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Giovedì, 20 Gennaio 2022

CULTURA E SPETTACOLI NEWS

Giochi e tempo libero nella Crotone della Magna Grecia

Posted On Venerdì, 03 Dicembre 2021 19:13 Scritto da Redazione

Crotone ha origini antichissime. Fondata dagli Achei nella seconda metà dell’VIII secolo a.C., ha rappresentato uno dei centri abitati più importanti di tutta la Magna Grecia. Crotone era una città molto prospera e fiorente, che ospitava grandi pensatori, artisti e artigiani.

Qui Pitagora aveva fondato la sua scuola filosofica. Gli abitanti delle colonie greche avevano portato così in Italia nuove usanze e nuovi stili di vita. Erano molto dediti alla vita politica della polis e alla speculazione intellettuale, tanto nella loro madre patria che nelle colonie. Ma come vivevano il loro tempo libero? Come vivevano lo svago in società? L’argomento è molto complesso e affascinante, ci mette di fronte a una realtà molto sfaccettata, lontanissima da noi nel tempo, eppure molto vicina per tantissimi aspetti.

Nella Magna Grecia la cura del fisico aveva un ruolo fondamentale già a partire dall’VIII secolo a.C.. L’attività fisica era uno dei cardini della civiltà greca, tanto in Grecia, quanto nelle colonie italiane. Era una questione basilare, un’espressione di pura “grecità”. Gli esercizi ginnici e l’allenamento del corpo erano un vero e proprio dovere per l’individuo. La bellezza e l’armonia del corpo erano sinonimi di disciplina e di abnegazione, di cura di sé e di equilibrio della mente. Lo sport non era un semplice passatempo, ma un’attività di grande prestigio, che portava rispetto e ammirazione da parte di tutta la cittadinanza.

Il culmine delle competizioni sportive per i greci era rappresentato dalle Olimpiadi, un evento pubblico dalla grandissima valenza politica e religiosa. Uno dei più grandi campioni olimpici della storia fu proprio Milone, un crotoniate discepolo di Pitagora, abile lottatore, vincitore di sette edizioni dei giochi d’Olimpia. Non solo, fu anche pluripremiato ai principali giochi panellenici: ai giochi Nemei di Argo, a quelli Pitici di Delfi e a quelli Istmici di Corinto. Il filosofo Pitagora concesse al campione la mano di sua figlia Myia e gli affidò la guida dell’esercito. Non solo, tra i campioni dell’antica Crotone possiamo annoverare anche il pugile Daippo e il corridore Eratostene, che vincendo nello “stadion” davanti ad altri sei concittadini si proclamò: “Ultimo dei crotoniati, primo tra i greci”.https://cdn.pixabay.com/photo/2015/07/30/11/30/temple-867477_960_720.jpgNella polis però non c’era solo la sacralità dei giochi olimpici, ma tantissimi altri tipi di attività ludica con cui si intrattenevano persone di ogni età e di ogni ceto sociale. Già all’epoca si giocava con gli aquiloni, spesso realizzati con i vecchi abiti di lino usurati. Un gioco molto diffuso era anche quello della trottola, detta “turbo”, che veniva lanciata srotolando velocemente una corda. Quando il suo movimento rotatorio inizia a rallentare, questa veniva colpita leggermente con dei bastoni in modo che continuasse a ruotare più a lungo possibile. A vincere la sfida era l’ultima trottola a restare in movimento.

Un altro gioco basato sulla rotazione era il gioco dello scudo. Questo è molto probabilmente un antichissimo antenato della roulette, un gioco diffusissimo e sempre molto amato, che oggi troviamo nelle più eleganti sale da gioco di tutto il mondo e su molte piattaforme online specializzate in materia. Secondo diverse ricostruzioni storiche, pare che i soldati greci lontani dalla guerra usassero il loro scudo per svagarsi insieme ai commilitoni. Il gioco consisteva nel tracciare dei segni sullo scudo e sul terreno, facendolo ruotare in senso orizzontale rispetto al terreno. Alla fine della rotazione, quando il segno sullo scudo indicava uno dei segni tracciati a terra si aveva un vincitore.

Un altro gioco molto diffuso era quello degli astragali, ossia del lancio di piccoli dadi ottenuti dalle ossa di animali come pecore e capre. Spesso si giocava anche a palla. I palloni erano realizzati con cuoio, stracci e stoffa. Oggi non si trovano più reperti archeologici di questo genere, perché questo tipo di oggetti veniva realizzato con materiali estremamente deperibili. Eppure, diversi autori greci ci attestano l’esistenza di giochi con la palla, incluso il grande Omero.  Secondo alcuni studiosi, in certe attività è già possibile rintracciare i primi, lontanissimi, antenati del calcio moderno. Si trovano, inoltre, le descrizioni di giochi molto simili ai nostri “Un, due, tre, stella!”, oppure giochi in cui ci si rincorre come i moderni acchiappino, acchiapparella o toc toc. La maggior parte dei giochi popolari che tutti noi conosciamo ha infatti un’origine antichissima, che si perde nella notte nei tempi. Inoltre, ancora oggi troviamo gli stessi giochi, con diversi nomi, diffusi in tutto il Mediterraneo. Anche questo è un lascito culturale sempre vivo dell’antica civiltà greca.

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