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Sabato, 13 Agosto 2022

POLITICA NEWS

Abramo cc, Sestito: «La classe politica e dirigente, e' colpevolmente assente!»

Posted On Lunedì, 07 Febbraio 2022 11:51 Scritto da Riceviamo e pubblichiamo

«Con la nomina da parte del Tribunale di Roma dei Commissari che dovranno sovrintendere alla gestione dell'azienda, si apre un altro capitolo della vicenda "Datel" che ha generato e continua a generare profonda angoscia e grande preoccupazione non solo tra i lavoratori e le rispettive famiglie, ma anche tra tutti i cittadini che hanno a cuore le sorti della nostra comunità». È quanto scrive Filippo Sestito, già candidato alle elezioni regionali con "Un'altra Calabria è possibile".

«Così come avvenuto in un passato recente – ricorda Sestito – con la chiusura delle fabbriche, chi ha il dovere istituzionale di intervenire in modo incisivo e determinante nella questione, i partiti, la classe politica e dirigente, è colpevolmente assente. Invece di coinvolgere i propri referenti politico-istituzionali a livello regionale e nazionale, i ministri ed i rappresentanti del governo espressione della propria parte politica richiedendo un impegno specifico per una questione vitale come quella della Datel, i partiti cosa fanno? Continuano a litigare per le segreterie, per qualche assessorato o qualche incarico negli enti».

«La politica così interpretata – chiosa Sestito – e l'azione dei partiti così impostata non hanno alcuna funzione sociale e non rappresentano minimamente i bisogni dei cittadini; rappresentano esclusivamente gli interessi, perlopiù economici e di potere, di chi fa politica o aspira a farla. Il modo in cui è stata gestita tutta la vicenda, in questi lunghi mesi, non ha sortito gli effetti sperati e si rischia di assistere al colpo definitivo al presente ed al futuro lavorativo delle tante lavoratrici e lavoratori del nostro territorio. Un colpo "mortale" per un territorio come quello di Crotone e della fascia ionica inferto dai Governi e dalle Amministrazioni che si sono succedute negli ultimi decenni e che hanno portato avanti politiche che hanno generato il depauperamento del tessuto economico-produttivo e sociale del Mezzogiorno italiano».

«Le stesse classi politiche e dirigenti – conclude Sestito – delle province di Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria hanno scientemente, spesso con l'avallo degli stessi politici crotonesi, messo in atto la distruzione e marginalizzazione dell'arco ionico calabrese riuscendo simultaneamente ad affossare in modo significativo la Calabria tutta, offrendo ai coaguli di potere ed alle consorterie criminali più o meno organizzate tutte le risorse destinate alle nostre comunità».