Mercoledì, 25 Novembre 2020

CULTURA E SPETTACOLI NEWS

“Per un mondo migliore”: lo spettacolo messo in scena dai ragazzi dell’alberghiero di “Le Castella” assieme a 40 coetanei egiziani

Posted On Martedì, 23 Maggio 2017 17:36 Scritto da

spettacolo alberghiero lecastella collageMentre negli occhi scorrono le terribili immagini della strage di Manchester, avvenuta proprio durante un concerto per ragazzi della pop star Ariana Grande, piccole lucine di speranza continuano ancora ad accendersi e a dimostrate che la musica, la danza, l’arte possono ancora essere strumento di pace e di fratellanza, non di guerra e di orrore. E’ solo di ieri lo spettacolo messo in scena dai ragazzi dell’Istituto alberghiero di “Le Castella”, frazione di Isola Capo Rizzuto, dall’emblematico titolo: “Per un mondo migliore”, al quale hanno partecipato studenti italiani insieme a quaranta studenti egiziani che quest’anno hanno concluso il loro percorso formativo proprio presso la scuola alberghiera. Un progetto di pace e fratellanza, voluto dalla dirigente scolastica Filomena Rita Folino ed organizzato dalle docenti Emilia Esposito e Vittoria Pangari. Una messa in scena toccante, in cui studenti arabi ed egiziani insieme ai compagni italiani hanno cantato la loro voglia di fraternità e uguaglianza. Dell’alunno arabo Mohamed Alì è un monologo sulla libertà, interamente dedicato all’amore tra i popoli e al rispetto reciproco, messo in scena proprio ieri mattina. Ad esibirsi nel brano “Heal the world” di Michael Jackson è stata invece l’allieva Simona Tricoli che ha invaso gli spazi dell’ampio cortile con le note della canzone che - come è noto - incitano a salvare la pace e a rendere il mondo un posto migliore dove vivere tutti insieme. A citare la lirica del poeta arabo Mamhùd Dawìsh è stata Emila Esposito, insegnante di lingue straniere, inglese francese e tedesco, nel proprio intervento, sottolineando l’importanza di nutrirsi di culture diverse e di farle convivere nello stesso mondo. «Mentre prepari la tua colazione – ha citato le parole del poeta, la Esposito – pensa agli altri, non dimenticare il cibo delle colombe. Mentre fai le tue guerre, pensa agli altri, non dimenticare coloro che chiedono la pace». Lo spettacolo ha tenuto tutti con il fiato sospeso per un paio d’ore tra coreografie di balli egiziani o italiani, hip hop insieme a danza del ventre, gare di beat box e monologhi, curati dagli allievi che urlavano il loro desiderio di pace e libertà tra i popoli. «Impegnarsi insieme per la pace è una cosa possibile – ha affermato la professoressa Emilia Esposito – Lo dimostrano questi ragazzi. Lo scopo di questo lavoro, che ci ha impegnato per mesi, è quello di raggiungere una integrazione tra questi ragazzi, che sono tutti uguali pur nelle differenze. E che esprimono la propria voglia di pace attraverso la musica e la danza». «Se penso ai ragazzi di Manchester – ha aggiunto Esposito – provo un profondo dolore. Ma bisogna ricordarlo sempre che i conflitti, le contese, le guerre nascono dalla perdita di orizzonte, di senso, di speranza. La scuola, sotto tutte le latitudini, si sforza di restituire ai giovani la fiducia in se stessi e la fiducia nel valore che ogni esistenza individuale ha per l’intera umanità».