L'arte bianca
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CROTONE Presentata una mozione al fine di denunciare Eni per omessa bonifica. È quanto scrive in una nota il capogruppo di “Stanchi dei soliti” in consiglio comunale a Crotone, Iginio Pingitore. Il documento, riferisce sempre il consigliere d'opposizione, è stato sottoscritto anche dai colleghi Enrico Pedace, Antonio Manica, Salvo Riga, Anna Maria Cantafora, Fabrizio Meo, Andrea De Vona, Carmen Giancotti, Giuseppe Fiorino, Cristian Prisma, Andrea Tesoriere e Capparelli Chiara.

«Crotone non può più aspettare - si legge nel documento -: è giunto il momento di affrontare la "Magna quaestio" della nostra città, ovvero la bonifica! Senza una vera svolta morale, socio-culturale e sanitaria, ogni progetto è destinato a fallire. La salute dei cittadini deve essere al centro di ogni considerazione».

«Il 23 maggio 2024 - ricorda la missiva -, il Consiglio comunale di Crotone ha votato all'unanimità un'altra nostra fondamentale mozione, chiedendo al sindaco di valutare la denuncia contro Eni Rewind per "omessa bonifica". Ma ad oggi, nulla è cambiato. È ora di tornare in aula, rinnovare la nostra determinazione e affrontare un problema che si protrae da troppo tempo. La salute pubblica non può essere sacrificata, e questa battaglia è più urgente che mai!».

«Non ci sono opere che possano risollevare Crotone - mette in guardia il documento - se i cittadini non ottengono giustizia. La denuncia contro Eni Rewind per violazione delle normative sulla bonifica è un passo indispensabile. Non possiamo più tollerare che i rifiuti giacciano nei siti industriali, mentre il futuro della nostra comunità è a rischio».

«Ieri ho presentato, insieme ad altri dodici consiglieri comunali di opposizione - rende noto Pingitore -, una mozione che pone la salute dei cittadini al primo posto. Solo attraverso una seria bonifica potremo aspirare a una vera rinascita socio-culturale ed economica. Non possiamo permettere che l'indifferenza continui a minacciare il nostro futuro. È tempo di agire!».

«Questa città è sempre stata tradita da politici e rappresentanti delle istituzioni - stigmatizza la nota -, e abbiamo l'obbligo di non fidarci di nessuno! Oggi più che mai, dobbiamo essere determinati. Se il sindaco, durante la sua audizione presso la Commissione parlamentare ecomafie, apparentemente abbia preso le distanza dalla multinazionale che opera da decenni a Crotone, oggi deve passare ai fatti, poiché sono trascorsi quattro anni di amministrazione e la questione è sempre più confusa e ingarbugliata».

«Quante volte - ricorda la nota - in aula ho ribadito che l'Eni non ha mai voluto effettuare una seria bonifica? Ho utilizzato la metafora della tela di Penelope: di giorno tesseva e di notte, quando nessuno la vedeva, disfaceva. Oggi l'Eni, nell'antica capitale della Magna Grecia, che è Crotone, ha incarnato pienamente questa metafora. Questi sono i fatti!».

«Sono passati diversi anni – accusa la nota - senza che si fosse avviata una seria bonifica. Eppure, non è stata nemmeno scelta una tecnica definitiva per affrontare il problema. È stata esclusa l'ipotesi di trattare i rifiuti in loco, la cosiddetta "bonifica in situ", una soluzione che avrebbe consentito di intervenire direttamente sul terreno o sulla falda senza dover rimuovere i materiali contaminati. Inoltre, sono state trascurate tecniche termiche efficaci, come il desorbimento termico, che sfrutta il calore per volatilizzare e rimuovere gli inquinanti».

«Oggi ci si oppone anche a quanto stabilito dal Tribunale di Milano – conclude la nota - riguardo al trasferimento del materiale contaminato fuori regione. Insomma, si può parlare di tutto, ma non di bonifica; semmai di una "finta", o a limite, di una semplice messa in sicurezza, e questo è inaccettabile».