L'arte bianca
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CROTONE Serata da incubo quella registrata lunedì 18 novembre scorso all'ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone dove, al piano terra, a pochi metri dall'ingresso principale, si è materializzata un'improvvisa “invasione” di blatte nell'androne che dà l'accesso alla cappella del nosocomio.

Tra lo stupore e l'apprensione generale, l'emergenza sarebbe stata subito comunicata ai “piani alti” dell'Azienda che, dalla loro, hanno messo in moto i reparti specializzati per disinfestare e mettere in sicurezza l'area dove ancora a tarda serata persisteva un forte odore originato dai prodotti utilizzati per la disinfezione
L'accesso alla cappella è stato inibito a orario di chiusura del nosocomio, alla meno peggio, con l'apposizione di alcune panche prese in prestito dalla stessa cappella e posizionate per delimitare l'androne, mentre a terra erano ancora visibili le tracce dell'acqua e del prodotto utilizzato per sterilizzare il pavimento (una polvere bianca). 

I problemi con le blatte all'ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone sarebbero però già iniziati qualche ore prima e, con più precisione, a partire dalla mattinata, quando dal soffitto esterno alla chiesetta si sarebbe registrata una perdita che ha subito richiesto l'intervento dei tecnici dell'Asp. 
Da qui la verifica al piano superiore dove insite il reparto di Rianimazione e gli uffici del direttore medico di presidio, Lucio Cosentino. È stato in questo frangente che i tecnici intervenuti pare abbiano sollevato il coperchio di uno dei pozzetti, scoperchiando così una vera e propria colonia di insetti blattoidei
Anche in questo caso, l'Asp sarebbe perentoriamente intervenuta nei sotterranei per procedere con una “bonifica” degli scarichi e che, forse, avrebbe generato la fuga delle blatte verso l'esterno.

Proprio nei giorni scorsi, in una lettera aperta, Cittadinanza attiva aveva denunciato le condizioni di degrado e fatiscenza in cui versano molte aree della struttura ospedaliera minacciando la richiesta d'intervento dei Nas. 
«Le condizioni della nostra struttura ospedaliera - aveva scritto la presidente Maddalena Autiero - sono inaccettabili; essa appare ormai simile a una struttura da Terzo mondo: sporcizia diffusa, pavimenti rotti, servizi fatiscenti e una grave mancanza di ascensori operativi, che ostacolano l'accesso ai piani alti per pazienti e familiari. Ma ci chiediamo: dove è finito il rispetto per la nostra città? Pensate davvero che il silenzio possa durare per sempre? Ci troviamo costretti a considerare l'intervento dei Nas? Vogliamo davvero arrivare al punto di chiudere completamente il nostro ospedale?», aveva denunciato Autiero.