Domenica, 27 Settembre 2020

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Lucca comics: "Un viaggio a Tokyo" con la graphic novel del fumettista crotonese Vincenzo Filosa

Posted On Lunedì, 19 Ottobre 2015 18:45 Scritto da

vincenzo filosa2Ci sarà anche un fumettista crotonese a presentare la sua graphic novel tra i numerosi artisti che affolleranno il cartello di eventi previsto dal "Lucca comics and games" edizione 2015. Tutto è pronto anche quest'anno: ancora una volta la fantasia spazzerà via la banalità della routine. Almeno per quattro giorni, dal 29 ottobre al 2 novembre prossimi. Come da un po' di anni a questa parte (la prima edizione fu organizzata nel 1993), riparte il Lucca Comics and Games, uno dei festival internazionali del fumetto, del cinema d'azione, dell'illustrazione e del gioco più accreditati nel mondo. Sarà un'occasione per sognare ad occhi aperti e magari bere un caffè in compagnia di Freddy Krueger, Darth Fener e le sue armate nere, il pirata Jack Sparrow, Tex, Joker, Zagor e tanti altri personaggi leggendari del mondo dei comics. Per un crotonese come me, è stato uno stimolo in più aver scoperto che, in una rassegna così prestigiosa, figurerà anche un mio concittadino, fumettista e artista: Vincenzo Filosa, classe 1980. E sarà proprio venerdì 3o ottobre alle ore 10.oo che il fumettista crotonese presenterà la sua ultima fatica "Viaggio a Tokyo" nel corso di uno showcase a lui affidato nella Chiesa dei servi. Dalla biografia di Filosa emerge un curriculum di tutto rispetto: fondatore del gruppo Ernest, autore per conto della Canicola Editore e della Delebile, illustratore della ZeroGuida di Roma, solo per citare alcune sue collaborazioni. L'artista crotonese, promessa emergente tra gli autori della cosiddetta graphic novel italiana, è costantemente alla ricerca di linguaggi iconografici personali; aspetto non ovvio in una realtà globalizzata, piuttosto omologata come quella attuale. vincenzo filosaL'incubo della pagina bianca non riguarda solo gli scrittori, ma è un tarlo inesorabile anche di chi disegna. Il gesto artistico di riempire un foglio vuoto con immagini, per la maggior parte della gente, non risulta un'impresa ardua: quattro pupazzetti messi lì, a caso; invece disporre gli oggetti negli spazi giusti, al momento opportuno costituisce una vera e propria espressione d'arte, che comporta immaginazione, ma anche sacrificio, esercizio e disciplina mentale. La creatività esige la forma e schemi narrativi ben costruiti. Filosa lo sa bene; ne parla con estrema verità nel suo ultimo album. Le sue strisce sono pensate e calibrate fino allo spasimo. Il tratto nervoso e tagliente raffigura personaggi e ambienti singolari. Qui non si cerca a tutti i costi l'applauso della massa; ma il fil Rouge di un percorso creativo personale, che lo ha spinto fino in Giappone, sulle orme dei suoi maestri: i grandi dei manga. Indubbiamente, la voglia di narrarsi, di conoscere, di esprimersi, di fantasticare sulla realtà al di qua e al di là della semplice tavola ricorda in qualche modo l'avanguardia artistica e l'acida genialità di Paz. Filosa contamina e sperimenta: forme tondeggianti e voluminose si fanno largo quasi con fatica in prospettive, schiacciate, sbilenche e surreali, angolose e respingenti. Oppure, nell'ultima opera pubblicata da Canicola, Viaggio a Tokyo, creature buffe e un po' smarrite proiettano il loro sguardo attonito su un mondo enigmaticamente metropolitano. Il protagonista, forse una proiezione autobiografica, cerca se stesso nell'infinito caos della vita. Come succede a tutti noi. A Tokyo, come a Crotone.