Martedì, 26 Gennaio 2021

CULTURA E SPETTACOLI NEWS

pugliese buon anno«Con provvedimento sindacale - informa il Comune di Crotone - è stato ordinato alla Sorical Spa, con decorrenza immediata, il ripristino dell'erogazione idrica destinata alla rete di distribuzione dell'acqua su tutto il territorio comunale, garantendo i quantitativi adeguati ad un regolare approvvigionamento idrico. Il provvedimento è stato adottato a seguito del rilievo di una grave carenza idrica in tutto il territorio comunale a causa della riduzione della fornitura di acqua effettuata dalla Sorical, attuata in relazione al contenzioso in atto con Congesi, attuale gestore del servizio idrico integrato, subentrato a Soakro. Congesi ha comunicato all'amministrazione comunale che non sussiste un giustificato motivo per il quale Sorical possa aver assunto il predetto provvedimento. Si è ritenuto, inoltre, che il perdurare di tale situazione può determinare concreti pericoli per l'igiene e la salute pubblica e pertanto, in attesa della definizone delle soluzione più adeguate per il superamento della vertenza in atto, di dover ordinare, con provvedimento sindacale, il ripristino della situazione da parte di Sorical».

 

 

 

 

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divieto alcolici«Domenica la partita Crotone-Napoli dovrà essere una festa. E tutta la città deve partecipare a questa festa collaborando affinché lo sport e la gioia di ospitare per la prima volta la Serie "A" siano gli unici protagonisti». Così il sindaco Ugo Pugliese nell’annunciare che «con ordinanza sindacale è stato vietata la vendita di sostanze alcoliche e superalcoliche con gradazione superiore ai 5 gradi in contenitori di qualunque specie e materiale nelle tre ore antecedenti l'inizio delle gare sportive e nell'ora successiva il termine delle stesse». Il sindaco rivolge un ulteriore invito agli sportivi crotonesi: «Non andate allo stadio all'ultimo momento. A seguito dell'adeguamento dell'impianto ci sono nuovi ingressi. Recarsi con anticipo allo stadio contribuirà alla riuscita di quella che deve essere una festa per tutta la città». Per fare in modo che il primo appuntamento casalingo con la serie "A" sia la festa della città il sindaco, di intesa con la Prefettura e la Questura, ha adottato una serie di misure finalizzare a garantire la sicurezza e lo svolgimento in tutta serenità dell'evento sportivo. «Al fine di dare piena efficacia al divieto di vendita alcolici – informa il Comune – si rende necessario delimitare l'ambito spaziale del provvedimento all'interno dell'intero perimetro delimitato dalle seguenti vie: via Bologna, via XXV Aprile; interno Villa "Parco delle Rose", via Giovanni Paolo II, lato "American Bar", via I Maggio, via Torino (da retro Palazzo di Giustizia ad incrocio con Via IV Novembre, via Vittorio Veneto (dal Palamilone al Palazzo di Giustizia e via G. Di Vittorio. Inoltre – prosegue la nota –, sempre per le medesime considerazioni relative all'ordine e sicurezza pubblica, si rende necessario disporre la chiusura della struttura "American Bar" ubicata in piazza Francesco Corrado nelle tre (3) ore antecedenti l'inizio della gare sportive e nelle due (2) ore successive il termine delle stessa; il mercato degli agricoltori "Farmer market" si svolgerà dalle ore dalle ore 07 alle ore 11». Sul sito del Comune di Crotone gli sportivi possono trovare il regolamento d'uso dello stadio Ezio Scida.

 

 

 

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caserma carabinieri crotone gazzellaProprio il numero delle cittadine calabresi epicentro dell’organizzazione ha ispirato il nome convenzionale dell’odierna operazione (“Six towns”) che ha preso spunto dalle indagini (mediante riscontri di sorveglianza elettronica e “sul terreno”) coordinate dai pm Vincenzo Luberto e Domenico Guarascio, con la supervisione del procuratore capo, Nicola Gratteri della Dda di Catanzaro. Trentasei le persone arrestate e beni per 7 milioni di euro sequestrati. È questo il bilancio dell'operazione "Six Towns", scattata nella notte ed eseguita dagli uomini della squadra mobile di Catanzaro e del comando provinciale dei Carabinieri di Crotone. Oltre 150 uomini hanno setacciato i comprensori di Belvedere Spinello, Rocca di Neto, Caccuri, Cerenzia e Castelsilano (KR), nonche' di San Giovanni in Fiore (CS) e varie localita' delle province di Milano, Pavia, Varese e Monza-Brianza, coadiuvati in fase esecutiva da unita' speciali dell'Arma del "Gruppo Operativo Calabria" e dello "Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria" di Vibo Valentia. L'operazione, ordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, ha colpito la cosca Marrazzo di Belvedere Spinello (Kr), operante sul territorio calabrese ma ramificata nel Nord Italia. Trenta gli arresti eseguiti dai Carabinieri, sei quelli affidati alla Polizia di Stato. Gli arrestati sono accusati a vario titolo di associazione di tipo mafioso; omicidio; traffico e spaccio di sostanze stupefacenti; estorsioni; favoreggiamento in favore di latitanti; ricettazione; violazioni in materia di armi. La "Locale" di Belvedere Spinello avrebbe la sua articolazione territoriale ndranghetista su sei localita' distribuite tra la provincia di Crotone (Belvedere Spinello, Rocca di Neto, Caccuri, Cerenzia e Castelsilano) e Cosenza (San Giovanni in Fiore), contando anche su propaggini operative in Lombardia, dove operava una 'ndrina distaccata radicata nella citta' di Rho, alla periferia nord di Milano. Belvedere Spinello era l'epicentro dell'attivita' del gruppo malavitoso, capeggiato da Agostino Marrazzo, 53 anni, che si avvaleva dei luogotenenti piu' fidati del suo gruppo familiare come il fratello Sabatino Domenico Marrazzo, 59 anni, ed il cugino Giovanni "Giannino" Marrazzo, di 60. Tra i "capi" piu' influenti delle 'ndrine locali "satelliti" gli inquirenti indicano Francesco Rocca e Giovanni Spadafora di S. Giovanni in Fiore (Cs), e Saverio Bitonti di Castelsilano (Kr).

 

intercettazioni carabinieriLe indagini sono scaturite dal duplice omicidio di Tommaso Misiano e Gaetano Benincasa, avvenuto a Rocca di Neto (Kr) il 18 luglio 2008. Agli indagati sono contestati anche gli omicidi di mafia commessi ai danni di Francesco Iona, avvenuto nel '99 e Antonio Silletta, risalente al 2006. Omicidi perpetrati con modalita' particolarmente violente e sanguinose. In particolare, la Divisione di Polizia Anticrimine di Catanzaro ha sviluppato accertamenti patrimoniali che hanno consentito di verificare che beni riconducibili ad Agostino Marrazzo, Giovanni Marrazzo, Sabatino Domenico Marrazzo e Saverio Gallo, erano in realta' intestati a persone fisiche o giuridiche diverse, con un valore del tutto sproporzionato al reddito dichiarato. Si tratta di beni immobili e mobili registrati, tra cui 50 terreni, 26 fabbricati e 8 veicoli, nonche' diverse societa' ed imprese commerciali. Per quanto riguarda i terreni, il capo della squadra Mobile di Catanzaro, Nino De Santis, ha evidenziato che si tratta di 650.000 metri quadri di terreno agricolo, ma sui quali sorgerebbero alcuni fabbricati su cui si e' ora concentrata l'attenzione degli inquirenti. Ulteriori approfondimenti riguarderanno anche le societa' sequestrate, per comprendere il loro eventuale utilizzo per ottenere finanziamenti pubblici. «Sono gravissime le accuse nei confronti degli indagati in questa operazione. Un dato che sottolinea la caratura della cosca e dei suoi personaggi», ha detto il comandante provinciale dei carabinieri di Crotone Salvatore Gagliano nel corso della conferenza stampa dell'operazione. Faide violente nascevano nel presidio di confine tra il territorio crotonese e quello della Sila cosentina. Tre delitti e un duplice omicidio sono emersi dalle indagini. Uno e' l'omicidio di Francesco Iona, nipote del boss Quirino Iona, colui che aveva cercato di imporre il principio per cui "ciascuno e' patruni alla casa sua", ha detto il procuratore aggiunto Vincenzo Luberto. «Questo ha portato a ordire ed eseguire una guerra sanguinosissima tant'e' che il primo degli omicidi che il pm Guarascio ha avuto la capacita' di ricostruire e' quello di Francesco Iona, ucciso con modalita' cruentissime, proprio perche' era colui il quale dovesse essere colluso con il clan rivale tradendo il legame familiare con lo zio e tradendo quindi le aspettative autonomistiche». Dopo c'e' il dominio della famiglia Farao Marincola, tant'e' che il secondo omicidio che viene ricostruito e' un duplice omicidio, quello di Mesiano e di Benicasa, uccisi in una sala giochi di Rocca di Neto. Questi erano in contrasto con i cirotani perche' si temeva potessero organizzarsi per rispondere all'omicidio di Cenzo Pirillo. «Il 5 agosto del 2007 Pirillo viene ucciso con modalita' stragiste a Ciro' in un ristorante in cui sono tutti seduti quando arriva un killer e spara all'impazzata ferendo a piu' non posso e trucidando Cenzo Pirillo», racconta Luberto. Le modalita' clamorose con cui vengono seguiti gli omicidi non e' casuale o gratuita.

 

arresti marrazzo 2In relazione all’omicidio di Francesco Iona a condurre le indagini è stato il Ros (Sezione Anticrimine di Catanzaro) che ha portato alla luce il traffico di stupefacenti (cocaina in primis, ma anche hashish e marijuana) che, dalla Calabria o da stati quali Olanda, Belgio e Spagna venivano fatti confluire nell’hinterland milanese per lo spaccio sul mercato locale, gestito direttamente dalla ‘ndrina di Rho, “succursale” distaccata della “Locale di Belvedere Spinello”. La marijuana, in particolare, era coltivata anche nelle campagne di Castelsilano (KR);ma dietro al delitto ci sarebbero anche le estorsioni ai danni di imprese multinazionali e di imprenditori locali. Particolarmente interessante il capitolo delle condotte estorsive tentate dal sodalizio per il controllo di fatto delle attività estrattive nell’area mineraria di “Timpa del Salto” (agro di Belvedere Spinello), gestita dalla Eni-Syndial Spa. Le investigazioni hanno fatto chiarezza, per esempio, sui casi che hanno coinvolto le maestranze della “Baker Hughes” e della “Halliburton”, multinazionali estere specializzate nel ramo petrolifero ed estrattivo. Esponenti ‘ndranghetisti avevano più volte avvicinato i rispettivi responsabili in loco, con minacce di morte o di danneggiamenti ai mezzi in cantiere, pretendendo il versamento di una percentuale – ordinariamente del 5% - sull’importo degli appalti ottenuti da quelle aziende. Alcuni episodi ostili (ad esempio rottura di parabrezza dei mezzi d’opera, furti di chiavi di avviamento, ecc.) sono peraltro effettivamente avvenuti, a ulteriore titolo di ammonimento e pressione. Ma le estorsioni erano comunque perpetrate su tutto il territorio di “influenza” della “Locale”, che pretendeva in maniera diffusa e sistematica dai singoli imprenditori il pagamento di tangenti in relazione lavori pubblici di cui avessero ottenuto l’appalto o l’esecuzione. Nel corso delle indagini si sono acquisiti elementi circa pressioni di natura estorsiva nei confronti di imprenditori titolari di strutture commerciali per la grande distribuzione e di un imprenditore edile impegnato nella ristrutturazione di una clinica nel comune di Castelsilano (KR), estorsione peraltro fallita per l’emersione di pregressi rapporti di contiguità tra la vittima designata ed esponenti di primo piano della ‘ndrangheta. E’ stata altresì dimostrata l'influenza della ’ndrina dei "sangiovannesi" sul territorio del comune silano nella gestione, in via esclusiva e con modalità estorsive, del servizio di security presso numerosi locali notturni.

 

six towns carabinieriNello specifico i titolari ed i gestori di night club e discoteche del centro silano sono stati costretti, in via generale ed anche in occasione di particolari manifestazioni come i veglioni organizzati per il capodanno, ad affidare il servizio di vigilanza alle agenzie riconducibili alla cosca od a quelle altre, sempre da questa indicate, alle quali era stata imposta l’assunzione di soggetti di interesse. In tal modo, la cosca, anche mediante atti di danneggiamento e minacciosi avvertimenti di vario genere, si assicurava oltre ad una redditizia fonte di illecito profitto, anche un utile strumento per esercitare la propria egemonia ed il controllo del territorio attraverso quello delle attività produttive. Quanto al favoreggiamento, le indagini hanno messo in luce la collaborazione, in primis logistica, del sodalizio assicurata alla latitanza di soggetti quali Ugo Vallone (ritenuto esponente della ‘ndrangheta crotonese); “capitolo” lucroso era anche costituito dalla ricettazione di macchine agricole. Rubati in aziende toscane tramite complici residenti in loco, i mezzi venivano poi trasportati in Calabria e alterati, onde reimmatricolarli e rivenderli sul mercato locale. Particolarmente attivi su questo fronte erano gli affiliati alla ‘ndrina di Castelsilano. Un lavoro lungo e assai complesso, fatto di intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti, raccolta di testimonianze (oltre alle dichiarazioni rese a più riprese dal collaboratore di giustizia Francesco Oliverio, già capo della “locale” di Belvedere Spinello) e riscontri sul campo, ha permesso agli investigatori e all’Autorità giudiziaria distrettuale inquirente di ricostruire un quadro analitico di ruoli e responsabilità di quello che è, a tutti gli effetti, uno dei gruppi malavitosi più famelici sul territorio.

 

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akrea cassonettoCambiano, come anticipato nei giorni scorsi dal sindaco Pugliese, gli orari di conferimento dei rifiuti solidi urbani. La nuova fascia oraria va dalle 17.30 alle ore 6.00 del giorno successivo. Lo ha stabilito il sindaco con propria ordinanza. Il nuovo orario è in vigore dal primo ottobre. Con precedente ordinanza il sindaco aveva disposto il conferimento dei rifiuti, con particolare riferimento ai rifiuti indifferenziati, negli appositi cassonetti stradali. «La nuova regolamentazione - informa una nota - ha consentito di ottenere risultati positivi grazie alla fattiva collaborazione della cittadinanza. La precedente disposizione - spiega la nota - collimava con la stagione estiva e, dunque, per evitare esposizioni al sole dei rifiuti con prevedibili negative conseguenze si era adottato l'orario dalle 20.00 alle ore 4.00 del mattino successivo. Con l'autunno ed anche per venire incontro ad alcune fasce specifiche della popolazione come ad esempio gli anziani viene adottato il nuovo orario di conferimento». «Rinnovo ancora una volta - scrive il sindaco - il ringraziamento ai cittadini che, come ho avuto modo personalmente di constatare, hanno dato corpo ad un provvedimento che intendeva sostenere quel percorso di ritorno alla vivibilità che insieme alla cittadinanza stiamo affrontando. Un provvedimento - dichiara ancora il sindaco Ugo Pugliese - recepito dalla gente come una partecipazione collettiva di senso civico più che come una regola da rispettare. Proseguiamo sulla strada del dialogo e della collaborazione con la cittadinanza» conclude il sindaco Pugliese.

 

 

 

 

 

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rifiuti palamilone3Solo l’ordinanza del sindaco non è sufficiente per risolvere il problema dei cumuli di spazzatura presenti in città. Sbaglia il sindaco Ugo Pugliese se pensa di risolvere il problema della monnezza sparsa in città emanando un’ordinanza con la quale annuncia di elevare contravvenzioni del valore di 3.500 euro nei confronti di quei cittadini che dovessero essere pescati a buttare la spazzatura fuori dall’orario stabilito (dalle 20 alle 4). Non c’è dubbio che c’è anche da risolvere il problema del comportamento incivile di alcuni crotonesi, che pensano di potere utilizzare la città a loro piacimento. Ci sono “cittadini”, infatti, che abbandonano sacchetti di rifiuti in ogni angolo. Ci sono anche cittadini che buttano ingombranti nei posti meno indicati. Non è nemmeno inconsueto andare a passeggio nel centro della città o nei punti più importanti del centro storico e imbattersi in un cesso o in un bidè abbandonati e messi in bella vista insieme ad altri calcinacci, resti di interventi di ristrutturazione di appartamenti. Questi comportamenti meriterebbero multe più salate e anche sanzioni penali, perché a nessuno è consentito di abbruttire una città meravigliosa qual è Crotone. Molto spesso, però, i cumuli di spazzatura in città sono dovuti ad un cattivo funzionamento degli impianti di smaltimento. Il sistema dei rifiuti è complesso ed è stato reso difficile perché sono stati divisi i compiti da svolgere alle istituzioni: ai comuni spetta la raccolta e alla Regione lo smaltimento. Il punto debole del sistema è rappresentato dallo smaltimento, che la Regione molto spesso non garantisce.

 

rifiuti palamilone2Il Comune raccoglie, ma se non sa dove scaricare i camion la spazzatura resta per strada, come succede spesso a Crotone. Nella città, poi, c’è il problema serio della differenziata. Facendo partire la raccolta differenziata molte delle questioni dovrebbero rientrare nella norma. Allora sì che ci vorrebbe l’ordinanza del sindaco per punire coloro che non si comportano da cittadini. Perché non parte la differenziata? Ancora non si capisce considerato che l’Akrea ha assunto 28 nuovi lavoratori, già dipendenti dell’Akros, e sono stati acquisiti i mezzi sempre dall’ex Akros. Non c’è dubbio, quindi, che fare partire la raccolta differenziata è un passo indispensabile per ridare normalità alla città. Contestualmente alla partenza della raccolta differenziata si dovrebbero aprire le due isole ecologiche che, al tempo dell’Akros, funzionavano. Le ordinanze lasciano il tempo che trovano sia perché il Comune non ha i mezzi per controllare e sia perché gli orari indicati non tengono conto della situazione reale della popolazione. Non ci sono vigili urbani per garantire anche gli altri servizi, figurarsi per controllare 24 ore al giorno i cassonetti e i cittadini che vanno in giro con le buste della spazzatura. La monnezza si butta dalle 20 alle 4, ma non si è tenuto conto della popolazione anziana, che dopo le 19 non esce più di casa. L’arco orario indicato dall’ordinanza di Pugliese per la popolazione anziana è una punizione severa e magari è quella che osserva di più le regole ed ha maggiore rispetto della città. I vigili urbani non ci sono e non c’è nemmeno la video sorveglianza. Non ci sono le condizioni per emanare l’ordinanza, che ha più il sapore di uno spot pubblicitario: il sindaco ha fatto quello che poteva (l’ordinanza) se poi i cittadini si comportano da incivili che colpa ne ha? Crotone ha bisogno di rilanciarsi e prima di tutto dovrà risolvere concretamente la questione dei rifiuti non con proclami e spot pubblicitari, perché all’inizio i cittadini ci credono poi, però, perdono la fiducia.

 

 

 

 

 

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«Il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei Diritti umani - scrive il presidente nazionale Romano Pesavento - sollecita l'amministrazione comunale di Crotone a emettere al più presto un'ordinanza per la tutela delle persone e degli animali dai possibili danni derivanti dall'utilizzo incontrollato di fuochi artificiali, petardi, botti, razzi. Tale iniziativa s'inserirebbe nella cultura del rispetto reciproco e di una corretta convivenza uomo-animale. Inoltre i tanti rischi connessi all'esplosione di petardi e botti per la pubblica incolumità e la dubbia provenienza degli stessi dovrebbero già costituire validi motivi per contenere tale fenomeno. L'atto sarebbe un segno di civiltà amministrativa che potrebbe seguire l'esempio della città di Lucca, che proprio giorno 24 dicembre, ha emesso il provvedimento con multe fino a 500 euro per i trasgressori».

 

 

 

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