Domenica, 27 Settembre 2020

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''Teoria degli opposti'', Filosa firma un graphic novel per il Mibact: i Bronzi si rivelano a due ragazzini in gita al museo di Reggio Calabria...

Posted On Martedì, 27 Febbraio 2018 12:56 Scritto da

filosa teoria degli opposti"Teoria degli opposti" è la storia a fumetti di Vincenzo Filosa ambientata nel Museo Archeologico di Reggio Calabria. È una delle 22 storie selezionate per raccontare, a fumetti, i più bei musei e siti archeologici d'Italia. La rassegna si intitola "Fumetti nei Musei" ed è la prima collana di graphic novel per ragazzi e bambini ideata per la didattica e realizzata da celebri disegnatori italiani. L'obiettivo dell'iniziativa del Mibact è quello di far conoscere ai ragazzi le collezioni dei musei del Belpaese attraverso un linguaggio inedito e di rendere le visite non solo un'esperienza formativa ma anche un momento divertente. "Teoria degli opposti" è la storia a fumetti di Vincenzo Filosa ambientata nel Museo Archeologico di Reggio Calabria. Guerrieri navigati? Navigatori agguerriti? Divinità aliene? Inevitabile chiedersi chi erano davvero, quando ti trovi al cospetto dei Bronzi. Saranno loro stessi a rivelarsi e a raccontare la loro storia, e quella degli artefatti custoditi negli spazi espositivi, a due increduli ragazzini in gita.

filosa testa bronzo museo reggio calabriaAttraverso un lungo post pubblicato su Facebook l’artista crotonese ha dichiarato: «Il museo di Reggio Calabria è stato il primo che ho visitato in vita mia, se sei andato a scuola in Calabria negli anni ‘80 (non diamolo per scontato) era tappa obbligata per la gita scolastica di quinta o quarta. Si passava anche da Locri, Stilo e Gerace o forse erano due gite separate, chi se lo ricorda... trent’anni dopo, ho ritrovato un museo completamente trasformato, una struttura moderna e abbagliante che espone centinaia di reperti, ognuno importante e stupefacente a modo suo. Un modellino del tempio di Hera Lacinia, come mai l’avevo visto prima; Dioscuri fuori parametro, scheletri millenari, dragonavi giocattolo, lance, ptonomi, monete e anfore, proiettili, asce e piedi tombali. Un’esposizione vasta, da capogiro. Infine, dopo aver attraversato quattro piani di storia della Magna Grecia e una speciale camera che ripulisce i visitatori di ogni peccato e sporcizia, ritrovo il vecchio e il giovane. Ed è cambiato tutto dalla mia prima visita e non è cambiato niente, queste due statue racchiudono miriadi di bivi intergalattici, abissi che risucchiano fino alle sommità del cielo, storie da condividere e segreti da custodire nei meandri delle segrete dei tombaroli senza vergogna. Per una volta tanto, mi hanno anche sputato un oceano di colori che ho faticato a controllare. Da oggi so con chi prendermela se tutto va male. Ah, c’era pure questa testa di filosofo che parla e parla, straordinariamente più di quanto parli io che adoro dare aria alla bocca... Ho cercato di schiacciare tutto quello che aveva da raccontarmi in sedici pagine, le trovate avvolte in una sovraccoperta lucida e paffuta presso il Museo di Reggio Calabria a partire dal mese prossimo».