Martedì, 01 Dicembre 2020

CULTURA E SPETTACOLI NEWS

Sono tre le ragazze calabresi della sezione di Catanzaro dell'Associazione italiana persone down che da sabato inizieranno un'esperienza lavorativa in un resort ad Isola Capo Rizzuto. Antonia di 23 anni, Ester di 21 e Raffaella di 22 lavoreranno rispettivamente al bar, al servizio colazione e come receptionist nel Cala Greca Resort. Il lavoro, che dura una settimana, è un primo passo per la sensibilizzazione sul territorio calabrese sul tema dell'inserimento lavorativo delle persone con disabilità intellettiva. «Questa prima esperienza sul campo, che per le tre protagoniste - è scritto in una nota - è il primissimo approccio con il mondo del lavoro, nasce dalla sensibilizzazione effettuata sul territorio nell'ambito del progetto "Lavoriamo in rete", promosso dall'Aipd nazionale e finanziato dalla Fondazione con il Sud». Il progetto coinvolge 13 operatori e 13 Sezioni Aipd (35 persone con sindrome di Down e 35 famiglie), sei regioni nel Sud Italia e le due Isole (Bari, Caserta, Catanzaro, Cosenza, Foggia, Lecce, Matera, Milazzo-Messina, Napoli, Oristano, Potenza, Reggio Calabria, Termini Imerese). Il risultato segue quello già ottenuto dalla sezione Aipd di Oristano con due stage che si stanno attualmente svolgendo in Sardegna.

 

 

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«Hanno commesso una serie di atti osceni davanti ad adulti e minorenni e per rispetto ai nostri clienti abbiamo deciso di allontanarli. Non c'è stata nessuna discriminazione». E' quanto ha detto all'ANSA la direttrice del Camping Pizzo Greco di Capo Rizzuto, Anna Greco, specificando che l'episodio ha riguardato due trans e un loro amico, allontanati dal camping nei giorni scorsi [LEGGI ARTICOLO]. «La sera della vigilia di ferragosto - ha aggiunto Anna Greco - c'è stato uno schiuma party e le due trans insieme ad un loro amico hanno avuto un comportamento davvero poco gradevole. Davanti ai nostri clienti, molti dei quali infastiditi, hanno avuto comportamenti espliciti con atti osceni. I tre sono stati invitati più volte ad evitare questi atteggiamenti ma hanno proseguito per tutta la serata. Abbiamo ricevuto numerose proteste da parte dei clienti per l'atteggiamento avuto. E pensare che ero stata proprio io ad accettare il loro ingresso, considerato che da noi preferiamo escludere i single. Lo schiuma party - ha concluso la direttrice della struttura - doveva essere un momento di divertimento ed invece c'è stato questo spiacevole episodio che ha creato imbarazzo e proteste tra i nostri clienti. La mattina dopo abbiamo invitato le due trans e il loro amico a lasciare la struttura per evitare che si ripetessero altri episodi come quelli della sera prima».

 

 

 

 

 

 

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ISOLA CAPO RIZZUTO - Cacciate da un campeggio naturista in quanto 'colpevoli' di atti osceni in luogo pubblico. É così, con questa 'giustificazione' che tre trans sono state messe alla porta di un campeggio di Capo Rizzuto, il Pizzo Greco. "La verità è un'altra, ci hanno cacciate solo perché siamo trans", dice Stefania Della Gatta che racconta quanto capitato a lei e a due sue amiche trans napoletane. "Eravamo in vacanza in questo campeggio per naturisti, un campeggio cioè dove tutti girano nudi - dice Stefania raggiunta telefonicamente dall'ANSA - noi, proprio per non creare problemi a nessuno, soprattutto ai bambini presenti, non siamo mai andate in giro nude. Abbiamo, piuttosto, preferito sempre indossare il tanga". Per i primi cinque giorni tutto è andato bene. "Abbiamo fatto amicizia con tante persone, eravamo le prime a ballare in pista la sera e poi tutti insieme a noi", continua Stefania, trans da quando era adolescente. Tutto bene fino alla sera del 14 agosto e ad uno 'schiuma party' che ha creato un bel po' di problemi. "Era una serata di festa e tutto quello che abbiamo fatto è aver ballato in maniera sensuale con altre persone - dice Stefania - Ma si scherzava! E, soprattutto, anche gli altri ballavano in maniera sensuale con noi. Sia chiaro, gli altri erano nudi ma noi sempre con il tanga indosso. Peccato che il giorno dopo la sorte di essere sbattuti via come cani è toccata solo a noi". "Siamo stati convocati dalla direttrice - racconta ancora Stefania - la quale ci ha detto senza se e senza ma che dovevamo andare via e che non dovevamo mai più tornare in quel camping. Perché? Perché meritavamo di essere denunciate per atti osceni in luogo pubblico per quello che avevamo fatto la sera precedente. E allora io mi chiedo e vi chiedo: perché siamo state cacciate solo noi e non anche gli altri che hanno ballato con noi in maniera altrettanto sensuale, per giunta nudi?". Sulla risposta Stefania non ha alcun dubbio: "Siamo state cacciate perché trans. La mentalità è ancora quella che noi trans siamo il 'peccato'".

 

 

 

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canapa indianaISOLA CAPO RIZZUTO - Due persone Nicola Nicastro, di 42 anni, e il figlio Giuseppe Emanuele, di 20, sono stati arrestati e posti ai domiciliari dai carabinieri di Isola Capo Rizzuto per coltivazione, produzione e detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Padre e figlio sono stati sorpresi dai militari, in flagranza di reato, in un terreno dove, dopo essere giunti a bordo di un trattore, si stavano approntando ad innaffiare 23 piante di canapa indiana dell'altezza di due metri e mezzo. I due sono stati bloccati dai carabinieri che si erano appostati dopo avere scoperto la piantagione. Le piante sono state estirpate e poste sotto sequestro.

 

 

 

 

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E' tra le tredici più belle d'Italia, secondo il popolo del web, la spiaggia di Marinella a Isola Capo Rizzuto. E' quanto emerge dai risultati del contest "La più bella sei tu" lanciato sulla rete da Legambiente. La località del crotonese, che si trova all'interno dell'Area marina protetta, si è classificata all'undicesimo posto tra le spiagge del cuore in base ai voti assegnati dagli utenti e incrociati con le valutazioni di una giuria di esperti.

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scontri caraEnnesima rivolta alla struttura d'accoglienza per migranti di Sant'Anna. Tra la tarda serata di ieri e la notte, agenti della Polizia, uomini dei carabinieri e dell'esercito sono stati impegnati per ore nel tentativo di sedare una rivolta scoppiata all'interno del campo profughi (Cara) di Isola Capo Rizzuto. La rivolta è avvenuta proprio in occasione del sopralluogo che ha effettuato tra ieri e oggi la Commissione d'inchiesta sul sistema di accoglienza, identificazione e trattenimento dei migranti, presieduta da Gennaro Migliore. Gli scontri tra 400 immigrati e le forze dell'ordine si sono consumati dalle 20 di ieri fino all'una di stanotte. Ci sono stati alcuni feriti tra le forze dell'ordine, tre contusi ed un ustionato. Ad essersi ustionato a una mano, non gravemente,  è stato lo stesso dirigente della Digos Claudio Spadaro, mentre altri tre appartenenti alle forze dell'ordine sono rimasti contusi a causa degli scontri. A coordinare l'intervento sono stati i corpi di polizia, con la squadra mobile e la Digos, sotto le direttive dei dirigenti Claudio Spadaro, Francesco Meduri e Antonio Ferrante. Presenti gli uomini dell'Arma e dell'esercito. Situazione incandescente dunque che, fortunatamente, non ha fatto registrare incidenti gravissimi. Al momento la situazione nel Cara è sotto controllo. I disordini sono stati abbastanza violenti con lancio di sassi in direzione delle forze dell'ordine che ha portato al ferimento di alcuni agenti. La protesta dei 400 immigrati è scattata in seguito ai dinieghi di asilo politico da parte della Commissione di valutazione delle richieste. Gli immigrati hanno allora sfogato la propria rabbia inveendo contro la struttura che attualmente li ospita, infrangendo i vetri di alcune auto parcheggiate all'interno del cara. Un autoveicolo privato, un mezzo della misericordia e uno della polizia sono stati danneggiati e colpiti dalle sassaiole che hanno anche distrutto la vetrata dell'infermeria.

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