Mercoledì, 25 Novembre 2020

CULTURA E SPETTACOLI NEWS

carabinieri vallone vitoISOLA CAPO RIZZUTO - Un uomo, Vito Vallone, di 44 anni, è stato arrestato dai carabinieri a Isola Capo Rizzuto per detenzione illegale di armi e ricettazione. I militari hanno compiuto una perquisizione nell'azienda agricola del quarantaquattrenne dove, in una cisterna per l'acqua, hanno trovato un fucile calibro 12 con matricola cancellata, alcune cartucce ed un motorino rubato. Sull'arma saranno ora compiuti accertamenti balistici da parte dei carabinieri del Ris di Messina.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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guardia costiera pesca illegale2ISOLA CAPO RIZZUTO - Hanno pescato tonni e pesce spada che erano sottoposti a vincoli e poi li hanno "pizzicati" nel porto di Le Castella (Crotone). Operazione di polizia marittima eseguita stamane dagli uomini della Capitaneria di porto di Crotone. Alle prime luci dell'alba, i militari impegnati ad ampio raggio su tutto il territorio della Provincia, hanno concluso nel porto Le Castella del Comune di Isola Capo Rizzuto un'operazione finalizzata al monitoraggio ed al contrasto della pesca illegale di specie ittiche protette o allo stato giovanile. L'attività ha permesso di rintracciare presso il piccolo sorgitore una persona intenta a sbarcare da un'unità da pesca diversi esemplari di tonno della specie "alletterata", poi risultati essere sotto misura. Il prodotto ittico è stato immediatamente sequestrato ed il pescatore denunciato all'Autorità giudiziaria di Crotone. Poche ore più tardi, una seconda attività è stata portata a termine all'interno del bacino del porto vecchio di Crotone, dove il personale della Capitaneria di Porto ha individuato all'interno di una unità navale, dedita alla piccola pesca, 5 esemplari di pesce spada anch'essi sotto misura. Anche in questo caso il prodotto rinvenuto è stato sequestrato ed il pescatore deferito alla locale Procura della Repubblica. Tutto il pescato sequestrato, sottoposto a visita veterinaria ispettiva da parte del personale Asp che ne ha certificato l'idoneità al consumo umano, previa autorizzazione del sostituto procuratore della Repubblica di turno, è stato devoluto in beneficienza ad alcuni istituti caritatevoli della città pitagorica. La Capitaneria di porto ricorda, a garanzia dell'intera filiera ittica, che la vigente normativa non solo sanziona la cattura di specie ittiche sotto misura ma anche il semplice trasporto e la sola detenzione. Pertanto, anche l'acquisto di prodotto derivante da tale tipo di pesca risulta penalmente perseguibile.

 

 

 

 

 

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Sarà destinato ad ospitare un asilo nido un fabbricato a tre piani a Isola Capo Rizzuto confiscato alla 'ndrangheta e consegnato stamani al Comune. Alla consegna hanno partecipato il funzionario di Prefettura Eugenio Pitaro e il vicesindaco di Isola Carmela Maiolo. La consegna odierna è conseguente ai provvedimenti emessi dal Tribunale di Crotone, Sezione misure di prevenzione; dalla Corte d'Appello di Catanzaro e dalla Suprema Corte di Cassazione. Il direttore dell'Agenzia nazionale per i beni confiscati ha per tanto disposto il trasferimento del fabbricato per essere destinato a scuola dell'infanzia comunale nell'ambito del "Progetto Restitutio".

 

 

 

 

 

 

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carabinieri olive internaISOLA CAPO RIZZUTO - Cercano di rubare quintali di olive, ma vengono arrestati in flagrante dai Carabinieri. Nella giornata di ieri (06 ottobre) i militari della Tenenza di Isola di Capo Rizzuto hanno tratto in arresto tre soggetti e denunciati altri due per un furto avvenuto in un campo agricolo in località "San Costantino". Negli ultimi giorni, nel comprensorio, si erano verificati alcuni furti di olive già raccolte e stoccate nelle campagne. Ecco perché la Compagnia di Crotone ha deciso di predisporreo un servizio di controllo sui "predatori" di olive nelle campagne dei Comuni di Isola e di Cutro. Nell'operazione sono state impiegate alcune autovetture civetta e altre con i colori d'istituto. È che sono stati fermati nella mattinata di ieri Arena Salvatore di 46 anni, Scerbo Francesco di 20 anni e Scerbo Giuseppe di 34 anni mentre erano intenti ad asportare da un appezzamento diversi quintali di olive già raccolte. I tre pare stessero per caricare il raccolto su d'un mezzo proprio. Era stato proprio questo, il mezzo, o meglio le tracce di pneumatici lasciate dallo stesso in una zona non di servitù (che presentava un fondo fangoso per le recenti piogge) a far insospettire una pattuglia della Tenenza che, seguendo le tracce dei pneumatici, ha scorto da lontano gli uomini intenti a raccogliere frettolosamente le olive. Una volta chiamate a supporto le altre pattuglie, è stato effettuato il controllo dal quale risultava che i soggetti, non solo erano entrati in maniera abusiva nel fondo agricolo (in uso ad un imprenditore agricolo del posto e di proprietà di una nota famiglia di possidenti terrieri); ma  che tre erano intenti ad asportare da lì una discreta quantità di olive già accantonate. Oltre ai tre, sono stati segnalati in stato di libertà alla'Autorità giudiziaria altri due soggetti M.N. di 76 anni e M.L. di 63 anni che, con responsabilità minori, avevano concorso al fatto. Per i tre autori del reato, invece, sono scattate le manette. L'Autorità giudiziaria ha deciso per loro il regime di arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni in attesa dell'udienza di convalida.

 

 

 

 

 

 

 

 

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guarino internaLotta senza quartiere dei Carabinieri allo spaccio di droga sul territorio: altri 4 arresti sono stati eseguiti ieri ad Isola Capo Rizzuto a carico di un medesimo nucleo familiare. Da tempo i militari della Tenenza di Isola di Capo Rizzuto stavano monitorando la famiglia Guarino, soprattutto per i continui andirivieni sospetti registrati nei pressi della loro abitazione che è ubicata nelle palazzine popolari del popoloso centro del Crotonese. Inoltre la famiglia possiede un piccolo podere in campagna. È stato ieri mattina che, un gruppo di carabinieri in divisa e una parte in borghese, hanno deciso di effettuare una perquisizione presso l'abitazione dei Guarino. Nell'abitazione, situata nel centro di Isola, sono stati identificati il padre Francesco di 72 anni e un figlio, Domenico di 27 anni. Qui i militari altro non hanno rinvenuto che due grammi di marjiuana. Ai Carabinieri, però, non è sfuggito il nervosismo del figlio Domenico il quale, con il suo cellulare, continuava a inviare dei messaggi che poi cancellava immediatamente dalla memoria. I destinatari degli sms si è scoperto poi essere gli altri due fratelli Bruno 55 anni e Giuseppe 35 anni. Forse perché allarmati del loro congiunto, infatti, di soppiatto hanno cercato di guadagnare l'ingresso in un magazzino-casolare situato in località Capobianco. Da qui ne, i due fratelli sono usciti poco dopo con dei grossi secchi ma, sfortunatamente per loro, altri militari al comando del tenente Modena erano nascosti proprio lì ad aspettare chiunque si fosse avvicinato a quel magazzino che, secondo l'ipotesi investigativa, doveva essere il deposito per la sostanza stupefacente. Una volta iniziata la perquisizione nel magazzino i militari hanno rinvenuto ulteriori secchi pieni zeppi di marijuana. Nel deposito erano messi a essiccare un nutrito fogliame di piante di marjiuana; era stata inoltre allestita una mini-serra con una decina di piante di cannabis indica alte 3 metri; e infine è stato rinvuto materiale per la pesatura ed il confezionamento della droga. In tutto, sono stati sottoposti a sequestro penale ben 12,5 kilogrammi di marijuana oltre alle tre piante. I tre fratelli ed il loro genitore stati dichiarati in stato di arresto per produzione e detenzione di sostanze stupefacenti. Il pubblico ministero di turno ha disposto per i tre ragazzi la traduzione presso la Casa circondariale di Crotone, mentre per l'uomo ha deciso per gli arresti domiciliari. I servizi straordinari del controllo del territorio da parte dei militari della Compagnia di Crotone effettuati nei giorni scorsi nei centri urbani, verranno estesi anche nelle zone rurali e di campagna per la prevenzione e repressione di tutti i reati che possano riguardare l'agricoltura, pastorizia ed il settore boschivo.

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giuseppe grazianoI sostituti procuratori di Catanzaro Domenico Guarascio e Paolo Petrolo hanno chiesto il rinvio a giudizio di 24 persone, tra cui il consigliere regionale della Calabria Giuseppe Graziano, coinvolte nell'inchiesta sul parco eolico 'Wind Farm' di Isola Capo Rizzuto (Crotone), tra i più grandi d'Europa. Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, i reati di abuso d'ufficio, falso e interposizione fittizia di quote societarie. Graziano è coinvolto nell'inchiesta in qualità di ex componente del Via regionale che ha espresso parere favorevole circa la compatibilità ambientale del progetto. Il Parco eolico di Isola Capo Rizzuto è stato sequestrato il 13 luglio del 2012 su disposizione della Dda di Catanzaro. Tra le altre persone coinvolte nell'inchiesta c'è anche Pasquale Arena, di 62 anni, dirigente del Comune di Isola Capo Rizzuto e nipote di colui che è ritenuto il boss dell'omonima cosca della 'ndrangheta Nicola Arena. La Dda di Catanzaro, infatti, ipotizza che lo stesso Nicola Arena avrebbe avuto interessi nella realizzazione del Parco Eolico. La struttura ha 48 pale eoliche ed un valore di alcune centinaia di milioni di euro.

 

 

 

 

 

 

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