Dieci anni senza Pasquale Senatore. Stelvio Marini: «Il sindaco del fare»
Nel triste anniversario dalla scomparsa dell'amato sindaco di Crotone, il profilo tratteggiato da uno degli uomini a lui più vicini

CROTONE A distanza di dieci anni dalla scomparsa dell'indimenticabile sindaco di Crotone, Pasquale Senatore, proponiamo un ritratto umano e politico tratteggiato da uno dei suoi uomini più vicini nell'agone politico di quegli anni: l'ex assessore Stelvio Marini.

Pasquale Senatore, “il sindaco del fare”
Non è stato soltanto un sindaco, ma una figura centrale della politica crotonese, un amministratore che ha guidato la città dal 1997 al 2005 in un periodo di gravi difficoltà. Il suo nome è ancora oggi sinonimo di impegno, concretezza e passione politica. Chi lo ha conosciuto o ha collaborato con lui ne ricorda l'energia inesauribile, il senso di responsabilità e la dedizione assoluta alla comunità.

Un sindaco di azione
Quando nel 1997 assunse la guida di Crotone, la città era in ginocchio: il settore industriale collassava, un'alluvione devastante aveva colpito interi quartieri e il degrado urbano era diffuso. Non si perse in sterili dibattiti: agì. Mise in sicurezza le aree colpite, avviò progetti di riqualificazione e lavorò per attrarre investimenti. Il suo mandato rappresentò una svolta storica per la città, segnando il passaggio da una gestione emergenziale a una visione strategica per il futuro.

Oltre le logiche di partito
Non era uomo da compromessi di palazzo. La sua politica non si muoveva tra equilibri di potere e strategie di partito, ma tra le strade della città, nel contatto diretto con i cittadini. Questa indipendenza di pensiero lo ha spesso portato a scontrarsi con le logiche tradizionali, rendendolo una figura scomoda per molti, ma profondamente rispettata dal popolo. Credeva nella politica come servizio, non come carriera.

Lontano dalle alchimie partitiche, ha sempre anteposto il bene della città agli interessi di coalizione. La sua forza non veniva dagli accordi nelle stanze del potere, ma dalla fiducia della gente, il vero motore del suo consenso.

Un amministratore instancabile
Non era certo un uomo da proclami: il suo mandato è stato segnato da risultati tangibili che hanno trasformato il volto di Crotone.

Ancora oggi, molte delle sue opere rappresentano infrastrutture strategiche per la città:
- La riqualificazione del lungomare;
- Il rilancio delle contrade periferiche;
- La costruzione del PalaKrò e del PalaMilone;
- La Ristrutturazione e l’utilizzo dell’ex Lazzaretto;
- La modernizzazione dello stadio Ezio Scida;
- La riqualificazione di Piazza Mercato;
- Il progetto per il nuovo teatro comunale;
- La creazione del Parco Pitagora e del suo innovativo museo;
- Il potenziamento della rete viaria cittadina, con il miglioramento di molte arterie urbane e strade secondarie;
- La realizzazione di nuove scuole e la ristrutturazione di numerosi edifici scolastici esistenti;
- Il restauro e la valorizzazione di siti storici,
- L’ampliamento e la ristrutturazione del cimitero;;
- Il miglioramento del sistema fognario e degli impianti idrici, interventi cruciali per la qualità della vita dei cittadini;
- L’avvio di progetti di edilizia popolare, il Contratto di Quartiere, per dare una risposta concreta all’emergenza abitativa;
- L’adeguamento e la riqualificazione delle strutture sportive, con il rifacimento di palestre comunali e campi da gioco.

Queste infrastrutture non furono solo interventi urbanistici, ma simboli di una città che voleva rinascere, attrarre investimenti e offrire servizi ai cittadini.

Un'eredità che merita riconoscimento
A dieci anni dalla sua scomparsa, il circolo cittadino di Fratelli d'Italia ha avanzato la richiesta di intitolargli una piazza. Un'iniziativa che rappresenta non solo un tributo, ma un doveroso riconoscimento alla sua opera amministrativa e politica. Sarebbe importante conoscere l’esito di questa proposta e capire se esistano ostacoli burocratici che ne impediscono la realizzazione.

Oggi la politica locale sembra aver smarrito quella capacità di visione e di azione concreta. Le difficoltà non mancano, ma la tendenza alla gestione ordinaria, priva di slancio e coraggio, rende evidente quanto sia necessario recuperare l’approccio pragmatico e deciso di chi ha saputo trasformare i problemi in opportunità. La sua eredità resta un monito per il presente: la politica non è solo strategia e calcoli, ma coraggio, capacità di decidere, volontà di agire e, soprattutto, rappresentare la volontà popolare.
Stelvio Marini