Giovedì, 22 Ottobre 2020

CULTURA E SPETTACOLI NEWS

Esibizione sicura e coinvolgente al pianoforte per la giovanissima Teresa Campana

Posted On Lunedì, 02 Marzo 2015 19:38 Scritto da

teresa campana2«Ancora un appuntamento - è scritto in un comunicato - all'insegna della grande musica pianistica con la giovanissima interprete Teresa Campana (foto) che si è esibita domenica scorsa (primo marzo) presso l'auditorium del Liceo musicale "O.Stillo" organizzato sempre dalla Società Beethoven Acam di Crotone. Giovanissima di grande e indiscusso talento - commenta la nota - la Campana ha saputo costruire un percorso pianistico nel quale il tema e il filo conduttore ne era "l'amore" che come diceva Berlioz "sa scavare nei meandri insondabili dell'animo umano". Il programma, molto bello ed accattivante comprendeva infatti: J.S.Bach – A.Siloti – Prelude, F.Chopin - Valzer op.69 n. 2, L. Van Beethoven - Sonata "Al chiaro di luna" op. 27 n. 2, F.Chopin - Notturno op. 9 n. 2, F.Liszt - Notturno "Sogno d'amore" n. 3, F.liszt - Rapsodia ungherese n. 12 in do diesis min. Una tecnica e una tenuta della tastiera - prosegue il comunicato - quella evidenziata da Teresa Campana, solita e sicura. La pianista ha saputo trasporre con chiarezza, differenziando, con gradazioni di tocco e di colore, i disegni sovrapposti delle varie composizioni eseguite, evocandone quel senso di perdita e di catastrofe emozionale che ogni brano può ispirare al di là del trionfalismo di facciata. Sono stati tanti gli spunti originali - riferisce la nota - fatti emergere in virtù di un virtuosismo pianistico che non ha bisogno di dimostrare nulla e quindi è interamente votato alla resa netta dell'ostica ed inquieta scrittura d'autore, accettando scomodità e ruvidezze come corsie privilegiate d'interpretazione. Un Bach - si spinge il commento - che, anche nelle piccole composizioni, sa riassumere e compendiare secoli di polifonia, è stato quello presentato dalla Campana al quale è seguito un Chopin elegante aristocratico e ricco di poesia, mentre in Beethoven ha saputo con coerenza e raffinatezza sottolineare le varie fasi della Sonata passando dall'innata contemplazione del mistero del dolore umano in un clima d'inesorabile falsità dell'andante ad un "presto" che evidenziava tutta la furia proterva dagli eroi di Eschilo in lotta contro il fato. In Liszt, invece la pianista ha saputo coerentemente mettere in luce la sua anima contrastata fra "metà francescana e metà tzicana" senza però che venisse minimamente scalfita la sua innata effusione lirica e la sua spesso esagerata virtuosità tecnica. Una bella serata - conclude la nota - coronata da un pubblico entusiasta e partecipe che ha saputo sottolineare con calorosi applausi le varie fasi del recital ricambiati dalla pianista con numerosi bis».