Mercoledì, 28 Ottobre 2020

CULTURA E SPETTACOLI NEWS

Domenica primo marzo i musei sono gratuiti: anche a Crotone sara' possibile visitarli (GALLERY)

Posted On Sabato, 28 Febbraio 2015 19:23 Scritto da

KRPSICHECAPOCOLONNA internaMa chi l'ha detto che il mese di marzo, quest'anno, debba iniziare con una delle solite domeniche monotone di provincia e, per giunta, anche un po' uggiosa? Pare davvero che la città di Crotone si sia ridestata sull'onda di un rinnovato interesse per l'archeologia e l'arte: e allora perché no? Invece che passare la domenica tra divano, pantofole e caffè, perché non iniziare il mese che segna il passaggio tra la stagione invernale e quella primaverile, in modo un po' più interessante? Approfittando, per esempio, dell'occasione offerta e scarsamente pubblicizzata che prevede l'apertura gratuita nelle prime domeniche di ogni mese di alcuni tra i più interessanti musei e parchi archeologici in tutt'Italia? Nell'elenco dei musei aperti e gratuiti c'è anche Crotone, presente sia con il Museo archeologico nazionale di via Risorgimento, che con il Museo archeologico e il Parco di Capocolonna. Per gli amanti dell'arte è un'idea da prendere in considerazione. Una giornata all'insegna dell'arte e della cultura, piacevole da passare in compagnia. E, se anche non si ha la possibilità di andare fuori Regione, ci sono diversi centri o poli museali che domenica primo marzo resteranno aperti anche in Calabria. Questo, per effetto della norma del decreto Franceschini, in vigore dal primo luglio 2014, che stabilisce che ogni prima domenica del mese non si pagherà il biglietto per visitare monumenti, musei, gallerie, scavi archeologici, parchi e giardini monumentali dello Stato.

 

 

Il Museo archeologico nazionale di Crotone.

 

museo nazionaleNel Museo archeologico nazionale di Crotone (via Risorgimento) naturalmente si può trovare il famosissimo Tesoro di Hera con il diadema d'ora lavorato in sottili e delicate lamine a forma di foglie e di bacche. Ma visitare questo museo offre spunti inimmaginabili per compiere un viaggio nel tempo partendo dalla mitica terra di Kroton e del suo territorio. E ancora più in là, si trovano testimonianze che arrivano fino ad epoche molto lontane, e c'è una sezione, che parte addirittura dalla preistoria, con esposizione di asce, armi e persino di un teschio umano. I visitatori vengono anche attratti da alcuni oggetti davvero particolari. Si va dalle beffarde maschere gorgoniche alle antefisse a testa leonina, provenienti dal tempio di Hera, al minuscolo cavallino geometrico in bronzo fuso dalla delicata patina verde, datato 650 ac. circa. Molto suggestivi i misteriosi askos esposti nel museo, primordiali sirene, con testa di donna e corpo di rapace. Come è noto dal novembre 2009, è "tornato" nel museo lo straordinario askos bronzeo a forma di Sirena (V sec. a.C.), proveniente dalle Murgie di Strongoli, restituito dal Getty Museum di Malibu (USA), e l'altro askos bronzeo del VI sec. a.C., sempre a forma di Sirena, proveniente dalla chora meridionale di Kroton. Insomma, oltre che dalla magnifica stele acefala a grandezza naturale, in marmo di Nasso, (del V sec. a.c), i turisti vengono attratti dagli oggetti più piccoli, come la misteriosa barchetta nuragica in bronzo, (datata VII sec. a c.), o anche i due scarabei esposti, l'uno in pietra, l'altro in ambra, (IV sec. ac), che oltretutto pare portino anche fortuna! Attraverso i reperti esposti, si può immaginare il passaggio in questi luoghi di Pitagora, di Pirro, di Agatocle o di Annibale. Oltre le numerose testimonianze della colonia greca di Kroton, c'è anche un' intera sezione dedicata ai rinvenimenti di Krimisa, odierna Cirò Marina, con una serie di capitelli in arenaria del Tempio di Apollo Aleo.

 

 

La Stele di Horus.

 

stele horusNel museo è custodita, dal 2012, la piccola, ma di straordinario interesse, stele egizia di Horus sui coccodrilli rinvenuta a Crotone e restituita, dopo 35 anni, dal Museo civico di Milano che l'aveva acquistata sul mercato antiquario, grazie all'abile lavoro investigativo dei Carabinieri del "Nucleo Tutela Patrimonio Culturale". intrecci interessanti tra storia, leggenda ed esoterismo, si uniscono in questo oggetto magico.
Si tratta di una pietra di una decina di centimetri, forse utilizzata come talismano da un viaggiatore egiziano approdato a Crotone tra il 378 ed il 341 avanti Cristo. O forse il contesto è diverso, come spieghiamo nel prosieguo del pezzo. Il suo vero nome è "Stele di Horus sui coccodrilli; trafugata da un tombarolo negli anni '70 e finita nella raccolta di reperti egizi del Castello Sforzesco di Milano, è ritornata definitivamente a Crotone dopo 35 anni.
La preziosa opera, in basalto scuro, rappresenta Horus, (che significa "colui che è lontano") il fanciullo divino, in piedi su due coccodrilli mentre stringe nelle mani serpenti, scorpioni e gazzelle. Animali legati a Seth, il dio del disordine e della violenza, che uccise suo fratello Osiride, e padre di Horus. Il mito narra che Iside, sua madre e moglie di Osiride, dopo l'assassinio, fu costretta a proteggere il figlio dallo zio, nascondendolo nelle paludi del Delta. Fu lì, nel Nilo, che il fanciullo affronterà molte insidie, come punture di scorpioni e morsi di serpenti, rimanendone illeso e diventando così un dio salvifico. La stele aveva perciò una valenza protettiva e taumaturgica, soprattutto in caso di punture di scorpioni e morsi di serpenti. Questo tipo di stele sacra veniva usata per lo più dai medici durante le cure che praticavano ai pazienti. La leggenda narra anche che Horus vendicasse suo padre, nei confronti di Seth, il quale, nello scontro, gli tolse un occhio. Con questo mito, gli egizi spiegavano la minore luminosità della luna rispetto al sole, perché l'occhio lunare sarebbe quello staccato da Seth ad Horus, mentre il sole era l'altro occhio del dio. Pare che al culto di Horus, nell' antico Egitto, terra di misteri e di culti, esistessero diversi centri iniziatici, frequentati da donne e uomini, appartenenti alla nobiltà e alle caste sacerdotali e militari, e tra i più importanti, vi sarebbero state anche le scuole misteriche dell'"Occhio di Horus", legate alle tre divinità del ciclo osirideo. Il culto di Horus, ritorna, guarda caso, anche nel pensiero pitagorico, che proprio a Crotone, fondò la sua celebre scuola. Potrebbe esserci dunque un legame tra la scuola pitagorica e la misteriosa stele? Forse si. Perché esiste un legame tra Pitagora e la cultura egizia. Questo è noto. Ed anche il grande filosofo e matematico rappresentò il dio Horus nel simbolo del "Pentalfa", la misteriosa stella a cinque punte, altro antico simbolo esoterico, con cui gli Egizi raffiguravano Horus. Pitagora usò il "Pentalfa", che dal greco vuol dire "cinque alfa", per spiegare il problema del segmento aureo e per indicare i cinque principi universali. Ai quattro già convalidati da Empedocle (Aria, Acqua, Terra e Fuoco), Pitagora ne aggiunse infatti un quinto, ossia lo spirito. Insomma, la stele egizia a Crotone potrebbe essere arrivata anche tramite allievi del grande filosofo Pitagora. Naturalmente questa è una nostra ipotesi ed è ancora tutta da approfondire. Speriamo che altri elementi possano arricchire questo contesto storico.

 


Il Museo archeologico di Capocolonna.


museo capocolonnaNelle teche di cristallo del museo ci sono moltissimi reperti interessanti, monete d'oro, anfore, vasi, stele di marmo, pezzi di colonne, sculture. Tesori che il mare ha restituito dopo secoli, come il tenero abbraccio del piccolo gruppo scultoreo di Amore e Psiche. O pezzi di tempio, trovati durante le campagne di scavo nell'area sacra del promontorio lacinio, teste leonine, antefisse, fregi. Tra i reperti più pregiati si segnala un bellissimo elmo corinzio in bronzo relativo al V secolo a.C. di provenienza subacquea, esposto nella sala di ingresso al museo insieme ad un' Ara in marmo con dedica alla dea lacinia. Poi ci sono anche altri nuovi reperti provenienti dagli scavi più recenti di un paio di anni fa trovati nella fossa votiva davanti alla colonna. Presenti anche diversi frammenti di sculture in marmo tutti risalenti al V secolo a.C. e certamente facenti parte del frontone del tempio del celeberrimo Santuario. L'ultima sezione è dedicata ai reperti subacquei trovati nell'ultimo ventennio di ricerche marine. Sono esposti basi e cippi in marmo. Un'interessante plastico mostra l'area archeologica dove è visibile la colonna dorica del Tempio greco, mentre filmati didattici e ricostruzioni in 3d mostrano, da una parte, gli scavi effettuati nel tempo per portare alla luce antiche vestigia e dall'altra mostrano quei luoghi virtualmente come dovevano presentarsi al tempo dei greci agli occhi dei crotoniati.


La Polemica.
Ricordiamo ai lettori, intanto, che i vertici della soprintendenza archeologica in Calabria sono cambiati. La soprintendente Bonomi lascia la dirigenza ed ottiene il trasferimento nella città natale, Padova. In Calabria arriverà Francesco Di Gennaro, dopo aver diretto il museo nazionale d'Arte Orientale Giuseppe Tucci e il Museo nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini. A breve, dunque, l'avvicendamento tra il nuovo e il "vecchio" soprintendente Bonomi, il cui operato a Crotone era stato messo in discussione da un folto gruppo di cittadini ed associazioni [LEGGI ARTICOLO] che nei mesi scorsi hanno inscenato una serie di proteste contro l'intervento di cementificazione di un antico foro romano, messo in luce con la recente campagna di scavi, nei pressi della chiesetta della madonna di Capocolonna, per realizzare un parcheggio. Una soluzione che ha fatto discutere moltissimo.

 

Ecco l’elenco completo dei musei gratuiti che l’uno marzo restano aperti in Calabria:

  • Museo archeologico nazionale a Crotone
  • Museo archeologico e Parco archeologico di Capocolonna (Crotone)
  • Antiquarium di Torre Cimalonga, Scalea (Cs)
  • Chiesa di San Francesco d’Assisi a Gerace (Rc)
  • Galleria nazionale di Cosenza, via Gian Vincenzo Gravina
  • La Cattolica di Stilo (Rc)
  • Museo archeologico nazionale di Piazza De Nava a Reggio Calabria
  • Museo archeologico nazionale di Amendolara (Cs)
  • Museo archeologico nazionale “Vito Capialbi” a Vibo valentia
  • Museo nazionale della Sibaritide – Parco archeologico di Sibari – Località parco del cavallo SS 106 bis Cassano all’Ionio (Cs)
  • località casa Bianca a Cassano all’Ionio (Cs)
  • Museo archeologico di Locri (Rc) Contrada Masarà
  • Museo e Parco archeologico nazionale di Scolacium a Borgia (Cz)
  • Museo statale di Mileto in Via Episcopio (VV)