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Lunedì, 26 Settembre 2022

CRONACA NEWS

Via libera definitivo del Tar Calabria allo stadio ''Ezio Scida'': «Le strutture movibili non hanno compromesso il sottosuolo»

Posted On Mercoledì, 26 Giugno 2019 15:20 Scritto da

tribuna stadio crotoneÈ arrivato questa mattina il via libera definitivo del Tar Calabria all’utilizzo dello stadio “Ezio Scida”. La sentenza della prima sezione del Tribunale amministrativo della Calabria annulla tutti i provvedimenti della Soprintendenza che, a partire dal luglio 2018, aveva intimato lo smantellamento delle strutture amovibili di curva sud e tribuna elevati ai tempi della promozione della squadra in Serie A due anni prima.
Si legge, tra l’altro, nella sentenza prodotta dalla camera di consiglio del 19 giugno scorso a firma dei magistrati: Vincenzo Salamone (presidente), Francesca Goggiamani (referendario, estensore), Pierangelo Sorrentino (referendario): «(…)le strutture non insistono sull’area vincolata direttamente per essere custode dei reperti archeologici, ma sono solo su area limitrofa sulla quale dal 1981 grava vincolo “indiretto” in quanto fascia di rispetto alla prima (V. doc. 5, fascicolo Ministero - planimetria vincoli)».
Ma non solo, secondo i magistrati «le strutture movibili (tribuna e spogliatoi), per come progettate e realizzate, non hanno compromesso il sottosuolo e relativi resti archeologici, pienamente rispettando le prescrizioni contenute nell’originaria concessione (difetto di scavi/ carico inferiore a 1 kg/cmq) (v. relazione direttori lavori e relazione Silpa 2016 e 2018, nonché l’ultima del giugno 2019): in particolare non hanno dato luogo a scavi né a compattamento del terreno contenente gli scavi né, ancora, cedimenti delle strutture di fondazione».
E al di là tutto, il Tar sottolinea che il «Mibac non ha programmato nell’area in questione interventi di valorizzazione dei beni archeologici, mentre al contrario la F.C. Crotone ha programmato la realizzazione di un nuovo impianto sportivo con la predisposizione di uno studio di fattibilità all’esame del Comune, il quale ha a sua volta approvato il documento preliminare al Psc».