Conferenza dei sindaci: no alla Sanità pubblica saccheggiata dal privato
Accolte con un applauso le dichiarazioni del sindaco di Santa Severina, Lucio Giordano. Il commissario Calamai: «In estate prima bozza dell'Atto aziendale»

CROTONE La sanità pubblica della provincia di Crotone saccheggiata e annullata dalle strutture private. Il quadro drammatico è emerso nel corso della Conferenza provinciale dei sindaci, che si è tenuta nel pomeriggio di ieri. A tracciare la situazione grave in cui versa la nostra sanità è stato il sindaco di Santa Severina, Lucio Giordano, che tra l’altro è anche un medico-cardiologo che presta la propria attività lavorativa all’ospedale “San Giovanni di Dio”.

Giordano ha fatto un parallelo tra l’attuale situazione dell’ospedale e quella che c’era quando lui è stato assunto ed è entrato in corsia. Sono stati chiusi una serie di servizi importanti per l’utenza. Mentre l’ospedale pubblico eliminava le prestazioni le stesse venivano concesse alle strutture private del territorio e andando avanti con questa logica piano piano l’ospedale ha ridotto il proprio ruolo nell’ambito delle attività sanitarie.
Ora si annuncia una nuova e devastante chiusura quella del reparto di Otorino. Questo reparto non ha più posti letto e, quindi, non potrà procedere a ricoveri. Non potrà nemmeno fare interventi chirurgici meno complessi. L’utenza di Crotone che ha la necessità di interventi chirurgici a orecchie, naso e gola dovrà rivolgersi alla clinica privata che ha avuto il riconoscimento dei posti letto. Sarà la stessa cosa che andare nell’ospedale pubblico? Sicuramente no, ma questa è la storia decisa da chi ha dato le autorizzazioni ed ha deciso come devono andare le cose.

In alcuni interventi i sindaci hanno rilevato che la crisi sanitaria che riguarda il territorio di Crotone è molto più grave di quella che sta vivendo il resto della regione Calabria. Alla drammatica situazione dell’ospedale provocata dai tagli dei posti letto, a Crotone si aggiunge quella della mancanza dei medici. I professionisti non vogliono venire a lavorare nella provincia di Crotone e alcuni di quelli che ci sono chiedono di andare altrove.
È questa la situazione che dovrà amministrare la nuova commissaria dell’Azienda sanitaria provinciale, Monica Calamai. Ovviamente era presente anche lei alla riunione della Conferenza provinciale dei sindaci, tenutasi ieri pomeriggio nella sala Borsellino della Provincia. Il confronto tra Calamai e i numerosi sindaci presenti (per la prima volta c’erano quasi tutti) è stato cordiale anche perché la commissaria ha riconosciuto la situazione difficile in cui versa la sanità ed ha dato la disponibilità a confrontarsi continuamente con i primi cittadini.

Ha dato l’ok a rivedere l’Atto aziendale disposto dal suo predecessore, Antonio Brambilla, e a trovare un accordo sulle guardie mediche e su quelle turistiche. Adesso studierà l’Atto redatto da Brambilla e, prima dell’estate, incontrerà i sindaci per decidere quali modifiche è possibile apportare. Sulle guardie mediche si dovrà ragionare partendo dalle disponibilità dei professionisti. Ha anche detto che ha già avviato il ragionamento per l’apertura di Emodinamica all’ospedale.
L’operazione non potrà essere avviata automaticamente, ma con la collaborazione dell’Azienda unica di Catanzaro. L’obiettivo è quello di arrivare ad un risultato che possa consentire ad Emodinamica di Crotone di operare in autonomia. Non sarà un’operazione facile e Calamai ha fatto intendere di esserne consapevole. I grandi proclami del passato sono stati archiviati e si è iniziato a ragionare stando con i piedi per terra.