L'arte bianca
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CROTONE Secondo il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, l’Eni ha messo in piedi un teatrino non solo per non portare fuori dalla Calabria i veleni dell’area industriale, «ma addirittura di non fare la messa in sicurezza della falda». Queste accuse gravi, Voce le ha fatte nel corso della sua audizione alla commissione parlamentare ecomafie nella due giorni di attività a Crotone.

Le audizioni in Prefettura

All’appuntamento con i parlamentari della commissione, il sindaco si è presentato con una dettagliata relazione scritta, ma anche con delle risposte “piccate” alle incalzanti domande arrivate dal presidente Jacopo Morrone e dagli altri componenti. Voce ha ribadito, come aveva già fatto in altre occasioni, che «il Pob Fase 2 è stato un compromesso tra la non bonifica dei suoli del sito industriale e il trasferimento dei rifiuti fuori regione».

Il primo cittadino ha difeso le scelte del comune della Provincia e della Regione Calabria, attaccati dall’amministratore delegato di Eni Rewind, Paolo Grossi, nel corso della sua audizione, perché «stanno chiedendo al ministero semplicemente che si applichi ciò che il ministero ha approvato: il Pob Fase 2». Relazionando, Voce ha sottolineato che «tra territori inquinati e mancate bonifiche, a Crotone esiste una sola certezza: abbiamo eccessi di mortalità per tumori rispetto ad altri territori calabresi. Lo ha certificato l’Istituto superiore della sanità con il progetto Sentieri, acronimo di “Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio di inquinamento”».

L'ad di Eni Rewind Paolo Grossi

Come Voce ha spesso evidenziato, il Pob fase 2 non sarebbe un progetto di bonifica in quanto «i veleni del sito di Pertusola e della stragrande maggioranza dei siti industriali resteranno». Anche le tecnologie proposte (vedi «alberelli magici» ) erano un imbroglio in quanto «avrebbero impiegato 4 mila anni per rimuovere gli inquinanti del sito dello stabilimento ex Pertusola. Allo stesso modo risultò iniqua la tecnologia Ekrt, la rimediazione elettrocinetica, che era stata scelta per rimuovere i metalli pesanti, tecnologia che potenzialmente avrebbe rimosso alcuni cationi metallici, ma sarebbe stata inefficace per l’arsenico e altri inquinanti presenti. Insomma, a Crotone si sperimentavano tecnologie per la bonifica dei suoli, mentre nel resto del mondo quelle tecnologie non si applicavano più».

In queste sperimentazioni inutili «abbiamo perso undici anni», ha chiosato il sindaco. «Con il nuovo Pob Fase 2 – ha sottolineato Voce – non si sarebbe più fatta la bonifica dei suoli, ma semplicemente una messa in sicurezza della falda. I rifiuti delle due discariche a mare, la discarica ex Pertusola e la discarica ex Montedison, invece, sarebbero stati portati fuori regione». Un insuccesso che sarebbe stato spacciato per successo.

Commissario Errigo con i reparti speciali dell'esercito

A questo punto il presidente Morrone ha chiesto «dove è previsto» che i rifiuti della discarica a mare «sarebbero stati portati fuori regione». «Nel Pob Fase 2», è stata la risposta del sindaco che ha quindi aggiunto: «Con tutti gli enti, in accordo con Eni Rewind. Eni, ovviamente, era contraria al fatto che i rifiuti fossero portati fuori regione, però al Ministero, al Mase, Ispra, Arpacal...».

Morrone ha chiesto se «indicavano anche dove?» e «No» è stata la risposta di Voce e ha aggiunto: «In uno studio di prefattibilità Eni disse che il 25 per cento sarebbero stati portati all’estero, il 25 per cento nel nord Italia e il resto in altri siti d’Italia». «Quindi, Eni Rewind – ha evidenziato Morrone – ha siglato un accordo per portare questi rifiuti fuori regione e ha indicato anche dove e in quale percentuale».

Nel prosieguo dell’audizione di Voce, il presidente della commissione Jacopo Morrone ha detto di avere capito che «per i rifiuti pericolosi non ci sono discariche in Italia, se non questa che abbiamo...». Si riferisce alla discarica di Columbra a Crotone. Sono trascorsi così cinque anni dalla firma del verbale del Pob fase 2 «durante i quali Eni Rewind ha cercato di rimuovere il vincolo Paur imposto dalla Regione Calabria ad agosto del 2019» che prevedeva il trasporto dei veleni di Crotone fuori dalla Calabria.

Dentro le ex fabbriche

Dopo cinque anni persi, Eni Rewind propone di «utilizzare la discarica privata di Sovreco per conferire a Crotone i rifiuti speciali pericolosi contenenti metalli». C’è stato anche il tentativo, poi fallito, di conferire «gli altri rifiuti speciali pericolosi contenenti Tenorm e amianto in una discarica di scopo, impianti di confinamento, da costruire sul sito dello stabilimento ex Pertusola».

«È forse questa la bonifica che gli enti locali, Comune, Provincia e Regione, avrebbero dovuto accettare?», ha chiesto Voce. «Quando erano disponibili milioni di metri cubi di discariche a Crotone per rifiuti pericolosi, – ha detto ancora Voce – Eni Rewind ha cercato di fare impianti di confinamento, spostando i rifiuti di poche decine di metri dalle discariche a mare, oppure ha cercato di ottenere l’autorizzazione di un’altra discarica per rifiuti pericolosi in località Giammiglione, sempre a Crotone. Questo è il vero paradosso delle bonifiche crotonesi. Far passare il concetto che oggi gli enti locali non vogliono fare la bonifica è una falsità abnorme. Gli enti locali pretendono che si rispetti il vincolo Paur e il decreto del Mase, in base ai quali i rifiuti speciali pericolosi devono essere portati fuori regione o all’estero». E «ancora una volta Eni Rewind, invece di iniziare immediatamente il trattamento dei suoli e mettere in sicurezza la falda, continua a tergiversare e a perdere tempo: si fa finta di fare le bonifiche, ma in realtà, tra sperimentazioni e tecnologie inique, non si fa nulla».

Non ci sono discariche in Italia, ma all’estero sì e dovrebbe essere questa la scelta. A questo proposito, Voce ha detto: «Crotone è sommersa da scorie industriali, interrate in circa settanta, ottant’anni. Quando esauriranno questa discarica di Sovreco dovrà essere il Comune di Crotone a fare i trasporti transfrontalieri e portare i rifiuti all’estero? Le sembra una buona logica far pagare ai cittadini di Crotone? Crotone è piena di Tenorm, è piena di altre scorie, è piena di rifiuti probabilmente anche pericolosi».

L'entrata del Sin gestita da Eni Rewind

E a proposto del conferimento a Columbra, il sindaco ha aggiunto: «Noi avevamo detto in tutte le Conferenze dei servizi che all’estero c’era la possibilità di portare i rifiuti speciali, pericolosi, contenenti metalli, perché il problema dei rifiuti speciali contenenti Tenorm e matrici di amianto rimane, in quanto questi ultimi non possono andare nemmeno a Sovreco. Dovrebbero piuttosto attivarsi e cominciare a vedere dove portare i rifiuti speciali contenenti Tenorm e matrici di amianto. Noi chiediamo il rispetto di ciò che un ente governativo, il ministero ha deliberato. Il sindaco che mi ha preceduto, il precedente presidente della Provincia e il governatore chiedono di applicare il decreto del ministero. Questo è quello che chiediamo».

Sul trasporto all’estero dei veleni, Voce ha specificato: «Ho avvertito sia un consulente del Mase che il commissario Errigo. Ho detto loro: “I rifiuti li portano in Svezia. Guardate su internet. Andate a vedere Arpa Emilia–Romagna, che ha autorizzato un trasporto transfrontaliero di 10.000 tonnellate di Eer/Cer 170503, che è la stessa tipologia dei rifiuti che sono nella discarica di ex Pertusola”. Perché non l’ha fatto Eni?».

Morrone ha posto il problema di chi abita in Svezia: «Se abitassi in Svezia, farei un comitato e direi: i rifiuti speciali di Crotone lasciamoli a Crotone». Voce, ha replicato: «Lì li vogliono perché hanno capito che è un business importante». Morrone: «Se, però, diciamo che li vogliono, immagino che anche le discariche qui vicino vogliano i rifiuti. Per loro comunque è un guadagno». Voce: «È un privato». Il problema di Columbra sarebbe rappresentato che la proprietà è nelle mani di un privato.


 

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