetto, sarebbero stati accertati i contatti con le consorterie piu' potenti di Cutro e di Ciro', che si sarebbero avvalsi del 'locale' di Roccabernarda perche' controlla un territorio ideale per il nascondiglio di armi e di latitanti. Le contestazioni a carico degli indagati comprendono tutti i reati di matrice 'ndranghetistica: associazione mafiosa, omicidio, detenzione e porto illegale di armi, estorsione, ricettazione. Ma ci sono anche quelle di falsita' ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e abuso d'ufficio. Ci sono stati infatti anche tentativi di infiltrazione della cosca nella pubblica amministrazione, dato che nell'inchiesta sono coinvolti anche un ex assessore e funzionari dell'Ufficio tecnico del Comune di Roccabernarda.
INDAGATO ANCHE EX ASSESSORE. Nell'inchiesta 'Trigarium' con cui i carabinieri, su disposizione della Dda di Catanzaro, hanno disarticolato la cosca di 'ndrangheta di Roccabernarda, sono indagati anche un ex assessore e funzionari dell'Ufficio tecnico del comune in provincia di Crotone. Lo hanno reso noto gli investigatori. Alcuni degli indagati si sarebbero attivati, anche in violazione delle normative vigenti, per agevolare la concessione di un permesso a costruire in favore del presunto capocosca, Antonio Bagnato, per sanare un immobile abusivo. In particolare, l'architetto, e assessore all'epoca dei fatti contestati, Luigi Piro "quale responsabile dell'Utc del Comune di Roccabernarda - si legge nella misura cautelare - rilasciava in appena 9 giorni, lasso temporale questo non conforme alla prassi dell'Ufficio che abbisognava di almeno 20/30 giorni, il permesso di costruire, in violazione della disciplina di settore prevista".

L'OMICIDIO DI ROCCO CASTIGLIONE, avvenuto a Roccabernarda il 31 maggio 2014 in un agguato nel quale rimase ferito anche il fratello Raffaele, e' stato "determinato dalla volonta' di Antonio Santo Bagnato di affermare ulteriormente la propria importanza sul territorio". E' quanto emerge dall'inchiesta 'Trigarium', con la quale i carabinieri, su disposizione della Dda di Catanzaro, hanno colpito una cosca attiva a Roccabernarda, nel Crotonese. In particolare, Bagnato "sarebbe rimasto offeso - spiega il comandante provinciale dell'Arma di Crotone, colonnello Alessandro Colella - dall'atteggiamento di Castiglione, che si sarebbe rivolto al sindaco per i rifacimento di una strada senza essere passato prima da Bagnato per il benestare. Un'offesa che puo' sembrare banale ma che di fatto ha portato poi all'uccisione dell'uomo. Bisogna considerare anche il fatto che tra le due famiglie c'erano degli attriti pregressi, perche' la famiglia Castiglione aveva la reggenza della criminalita' su Roccabernarda. Questo omicidio suggella una sorta di passaggio di consegne alla famiglia Bagnato".