Giovedì, 09 Luglio 2020

CULTURA KROTONESE

Eccelse donne del Crotonese

Posted On Martedì, 03 Marzo 2015 21:32 Scritto da
Congresso di Napoli 1954: Magloditi Milano Pedace Carella Congresso di Napoli 1954: Magloditi Milano Pedace Carella

Mimose: dedicato al gentil sesso crotonese in occasione dell'8 Marzo

Teano di Crotone
Era figlia di Brontino e moglie di Pitagora. Coltivò con passione la poesia e la filosofia. Le si attribuiscono da Costantino Loscaris una vita del marito in lingua dorica, qualche epistola, i libri sulla Pietà, di cui si ricorda qualche frammento, e gli apoftegmi, i quali furono raccolti – come afferma il Falcone nel volume 1^ "Poeti e rimatori calabresi") Nel 1688, Tommaso Galeo pubblicò in Amsterdam, nei suoi opuscoli mitologici, fisici ed etici, tre lettere di Teano, tradotte in latino.
Altre lettere furono pubblicate da Luca Olsteino, ma di queste ultime non ne è bene accettata l'identità.

Arignote e Mya
Figlie di Pitagora ed esimie poetesse. La prima scrisse il poema "Le Bacchiche" e due altri poemi in epigrammi, sotto il titolo "Sermone sacro o dei misteri di Cerere" e "Talete di Bacco".
Della seconda non resta che una lettera ad Phillidem, pubblicata da Aldo Manuzio e riguardante le doti delle nutrici.

Timica
Discepola di Pitagora e moglie del filosofo crotoniate Millio. Fu donna di profonda cultura e di fierissimi sentimenti patriottici. Quando Dionisio di Siracusa saccheggiava Crotone, Timica non volle rispondere a molte domande che le venivano rivolte dal tiranno, il quale cercò di costringerla con la forza. Ma ella, anzicchè rispondere, si mozzò con i propri denti la lingua e la sputò in faccia al tiranno (F. Caivano – "Storia Crotoniata" – pag. 24)

Fhilti
Discepola di Pitagora fu donna di vasta cultura. Scrisse moltissimo. Un suo frammento rimane presso Stobio, tradotto da N.Leoni –( N.Leoni - "Della Magna Grascia e delle tre Calabrie" Libr. 1^ - Napoli 1844 )

Didone
Anche questa distinta figura di donna era crotoniata, moglie di Brontino, celebre maestro di Empedocle di Agrigento e madre di Teano, Crotoniata.
Fu donna di alto sentire e ricca di ogni virtù coniugale. E' autrice di massime e di aforismi bellissimi.

Ganguzzi Caterina
Era una giovinetta di Cutro che, verso il 1600, come la Rossi, fu rapita dai pirati e trasportata a Costantinopoli e fu rinchiusa nell'harem del sultano.
Dopo una lunga prigionia, per non aver voluto cedere alle satiriche brame del despota, preferì di essere uccisa, tanto prevalse in lei il senso dell'onore.
Non improbabile che l'argomento di questo tragico episodio sia stato di ispirazione alla novella, in terza rima, "La schiava greca" di Vincenzo Gallo Arcuri.

Giannuzzi Savelli Lucrezia
Era figlia di Vincenzo, Principe di Cerenzia e di Ippolita Rota. Fu badessa delle Clarisse di Catanzaro. Ebbe animo nobilissimo e profonda cultura. Stampò soltanto una canzone in lode del Vescovo catanzarese Spinelli: "Il trionfo della gloria", dimostrando larga erudizione e felicissime attitudini poetiche.

Pedace, Magloditi, Milano, Carella negli anni Cinquanta costituirono l'UDI (Unione Donne Italiane) nella federazione del PCI

Figlie di lavoratori che si dedicarono con slancio alla risoluzione dei problemi sociali ed al progresso sociale delle donne crotonesi. Motivati dall'ideologia comunista si recavano nelle case altrui per spiegare alla gente gli eventi politici di allora che oscillavano tra il credo Russo e quello Americano, tra la Chiesa e il mantenimento del potere alle classi nobiliari.

Maria Marra:
Esordiva cosi questa crotonese al Congresso del Mezzogiorno: "Porto a questo Congresso la voce e l'adesione di migliaia di donne della Calabria, delle stagionali, delle assegnatarie, delle contadine, di quelle donne che sono maggiormente sottoposte alla arretratezza civile, sociale e culturale. Il lavoro che noi facciamo, in casa e fuori di casa non è riconosciuto come si dovrebbe, le nostre case sono dei tuguri, l'assistenza per noi e i nostri familiari e soprattutto per i nostri bimbi è quasi inesistente. La nostra vita è dura, misera e avvilente.