Attacco di Grossi alle istituzioni: «Problema sono Regione, Comune e Provincia»
Lo "sfogo" dell'amministratore delegato di Eni Rewind al termine del sopralluogo nel sito industriale dell'ex Pertusola da parte della commissione parlamentare ecomafie

CROTONE «Per quanto mi riguarda i problemi per avviare la bonifica si chiamano Regione, Comune e Provincia non ce ne sono altri». Lo ha detto Paolo Grossi, amministratore delegato di Eni Rewind, la società di Eni che si occupa della bonifica del sito di interesse nazionale di Crotone.
E il riferimento dell'amministratore delegato è tutto incentrato sul vincolo autorizzatorio regionale, il Paur, ma anche e soprattutto sulle recenti diffide inoltrate da Regione Calabria, Comune e Provincia di Crotone che hanno costretto la società a stoppare le attività di scavo.
Sono le diffide che hanno indotto anche Sovreco Spa a revocare la disponibilità per un eventuale abbanco di 350mila tonnellate di rifiuti pericolosi nel sito di Columbra. Sito che, per l'ad Grossi, contunua a rappresentare l'unica discarica disponibile in Italia.

Grossi ha parlato dopo il sopralluogo nel sito industriale dell'ex Pertusola, da parte della commissione parlamentare ecomafie svolto lunedì. Il nodo della questione è il blocco delle attività di bonifica a causa della vicenda sul destino dei rifiuti. Gli enti locali e la Regione li vorrebbero fuori dalla Calabria come prevede il provvedimento autorizzatorio unico regionale (Paur).

«Noi - ha detto Grossi - speriamo che la visita della commissione sia un'occasione di fare chiarezza. Io credo che in questa vicenda noi possiamo essere accusati di tutto ma non certamente di non metterci la faccia. Il Paur è un vincolo politico senza nessuna istruttoria tecnica e con delle motivazioni che si sono rivelate non corrette. Noi siamo molto determinati a portare avanti la bonifica, abbiamo già eseguito tutto quello che era eseguibile e saremmo partiti con gli scavi il 20 gennaio se Sovreco (la discarica di Crotone destinata a smaltire i rifiuti, ndr) non fosse stata bloccata in primis dalle diffide della Regione e degli altri enti locali. Abbiamo detto chiaramente da tempo che c'è una normativa europea, non da oggi ma dal 1994, che prevede di smaltire i rifiuti in prossimità delle zone dove sono stati prodotti, c'è un regolamento europeo vigente dal 2006 ed nuovo regolamento già in corso che vieterà lo smaltimento all'estero».

«Io - ha precisato Grossi riguardo alla visita della commissione ecomafie decisa dopo l'audizione secretata del commissario alla bonifica Emilio Errigo - non sono a conoscenza di problemi. Posso dire chiaramente che la bonifica oggi non è avviata e gli scavi in particolare sono fermi da gennaio perché la Regione, il Comune e la Provincia hanno fatto una diffida. Quindi non c'è bisogno di pensare ad altre forze che magari ci saranno».

«La bonifica ad oggi è andata avanti - ha chiarito Grossi - e sta continuando su molti fronti, ma gli scavi in particolare sono fermi, in particolare dal 20 gennaio, perché la Regione, il Comune e la Provincia hanno fatto una diffida. Noi saremmo andati avanti ritenendola illegittima e infatti quelle diffide il 24 gennaio scorso le abbiamo impugnate e speriamo di poterle far annullare dal Tar, perché le riteniamo immotivate e assolutamente contrarie all'obbligo primario di concludere la bonifica. A nostro avviso - ha quindi aggiunto l'ad di Eni - è molto grave che la Regione in particolare, come organo che chiaramente è regolatore della discarica di Sovreco, abbia diffidato questa società a concludere un contratto con noi. Ci troviamo davanti a un ente regionale che autorizza una discarica, la mantiene aperta, prevede che questa discarica sia aperta e riceva rifiuti pericolosi potenzialmente da tutto il mondo, ma che al contempo la diffida dal ricevere e dal finalizzare un contratto con una società che sta cercando di portare avanti la bonifica».