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Mercoledì, 28 Settembre 2022

CULTURA KROTONESE

Archeologia: la “Chora” di Crotone in località “Ritani”

Posted On Domenica, 07 Dicembre 2014 14:51 Scritto da
Moneta di Kroton statere aquila volante Moneta di Kroton statere aquila volante

E' una zona compresa nel Comune di Cutro posta a 139 metri sul livello del mare. Venne alla luce nel 1980 a seguito di uno sbancamento per la sistemazione di una vigna: affiorarono consistenti vestigia di un edificio esteso.

Sul pianoro soleggiato di Ritani, in direzione Nord-Ovest, sul bordo del costone prospiciente la vallata "Manchelunghe", in un lembo di terreno denominato "Tavola di Ritani", nei pressi di una casa colonica dell'Opera Sila (Proprietà Paradiso), durante uno sbancamento effettuato per la sistemazione di una vigna, attigua alla casa colonica e sulla sinistra della strada, nel mese di Aprile del 1980, sono venute alla luce consistenti vestigia di un edificio abbastanza esteso. Copiosa la presenza di tegoloni pertinenti alla pavimentazione, coppi esagonali e rotondi, pietrame con chiare tracce di malta ed anche parecchi blocchi squadrati in calcarenite. Informato del fatto, mi recai subito sul posto, peraltro di difficile accesso e qui raccolsi numerosi frammenti di ceramica, per poter avere un quadro più preciso sia dell'entità della scoperta e sia per la cronologia. I frammenti furono fotografati in ordine stratigrafico. A partire da sinistra in alto, il frammento più antico è una scheggia di ossidiana neolitica, che evidentemente proviene dagli strati superficiali. Segue un interessante frammento del bordo di un cratere apulo con foglie di lauro dipinte in rosso su fondo nero; un pezzo di base di kylix a piede basso, a vernice nera lucida; un orlo di skyphos a vernice nera screpolata; un frammento di lucerna romana (parte del serbatoio con tre solchi concentrici dipinti all'interno di rosso); bordo e parete di una pateretta, cosiddetta a "becco di civetta" a vernice nera diluita; un frammento di parete a vernice nera diluita all'interno, lucida all'esterno, pertinente al terminale della vasca di uno skyphos; altro frammento a vernice nera con foro di restauro antico; un'ansa con radice e parte dell'orlo di un grosso skyphos tipo B; un bordo con parete di coppa a vernice nera ad orlo leggermente svasato; sette frammenti a vernice nera opaca ad impasto grigio (ceramica campana tipo A); tre frammenti (basi e parti di parete) di ceramica sigillata chiara ed, infine, due frammenti dei quali uno è un orlo ingrossato all'estremità, di terra sigillata chiara. Dall'elenco dei 24 cocci rinvenuti e sommariamente descritti, si deduce che l'abitazione sia stata usata dall'epoca ellenica fino a quella romana e precisamente con una frequentazione che va dalla seconda metà del IV secolo a.C. e scende giù fino alla prima metà del 1° secolo dopo Cristo. La fattura e la composizione dell'argilla relativa ai frammenti fanno escludere senz'altro una produzione locale degli stessi che, certamente, sono tutti importati. Anche qui, dunque, potremmo essere di fronte ai resti di una fattoria o masserizia. Ma se i cocci lasciano soltanto intravedere l'importanza di questo edificio, il ritrovamento di alcune monete permette di avere un quadro d'insieme molto chiaro e preciso, specialmente se si pone attenzione alla grande distanza che separava il sito da Crotone e dai centri viciniori più noti. Non ho potuto, all'epoca, stabilire il numero esatto delle monete trovate, ma di tre esemplari riuscii ad avere le foto ed il peso. 1) – Obolo in bronzo di Crotone (gr. 7,98), ø mm. 20. D/ Testa imberbe di Herakles coperto dalla pelle del leone Nemeo, in alto scritta DI. R/ Aquila volante verso destra con serpente tra gli artigli, dietro legenda KPO. Cfr. P. R. Garrucci, "Le monete dell'Italia antica", tav. CX n. 28; P. Attianese, "Kroton, ex nummis historia", n. 196, pag. 190. La moneta, pur in conservazione non eccelsa, è comunque assai significativa, in quanto fornisce il "terminus ante quem" degli edifici di Ritani, fissandolo verso gli anni iniziali del IV secolo a.Cr. Questa serie monetale, con tipi di chiara marca siceliota, fu adottata dai Crotoniati negli anni dopo il 388 a.C., allorché erano sotto il dominio del tiranno siracusano Dionigi il Vecchio. 2) – Obolo in bronzo dei Brettii, (Gr. 7,10), ø mm. 21 . D/ Testa laureata di Zeus a destra, dietro fulmine. R/ Guerriero nudo con elmo, asta e scudo ovale, verso destra; a sinistra in alto legenda BPETTION, in basso a destra torcia. Datazione. 282-203 av. Cr. (Cfr. N.C., F. Scheu, "Bronze Coins of the Bruttians", 1961; P. Attianese, "Calabria Greca", vol. 1° n. 108 pag. 75). Questa moneta, davvero eccezionale per conservazione e stile potrebbe attestare anche a Ritani l'ingerenza dei Brettii, popolo indigeno ellenizzato, sempre in guerra, però, con le colonie greche del litorale. 3) – Denario d'argento anomino della Repubblica Romana (Gr. 4,90). D/ Testa galeata di Roma a destra, dietro X (=simbolo dell'unità monetaria). R/ I Dioscuri a cavallo verso destra con lunghe aste; sulle loro teste con berretti pilei, due stelle ad otto punte; nel campo cane corrente verso destra, in esergo legenda ROMA (foto n. 6 e 7). Datazione: 205-150 a.C. (Cfr. B.M.C. n. 486, Sydenham n. 249, E. Babelon, "Description historique et chronologie des Monnaies de la Republique Romaine, vulgairement appelees Monnaies Consulaires", Paris 1885, vol. 1° pag. 47 n. 20. Altresì questo bell'esemplare si è conservato bene e rappresenta, almeno per le monete, il "terminus post quem" per l'epoca della frequentazione e della circolazione monetale a Ritani. Dai cocci e tanto più dalle monete si ricava, a parer mio, un dato innegabile e cioè che su questo pianoro di Ritani, nell'antichità, ci fossero edifici di una certa importanza e vastità, dal momento che necessitavano di valuta circolante. Venni a sapere, inoltre, che a 300 metri circa più avanti, verso il lato destro dell'insediamento, erano state trovate numerose tombe alla cappuccina, probabilmente coeve alla prima fase cronologica del sito. Purtroppo le sepolture erano state dissestate e distrutte dallo scavo operato per la messa a dimora di una tubazione a condotta forzata che, da qualche anno, all'epoca, stava interessando la zona di Isola Capo Rizzuto e di Cutro ed, in generale, tutto il territorio a Sud di Crotone. C'è da aggiungere, concludendo, che l'interessante sito archeologico di Ritani, offre ancora una volta la prova di un forte decentramento di Crotone verso le campagne circostanti, fenomeno che sembra avere avuto inizio verso la seconda metà del V secolo a.C. e sia perdurato anche in epoca romana.