Il Liceo classico "Pitagora" entra a pieno titolo nella storia di Crotone
Avviato il procedimento di dichiarazione dell’interesse culturale dell’edificio. La relazione della Soprintendenza con le vicende che hanno accompagnato i suoi 91 anni

CROTONE Il glorioso Liceo classico "Pitagora" di Crotone, che tante generazioni ha accolto e tante altre continua a formarne per il futuro, diventerà presto un Bene culturale della città. Nella mattinata di giovedì 13 marzo scorso è stato infatti formalmente avviato il procedimento di dichiarazione dell’interesse culturale dell’edificio che ospita il liceo quale «pregevole espressione dell’architettura dei primi del ‘900, portatore di un valore testimoniale del tardo eclettismo».
A dare l'annuncio nella sontuosa Aula magna del liceo è stato il soprintendente Abap per le province di Catanzaro e Crotone, Stefania Argenti, assieme al Dirigente dell’istituto Natascia Senatore nel corso della presentazione dell’esito di un Percorso per le competenze trasversali e l'orientamento (Pcto) avviato in favore degli studenti iscritti all'indirizzo "Aureus", volto a mostrare agli allievi possibili percorsi formativi nell’ambito lavorativo dei beni culturali. In questo frangente, gli studenti si sono fatti così parte attiva nel predisporre i documenti amministrativi di rito.
All'evento hanno fra gli altri partecipato il prefetto, Franca Ferraro, il presidente della Provincia, Sergio Ferrari, e l'assessore Filly Pollinzi per il Comune di Crotone.
Liceo Classico “Pitagora” di Crotone (KR) (prima metà del XX secolo)
RELAZIONE STORICO-ARTISTICA E URBANISTICA SABAP

INTRODUZIONE
L’edificio che ospita il Liceo Classico Pitagora di Crotone, è situato in una zona privilegiata della città per la quale, nella prima metà del XX secolo viene progettata un’espansione urbanistica unica e distinguibile. Il monumento oggetto di studio, nato per la diffusione del sapere, si presenta quindi come una importante espressione dell’architettura dei primi del ‘900 costruito secondo i canoni stilistici dell’epoca degli edifici pubblici che, nel caso del Pitagora a Crotone, raggiunse una cospicua rilevanza artistica proprio per enfatizzare la funzione che l’architettura stessa doveva accogliere. Per questo, a distanza di quasi un secolo di storia, è contestualmente portatore di un valore testimoniale aggiuntivo in quanto le sue mura hanno visto e custodito la formazione culturale ed il sapere di intere generazioni.
Le ragioni che, nella seconda metà dell’Ottocento, spinsero la volontà politica comune alla costruzione del Liceo Classico Pitagora (avvenuta poi durante il ventennio fascista) portano ad una riflessione molto profonda non solo sul contesto socio-politico dell’epoca nel Meridione, ma sulla sua profonda eredità e lascito i cui lineamenti sono ancora oggi ampiamente tracciabili. Trattasi infatti di un’importante architettura espressione di un preciso gusto e di una precisa epoca in cui molti cittadini di Crotone culturalmente ancora oggi si riconoscono.
Tuttavia, per poter comprendere appieno la svolta epocale dettata dalla fondazione di questa nuova istituzione, bisogna fare un passo indietro fino all’Unità d’Italia. In questa fase, l’arretratezza culturale presente in molti territori del Meridione (vittime del conservazionismo aristocratico) viene ulteriormente accentuato dall’oppressione politica del nuovo governo sabaudo, in cui un fenomeno come il brigantaggio ne è l’emblema più caratteristico. D’altro canto, sebbene secondo le nuove leggi la nobiltà non beneficiasse più di determinati diritti tali da porre quella classe sociale nettamente sopra tutte le altre, l’influenza e il controllo territoriale effettuato dalla classe aristocratica rimase pressoché intaccato. Se dapprima poteva semplicemente essere il sangue a determinare l’egemone controllo di un territorio, adesso occorreva inserirsi nei giusti ambienti (ai quali avevano accesso garantito) per assicurarsi il controllo politico. Per certi versi, con l’Unità, territori come quello crotonese vedevano sfumare definitivamente la speranza di crescita e sviluppo, a favore di una costituzione sociale strettamente elitaria.
Ciononostante, nel 1861, si esegue il primo passo per uno stravolgimento totale, uno stravolgimento che restituirà possibilità e speranza. L’allora sindaco di Crotone, Gaetano Morelli, stabilì che la città necessitasse di un’istituzione che portasse beneficio all’istruzione popolare, e che questa necessità fosse visivamente dettata dalla situazione di incertezza e di confusione che regnava in tutto il Mezzogiorno. Lo attesta un documento ufficiale, una lettera del sindaco stesso indirizzata al Vescovo di Crotone mons. L. M. Lembo, datata 7 gennaio 1862, in cui si attesta la decisione quasi unanime del Consiglio Municipale di sopprimere i fondi per il mantenimento delle suore appartenenti all’Ordine delle Clarisse di S. Chiara, adibendo inoltre il loro Monastero a Ginnasio, il tutto a beneficio dell’istituzione popolare.
L’istituzione effettiva di questo Ginnasio avverrà però solo nel 1926, sotto il podestà Ottavio Graziani, a causa del forte ostruzionismo esercitato per diversi decenni da una certa classe nobiliare, a sfavore di questa nuova scuola. La prima sede è Palazzo Fuscaldo, in Via Suriano, i cui ambienti si rivelano dopo ben poco adatti alle necessità scolastiche. Saranno anni duri per gli studenti crotonesi, spesso impossibilitati a portare avanti regolarmente il proprio percorso di studi, a causa dell’usufrutto di locali inadeguati. Di lì a breve venne concordata la necessità di fondare da zero un nuovo edificio, occorreva, perciò, uno spazio ampio e libero in cui costruire l’Istituto. Proprio qui arriva la svolta epocale: gli ambienti vengono individuati a Largo S. Francesco o Suriano (ora Piazza Umberto I), a sinistra di Palazzo Albani e in direzione dei Palazzi Cantafora e Candela, questi territori erano proprietà privata del nobile crotonese Ferruccio Berlingieri, erano inoltre utilizzati per le loro Scuderie di famiglia. In un’altra epoca si sarebbe trattato di un ostacolo invalicabile, ma nel 1932 si occupò direttamente il Comune di Crotone di prelevare questi ambienti dall’inventario di Ferruccio Berlingieri. Nel 1934, sotto il podestà Giuseppe Cosentino, la costruzione del nuovo Liceo Classico era definitivamente ultimata.
Quelli della Seconda Guerra Mondiale saranno ugualmente anni difficili, ma non tali da soffocare l’importanza ed il ruolo sociale che si era assicurato l’Istituto, che, da quel momento in poi, divenne senza dubbio emblema della formazione scolastica dei passati, odierni e futuri professionisti crotonesi.
Da quanto sopra esposto appare evidente che porre sotto la tutela di un vincolo il Liceo Classico Pitagora avrebbe innanzitutto un valore simbolico, di riconoscimento dell’opera meritoria di quanti, più di un secolo fa, compresero l’impatto che la realizzazione di tale Istituto, osteggiata soprattutto in ambienti esterni alla città, avrebbe avuto sull’emancipazione e la crescita culturale del territorio. La realizzazione del Liceo Classico rappresentava di fatto la volontà della parte più illuminata della cittadinanza crotonese del tempo di recuperare la propria immensa tradizione culturale ed al tempo stesso il desiderio di crescita ed ammodernamento.
D’altra parte, oltre a queste nobili motivazioni, va tenuto in debita considerazione l’effettivo valore intrinseco della struttura che si intenderebbe porre sotto vincolo, garantendone in tal modo la fondamentale valorizzazione del suo indubbio valore storico-artistico e culturale.
L’impegno profuso nella progettazione ed edificazione del Liceo Pitagora si dipanò in un ampio arco temporale. L’intento fu quello di realizzare una struttura in cui l’aspetto artistico degli ambienti fosse in linea con il gusto dell’alta società dell’epoca. Ed in effetti il Pitagora si presenta imponente, la maggior parte degli ambienti sono ampi, perfettamente confacenti non solo all’istruzione ma anche e soprattutto alla formazione umanistica dell’individuo.
INQUADRAMENTO DELLE VICENDE STORICHE DALLA FONDAZIONE AD OGGI
Fin dall'inizio la novità di questo nuovo istituto non passò inosservata, infatti testimonianze raccontano che parecchi studenti che per l'inizio dell'anno scolastico si erano già iscritti ad altre scuole tecniche, chiesero il passaggio al Classico.
I primi tre anni di istruzione si sarebbero chiamati Ginnasio Inferiore, corrispondente alle scuole medie, poi il Ginnasio Superiore, l'attuale biennio ginnasiale, alla fine del quale gli studenti affrontavano un esame, e infine il Liceo triennale, al termine del quale si otteneva la Maturità. Fino al 1930, quando il Liceo Pitagora da Comunale divenne pareggiato, gli esami si dovevano tenere fuori sede, a Catanzaro presso il Liceo “P. Galluppi”. Essendo il numero di studenti sempre crescente, l'Autorità dell'epoca scelse come sede definitiva della scuola uno spazio urbano inizialmente libero se non per un muro che delimitava le scuderie dei Berlingieri: si tratta infatti dell’attuale sito in cui oggi sorge il Liceo.
Fu il podestà del tempo, Giuseppe Cosentino, ad ottenere dal Ministero dell'Educazione Nazionale il passaggio della scuola a Regio Liceo, quindi ufficialmente statale, a condizione che lui stesso assumesse l'impegno di portare a termine la costruzione di una sede istituzionale. Si legge infatti sul sito della scuola che “anche per l'incremento avuto dalla Scuola, la Sede del Palazzo Fuscaldo si rivelò senz'altro poco adatta a far fronte alla sempre più crescente popolazione scolastica. Da parte dell'Autorità dell'epoca si decise di dare all'Istituto una sede propria e definitiva. Venne scelto, all'uopo, uno spazio e libero, sulla sinistra del Palazzo Albani, e sulla medesima direzione dei Palazzi Candela e Cantafora; il suolo, per quanto risulta dall'Inventario dei Beni Immobili di uso pubblico per destinazione (mod. B), venne rilevato per conto del Comune di Crotone dal proprietario Ferruccio Berlingieri. Nella zona prescelta vi era un muro che delimitava le Scuderie dei Berlingieri, che confinavano con il Baluardo Marchese; tale muro, dove attualmente vi è il Cancello principale d'entrata del nostro Istituto, veniva definito “Cortina Suriano” ed era ubicato nel Largo S. Francesco o Suriano, in seguito divenuto Piazza Umberto I”.
Il primo progetto dei lavori dell'istituto fu redatto dall'Ufficio Tecnico Comunale il 31 marzo 1932. L'opera in generale venne eseguita secondo le indicazioni del progetto originale redatto in data 31 marzo 1932 e vistato dal Regio Genio Civile in data 19 luglio 1932, con osservazioni contenute nella nota prefettizia del 24/8/32 n. 46007, da parte dell’Ing. Franco Lamanna, Direttore dell'Ufficio Tecnico Comunale di Crotone. Sempre sul sito ufficiale, ancora: “L'importo complessivo del costo dell'opera era fissato in lire 1.350.000,00. L'appalto delle opere venne fatto ad unico e definitivo incanto, mediante asta pubblica, restandone aggiudicatrice l'impresa dell'ing. Giuseppe Mascoli, con il ribasso del 18%. Il contratto con l'impresa fu stipulato in data 30 Novembre 1932 (XI dell'Era Fascista) e reso esecutivo dal Prefetto in data 12 Dicembre 1932, foglio XV al n. 58266 Div. 4°, registrato a Crotone il 23 Dicembre 1932, XI n. 260, Vol. 51, mod. 1. Successivamente, essendosi resa necessaria l'esecuzione di nuove opere non previste in contratto, venne stipulato un atto di sottomissione in data 4 aprile 1933, approvato in data 26 Giugno 1933 al n. 44600, Div. 4°, registrato a Crotone il 7/7/1933 al n. 37, vol. 45 mod. 2. I lavori vennero consegnati con regolare verbale redatto il giorno 3 del Mese di Gennaio 1933, XI E.F. Da tale data incominciò a decorrere il termine utile per dare ultimati i lavori. L'opera in generale fu eseguita secondo le indicazioni del progetto originario, anche se fu necessario eseguire del lavori aggiuntivi, fra i quali, principalmente, erano da annoverarsi le modifiche apportate alle fondazioni eseguite in calcestruzzo, anziché in muratura, come previste in progetto e lo spostamento della fogna comunale che passava al di sotto del costruendo fabbricato.
Durante l'esecuzione dei lavori e propriamente dopo l'ultimazione della costruzione dei solai si è proceduto a due prove statiche nei giorni 11 e 12 Gennaio 1934, di cui è stato redatto apposito verbale descrittivo delle prove stesse. I lavori, per capitolato speciale di appalto, avrebbero dovuto essere ultimati in 12 mesi dalla data della consegna, senonché, per ragioni giustificate, l'impresa ha chiesto ed ottenuto due proroghe, una di mesi due, con scadenza 2 Marzo 1934 (Deliberazione del Podestà n. 694 del 16 Dicembre 1933) e l'altra con scadenza al 21 Aprile 1934 (Deliberazione podestarile n. 181 del 22/3/1934). Così il 21 Aprile 1934 fu redatto regolare verbale di ultimazione, meno che per l'opera di pittura, per la quale fu rinviata l'esecuzione fino al 30 Agosto dello stesso anno, epoca in cui fu regolarmente constatato l'adempimento da parte dell'impresa, facendolo rilevare da un'aggiunta al verbale redatto di ultimazione. Una nota a parte merita la preoccupazione dell'allora direttore dell'Ufficio Tecnico, Ing. F. Lamanna, il quale indirizzava al Sig. Podestà la seguente lettera, datata 5 Aprile 1933 (XI E.F.): «Ho esaminato il contenuto del foglio in data 17 Febbraio c.a. Indirizzato a V.S. Dall'Impresa Ing. Mascoli, assuntrice dei lavori di costruzione dell'edificio del Liceo-ginnasio e mi pregio riferire quanto appresso: nel progetto dell'edificio sono previste fondazioni di muratura di pietrame con malta ordinaria, come le più comuni che si adoperano generalmente, non essendosi a conoscenza della natura del terreno su cui si va a fondare. Però prima di dare inizio alla costruzione delle fondazioni ho disposto che venissero eseguiti dei saggi del terreno per stabilirne la natura onde essere in grado di poter adottare il tipo di fondazione più adatto spingendolo alla necessaria profondità. Dai saggi praticati è risultato che alla profondità di m. 4, al di sotto della falda freatica, si è trovato terreno sabbioso, Tale strato, sicuramente costipato, data la presenza dell'acqua, può ritenersi idoneo per creare il piano di posa delle fondazioni. La proposta avanzata dall'Impresa di eseguire le fondazioni con un solettone di cemento magro, dalla larghezza di base di m. 1,80 opportunamente risegato, come dal disegno presentato, può essere accettata. Infatti dai calcoli presentati dall'impresa, opportunamente controllati, risulta che la pressione che verrebbe a subire il terreno si aggira sui 1500 Kg per cmq, pressione che quel terreno può sopportare senza pericoli di cedimento. Data questa maggiore profondità alla quale bisogna spingere le fondazioni e la modifica ad esse apportata, la spesa prevista in progetto non è più sufficiente. La maggiore spesa che dovrebbe essere invece sostenuta è di lire 178.407,77, come specificato nell'unica stima. Oltre a tale opera non prevista nel progetto, è necessaria la costruzione di una fogna in sostituzione di quella esistente e che attualmente passa nel terreno su cui dovrà sorgere il corpo del fabbricato dell'edificio. La nuova fogna dovrà essere eseguita in calcestruzzo di cemento, di getto simile all'esistente e cioè di tipo ovoide, di altezza di m. 1,20. Ai due estremi, dove si raccorda la fogna esistente con la nuova verranno costruiti dei pozzetti di visita. Dalla stima allegata si rileva che l'importo di questa altra opera non prevista in progetto ascende a L. 31.000,00. I prezzi applicati per ogni categoria di lavori sono quelli di capitolato ad eccezione del prezzo del calcestruzzo di cemento magro, non previsto in Capitolato per cui è stato necessario fare un nuovo prezzo. In totale si dovrà sostenere una maggiore spesa di lire 209.407,77, che, depurata del 18,78% di ribasso contrattuale, si riduce a lire 170.081,00. Tale maggiore spesa trova capienza nella somma di lire 234.905,44 quale ribasso che l'Impresa ha fatto sull'importo del progetto a base d'asta. (Firmato, il Direttore dell'Ufficio Tecnico, Ing. F. Lamanna)».
Da questa lettera si evince in maniera molto chiara la preoccupazione delle autorità ed anche degli addetti ai lavori di eseguire le cose per bene, non lasciando niente né al caso né all'improvvisazione.
Il collaudo ufficiale dell'edificio avvenne verso l'inizio del II semestre dell'anno 1939, per quanto risulta da una lettera del 21/7/1939 (XVII E.F.) div. 4, n. 21838, a firma del Podestà di Crotone, per il Prefetto di Catanzaro: «In risposta alla Vostra lettera sopra segnata fornisco i seguenti chiarimenti: non è vero che questo Comune abbia corrisposto all'Impresa assuntrice dei lavori di costruzione del Liceo-Ginnasio una somma superiore all'ammontare dei lavori eseguiti, in quanto ha liquidato all'Impresa tutto ciò che le compete per contratto. Come rilevasi dalle risultanze del collaudo, figura che il Comune avrebbe pagato la somma di L. 19.962,32 in più dell'ammontare dei lavori eseguiti per la costruzione del Liceo-Ginnasio, ma bisogna tener presente che la stessa impresa ha provveduto alla sistemazione delle strade adiacenti al Liceo-Ginnasio, per un importo di lire 69.239,13; alle stesse condizioni che regolavano i pagamenti dei lavori del Liceo. Perciò nell'ultima quota pagata per i lavori del Liceo-Ginnasio, giusto stanziamento in bilancio, erano incluse anche le lire 19.962,32 come acconto dei lavori delle strade adiacenti allo stesso edificio, lavori che sono stati collaudati in seguito dallo stesso collaudatore. In quanto alle trasgressioni delle norme del Regolamento 25/5/1985 n. 350, non credo che ciò sia avvenuto, in quantoché all'epoca del collaudo, il Comune, dopo aver effettuato il pagamento per un ammontare di lire 1.830.773,10, era pur sempre in debito verso l'Impresa per una somma di lire 197.883,90, per saldo importo lavori ed interessi contrattuali, somma che supera di molto le trattenute fatte a titolo di garanzia ammontante a lire 102.093,18. Trasmetto originalmente l'accettazione scritta dall'Impresa Mascoli, per il pagamento delle lire 14.698,84, con preghiera di dare, con cortese sollecitudine, l'ulteriore seguito alla pratica la cui approvazione è urgente. (Con osservanza. Firmato il Podestà)».
Fu quindi necessario ricorrere anche a progetti successivi e i lavori, in quanto innovativi, ottennero due proroghe, con circa quattro mesi aggiunti ai dodici previsti: è evidente che le autorità e gli addetti ai lavori della ditta di Mascoli ci tenevano a non lasciare nulla al caso. A seguito dell'entrata in guerra dell'Italia fascista nel 1940, il Liceo Pitagora subì delle conseguenze, poiché lo scantinato dell'edificio venne utilizzato, grazie alla proposta del Preside Bellusci, come uscita di sicurezza sulla strada.
Il Liceo smise quindi di funzionare come scuola per l'avvenuto sfollamento della città e rimase chiuso fino al 30 marzo 1943. Intanto il Preside si trasferì a Petilia Policastro mentre l'istituto veniva perquisito e bonificato, la Scuola media Vittorio Alfiero venne separata e il Liceo Classico Pitagora riprese le attività scolastiche.
INQUADRAMENTO URBANO
L'ingresso principale dell’edificio scolastico, situato sul lato più lungo della piazza Umberto I, dista pochi metri dal centro storico della città ed è posto in quella che anticamente era nota come Piazza Pitagora, luogo nevralgico in cui si svolgevano la maggior parte degli incontri dei cittadini.
Attorno all'istituto sono numerosi gli edifici coevi nell’epoca di realizzazione che conferiscono a questa porzione di città un carattere unico e ben distinguibile, testimonianza di un’importante fase di espansione urbanistica di Crotone avvenuta nella prima metà del 1900.
Il sito scelto per la costruzione del liceo fu molto strategico prediligendo uno degli spazi più importanti della città. Infatti l’ingresso principale dell'Istituto scolastico è fronteggiato dal Monumento ai Caduti, inaugurato nel 1925 dall’Amministrazione Comunale in Largo Umberto I, concretizzando la volontà di perpetuare il ricordo dei giovani crotonesi morti sul campo di battaglia della prima Guerra Mondiale. Al di là della piazza poligonale troviamo poi Palazzo Berlingeri, affiancato da Palazzo Albani e dal Palazzo della nobile famiglia dei Suriano risalente al XVIII secolo.
È opportuno menzionare anche la prossimità della Cattedrale di Crotone e del Palazzo Vescovile dell’Arcidiocesi di Crotone - Santa Severina, situato in Piazza Duomo. Sul lato sinistro dell’entrata principale dell'edificio scolastico è inoltre presente anche un’importante Edicola votiva in stile neogotico, la quale custodisce un pregevole dipinto che riproduce l’icona della Madonna di Capo Colonna, eretta in sostituzione di una più antica struttura che pure conteneva una venerata effige di Maria Pia del Capo e che ugualmente ricordava il Miracolo della Madonna di Capo Colonna dopo il terribile terremoto dell'8 marzo 1832.
Da una lettura delle sovrapposizioni planimetriche, risulta interessante mettere inoltre in evidenza come il giardino della scuola, risulti in parte essere inscritto nell’antico perimetro della cinta muraria, eretta nel XVI secolo per la difesa della città, il cui tracciato lambisce il cortile esterno del liceo Classico Pitagora. Le mura collegavano il Bastione Marchese e il Bastione Villafranca, comprendendo, difatti, anche Piazza Umberto I. Di questo antico tracciato murario oggigiorno è purtroppo possibile ravvisarne soltanto alcune porzioni in quanto gran parte dell’antiche mura venne successivamente demolita, dopo l'Unità d'Italia nel 1861, al fine di promuovere lo sviluppo urbanistico dell'intera città, oltre che per ragioni igienico sanitarie. Alcune porzioni di questa cinta muraria sono però ancora oggi parzialmente visibili anche se inglobate in strutture residenziali successivamente edificate che hanno sfruttato la solidità della muratura come sicuro supporto rendendo difficile la distinzione tra le stesse e il Castello, che un tempo, ergendosi su quello che fu l’acropoli, dominava incontrastato il circostante territorio.
Con la dominazione spagnola nella città di Crotone del XVI secolo si avviò una significativa modernizzazione delle mura del castello che divennero in alcuni punti dei bastioni, la cui edificazione richiese un impiego considerevole di pietra e calce confidando sul riutilizzo dei ruderi dell’area sacra e dall’utilizzo delle colonne superstite del tempio di Hera Lacinia. Le mura, come in tutti i sistemi fortificati, svolgevano quindi un’importante funzione difensiva e perimetravano il fossato che, nel caso di Crotone, fu successivamente colmato per consentire la realizzazione dell'attuale Piazza Pitagora.
RIFERIMENTI CATASTALI
Il Liceo classico Pitagora, di proprietà del Comune di Crotone, è censito al Catasto Fabbricati del Comune di Crotone al foglio di mappa n. 35, particelle n. 24 e n. 688 con giardino ricadente nel medesimo foglio di mappa del Catasto Terrei alla particella n. 101.


DESCRIZIONE ARTISTICA E ANALISI MORFOLOGICA
Osservando la facciata principale è possibile subito notare il ritmo architettonico che scandisce l’edificio che, nel caso specifico, può essere definito secondo lo schema “ABCBA”. La facciata principale su Largo Umberto I è caratterizzata da molti pregevoli elementi di ornato architettonico che definiscono il palinsesto architettonico in un sistema unico nel suo genere in pieno stile eclettico. Il prospetto è quindi scandito verticalmente da lesene bugnate, e orizzontalmente dall’ampia zoccolatura, da fascia marcapiano e cornicione aggettante, tutto realizzato in malta cementizia secondo le tecniche dell’epoca. I due piani dell’edificio sono separati da fascia marcapiano, mentre al di sotto la zoccolatura arriva fino alla soglia delle finestre del pianterreno. Il piano superiore ospita 15 finestre allineate a tutto sesto con modanatura che segue il sesto delle bucature e corre lungo tutta la facciata, collegando tutte le finestre, e interrompendosi soltanto in chiave di volta la quale si presenta aggettante e prorompente. Le sottostanti finestre di pari numero presentano dei soprafinestra di forma rettangolare decorati con giganti ovuli e dardi. Sempre nella parte sottostante troviamo un bugnato a correre, contraddistinto da bugne marca angolo aggettanti che proseguono verticalmente per tutta l’altezza dell’edificio. L’ingresso principale è perfettamente simmetrico ed è sormontato da una loggia con balaustra sorretta da mensoloni decorati a conchiglia. Ai lati della bucatura centrale della loggia, troviamo sul fondo facciata due blasoni decorativi, dei quali uno presenta il tripode mentre l’altro risulta privo di attributi. Al di sopra del cornicione è presente poi l’imponente attico con fastigio architettonico caratterizzato da un timpano spezzato e guglie classiche laterali, recante al centro il nome del liceo Classico Pitagora che evidenzia e mette in risalto la parte centrale della facciata. La contro facciata, così come la corte interna e il resto dell’edificio, presenta il medesimo stile ma è contraddistinto da maggiore sobrietà con una esplicita semplificazione delle forme. Lungo gli altri prospetti esterni viene infatti mantenuto lo stesso ritmo delle bucature ma viene meno il gioco di avancorpi che invece caratterizzano la facciata in cui è inserito l’ingresso principale.
Tutto l’insieme si presenta quindi come una importante espressione dell’architettura dei primi del ‘900 costruito secondo i canoni stilistici dell’epoca degli edifici pubblici che, nel caso del Pitagora a Crotone raggiunse una cospicua rilevanza artistica proprio per enfatizzarne l’importante funzione educativa e culturale che l’architettura doveva accogliere. La classificazione stilistica del Pitagora risulta quindi chiara espressione del fenomeno dell’eclettismo o più precisamente del tardo eclettismo che, soprattutto nel meridione si è protratto per molto tempo e che proseguì, anche parallelamente al Liberty, soprattutto negli edifici pubblici di rappresentanza istituzionale. Cosichè, proprio le sue qualità estetiche e la morfologia degli elementi ornamentali valorizzano e caratterizzano un ambito specifico della città di Crotone.

L’impianto è rettangolare realizzato in muratura portante e calcestruzzo armato, con una corte interna accessibile dal piano terra e planimetricamente di forma rettangolare con all’interno dei corpi poligonali simmetrici corrispondenti internamente ai due ampi scaloni che collegano i piani del liceo. Ci sono diversi ingressi ma quello principale rimane dal cancello situato nei pressi di Largo Umberto I, dove tre gruppi di tre scalini sopraelevano il portone d’ingresso privilegiato nel cui spazio interno corrispondente troviamo le medesime rifiniture delle parti auliche dell’immobile. Anche gli ingressi secondari sono tutti evidenziati da alcuni gradini che ne distinguono la diversa quota. Al primo piano troviamo 16 classi e un locale che oggi è adibito a laboratorio didattico. Al piano superiore, l’aula di più rilevante importanza è sicuramente l’Aula Magna, all’interno della quale vengono svolte varie attività istituzionali; Questo risulta in pianta lo spazio interno più ampio essendo situata planimetricamente in corrispondenza dell’ingresso principale con affaccio privilegiato alla loggia centrale. Si osservano gli infissi lignei con eleganti partiture geometriche e sistemi oscuranti interni di tipo tradizionale. All’aula magna si accede attraverso tre ingressi posti nella parete frontale proprio alle tre forature che si aprono all’esterno nel corpo centrale della facciata con la porta d’ingresso centrale più alta rispetto a quelle laterali, essendo l’ingresso privilegiato all’aula e trovandosi in asse con l’uscita sulla balconata; sul pavimento realizzato in opera secondo la tecnica del seminato alla veneziana è raffigurata la semplificazione dello stemma della città di Crotone. In generale, la distribuzione planimetrica dell’edificio denuncia una chiara e raffinata gerarchia degli ambienti collocando le parti meno nobili come i servizi igienici maschili e femminili sul lato opposto corrispondente al retro dell’edificio.
In corrispondenza della facciata principale troviamo poi il grande giardino scandito da due grandi parterre di forma rettangolare separati da un viale centrale che conduce al cancello della scuola di chiara impronta tipicamente italiana, con essenze vegetali esotiche molto in voga all’epoca. Nel perimetro del giardino è compresa la palestra a pianta rettangolare. Un corpo a sè stante le cui facciate ripropongono in maniera semplificata la raffinatezza del corpo principale di cui era e rimane una pertinenza.
In generale si denota uno stile classico, percepibile soprattutto negli elementi di ornato e nella scansione geometrica e perfettamente simmetrica delle piante e dei prospetti che ci trasmette proprio quel senso di armonica aulicità ed equilibrio architettonico di gusto rinascimentale, combinata ad un moderno e sapiente uso della geometria nella semplificazione dei corpi aggiuntivi come le scale a pianta esagonale e il corpo della palestra.
Degni di nota sono inoltre i due corpi scala a forma esagonale al cui interno possiamo notare uno scalone a tenaglia che ingombra a tutt’altezza il vano in cui fa da protagonista un’unica rampa centrale che si divide ai piedi del grande finestrone rettangolare per ricongiungersi subito dopo sull’ultimo pianerottolo.
PARTICOLARI DECORATIVI ED ORNAMENTALI
Le pavimentazioni interne sono quelle originarie, fatte piccole eccezioni, costituite in mattonelle di graniglia di cemento con greca perimetrale per i corridoi e le aule, mentre, per le porzioni di maggior pregio e rappresentanza istituzionale furono realizzate in opera secondo la tecnica del seminato alla veneziana con motivi e decorazioni di fantasia ottenute direttamente con la posa di piccoli inserti lapidei. Le pavimentazioni alla veneziana sono presenti quindi all’ingresso, nel vano scala e nell’aula magna. È assolutamente prezioso il pavimento in graniglia sul quale campeggiava il fascio littorio con indicazioni 1934 (data di fondazione della scuola) e P.N.F. (partito nazionale fascista), che poi, per questione di censura è stato parzialmente esportato. In effetti oggi si presenta con un’integrazione di materiale di medesima tipologia che occulta l’immagine di matrice fascista.
In tutto l’edificio oggi si possono apprezzare delle decorazioni semplici che seguono fondamentalmente motivi geometrici. I soffitti del vano scala, dell’aula magna risultano decorati con un gioco di semplici e lineari sottosquadri geometrici in stucco che nel soffitto dell’aula magna si intervallano a forme di fantasia similari a delle stelle che formano una composizione sobria ed elegante definita anche da un gioco cromatico che mette in risalto i diversi livelli. Certamente quest’aula risulta essere l’ambiente più ricco e raffinato dell’edificio. Le pareti di questa stanza di rappresentanza sono realizzate in un finto marmo rosa chiaro, molto in voga nel periodo di costruzione del liceo come valida ed economica alternativa all’impiego del marmo vero. Lungo il perimetro della medesima aula sono presenti delle lesene con capitelli in stile Art-Decò, e tutta la sala è incorniciata da un continuo intervallo di colori oro e ambra.




MOTIVAZIONI DELLA TUTELA E CONCLUSIONI
In conclusione, il ruolo che il Liceo Pitagora ha ricoperto in passato e che ricopre ancora oggi nella formazione dei cittadini crotonesi, la possibilità di emancipazione offerta a studenti di varie generazioni e di diversa estrazione culturale e sociale e, non ultimo, l’ineguagliabile valore storico-artistico rappresentano indiscutibili motivazioni che dovranno essere poste alla base di tutte le scelte di tutela che si vorranno porre in essere affinché questa nobile struttura sia salvaguardata, preservata e tramandata alle future generazioni perché pregna di valori artistici, culturali e sociali. A distanza di quasi un secolo di storia, il Liceo Pitagora è portatore di un valore testimoniale aggiuntivo in quanto le sue mura, gli arredi d’epoca presenti e l’importante collezione ornitologica ivi contenuta, hanno visto e custodito la formazione culturale ed il sapere di intere generazioni che ancora oggi gli riconoscono anche un grande valore immateriale in quanto espressione di un’identità culturale collettiva. Si tratta quindi di un edificio unico nel suo genere per l’importante ruolo esercitato e per aver mantenuto integri nella concezione delle forme, nel linguaggio architettonico e nella distribuzione e gerarchia degli spazi una serie di valori culturali che sono una chiara testimonianza di uno stile e del gusto di un’epoca.
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- PESAVENTO A., «Storia dell’edilizia a Crotone (1860-1900)», Il Diario del Crotonese (Crotone), n° 4-5-6-7, 1982;
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- SEVERINO C.G., Crotone, Le città nella storia d’Italia, Bari 1988; Id., Crotone. Da polis a città di Calabria, Roma 2011;
- VACCARO A., Kroton, Chiaravalle Centrale (CZ) 1987.
SITOGRAFIA
- Sito del Liceo Pitagora, “ La Storia” ,https://www.liceopitagoracrotone.edu.it/la-scuola/la-storia/.
- Id., La città senza storia. Sviluppo urbano e nuova immagine della città di Crotone (1860 -1900), 2012, in www.archiviostoricocrotone.it.
La presente relazione è stata redatta con il contributo degli allievi del Liceo Pitagora di Crotone in seguito alla stipula della convenzione finalizzata all’attuazione di P.T.C.O. dell’08.03.2024, tra il Liceo Classico Pitagora, con sede in Crotone e la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Catanzaro e Crotone con sede legale in Crotone.