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Giovedì, 22 Febbraio 2024

POLITICA NEWS

Accordo Eni, scintille tra Pd e Voce su revoca interventi a ''San Giorgio''

Posted On Mercoledì, 25 Ottobre 2023 19:49 Scritto da

«Il Partito democratico cittadino, per avere evidentemente un po' di visibilità, continua ad essere critico sui temi ambientali, come se negli ultimi decenni fossero stati sulla luna. Rispondere su questi temi è come sparare sulla Croce rossa». È quanto replica in una nota il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, in replica all'attacco formulato dalla segreteria cittadina dei dem.

 

 

«Innanzitutto riferendosi alla mia elezione del 2020 – precisa Voce –, che avrei vinto con "l'onore delle armi", voglio far notare che di solito questo onore è lasciato a chi perde. Onore che in quella tornata elettorale il Pd crotonese nemmeno ha avuto, visto che non sono riusciti a presentare la lista. La mia amministrazione si sarebbe accontentata di 30 denari per far dimenticare la paura dell'inquinamento e dello sfruttamento. Mi sembra che la mano destra del Pd non sappia quello che ha fatto la mano sinistra negli anni passati. Il primo accordo sul gas con Eni (allora Ionica Gas SpA) lo sottoscrisse l'ex sindaco Vallone nel 2008, quando l'estrazione era ben superiore a quella attuale. Un accordo, quello del 2008, che alla fine ha portato veramente 30 denari, non come quello attuale che porterà nelle casse comunali quasi 17 milioni di euro. La transazione del 2008 prevedeva la fornitura da parte di Eni (Ionica Gas) di 6 miliardi di smc di gas a prezzo devettoriato, che non ha portato nemmeno un centesimo. Accordo che è scaduto nel 2011 e per i successivi cinque anni di sindacatura Vallone e del Pd non è stato rinnovato. Nel frattempo il gas la multinazionale ha continuato ad estrarlo e i cittadini non avrebbero beneficiato nemmeno dei 30 denari. La vera vergogna sono le trivellazioni. Verissimo. Peccato che al referendum che poteva mettere fine alle trivellazioni alla scadenza naturale delle concessioni, il Pd abbia dato indicazioni di non andare a votare, bocciando di fatto quella proposta. Se il Pd crotonese è preoccupato della Colonna di Capo Colonna, non può quindi che prendersela con sé stesso. Sulle bonifiche se abbiamo perso tempo (dal 2006 al 2017) è perché Eni ha fatto credere agli amministratori del Pd, che con alberelli magici potevano essere bonificati i siti inquinati di Pertusola. Per non parlare delle discariche e di quello che sta emergendo dall'inchiesta Glicine del Procuratore Gratteri. Ma torniamo alla luna. Se il Pd crotonese scambia gare di importanti lavori per decine di milioni come annunci, significa che vivono veramente sulla luna. Diciamo la verità: non sono credibili, perché hanno avuto la possibilità di cambiare la città e non l'hanno fatto e se ne assumano la responsabilità. Oggi Crotone vive una nuova fase politica e amministrativa, che non ha nulla a che vedere con quelle precedenti. Cantieri importanti sono iniziati e a breve ne partiranno altri perché le gare sono state espletate o sono in corso. Per fortuna i cittadini toccano con mano questi cambiamenti ed è la cosa più importante».

Nella nota diffusa sulla pagina Facebook dalla segreteria cittadina del Partito democratico si legge: «Corre l'anno 2011. Enzo Voce si candida a sindaco sventolando la bandiera ambientalista. La mancata bonifica, i morti per tumore, lo sfruttamento del territorio e del gas naturale: temi che toccano buona parte dei cittadini crotonesi, ma i risultati del candidato Voce sono comunque scarsi, per non dire scarsissimi. Ma Voce continua, ci crede... almeno così sembra! Stavolta ci credono anche i crotonesi: alle elezioni amministrative del 2020 Voce vince con l'onore delle armi, un plebiscito. “Cara Eni nuntereggae più, cara classe politica crotonese nuntereggae più”. Voce è sindaco, passano i mesi, passano gli anni, e intanto Eni, ma anche Voce sembrano aver completamente dimenticato la bonifica. Arriviamo a Natale 2022. Voce e Cretella annunciano "una nuova positiva pagina nei rapporti con Eni: una convenzione o sarebbe meglio definirla una transazione. Bastano 30 denari a far dimenticare la paura non del cane a sei zampe, ma dell'inquinamento e dello sfruttamento del territorio? Che poi non sono solo 30, ma complessivamente 16 milioni e 750 mila euro nelle casse comunali in cambio del potenziamento delle attività d'estrazione di metano in mare. O meglio, in cambio non solo di quello perché quei finanziamenti sarebbero finalizzati ad interventi in opere, servizi e forniture. Non male per la città, non male soprattutto per un sindaco che deve iniziare a pensare alla prossima campagna elettorale. Per seminare il terreno in vista delle prossime elezioni cosa c'è di meglio di opere, servizi e forniture? Forse "la guerra ad Eni", il principio del "chi inquina paga, dice la legge", il dubbio che "la subsidenza causata dalle piattaforme di Eni sta facendo crollare la nostra amata Colonna e il promontorio Lacinio", possiamo metterli da parte se riusciamo a concretizzare qualcosa di positivo per la città che intanto, dopo due anni di amministrazione Voce, continua ad essere in stand-by. Tutto ha un prezzo, a quanto pare, ma se è per il bene della città... Anche stavolta, il tempo passa, ma oltre gli annunci cosa vediamo di concreto? Sono passati quasi tre anni, tante conferenze stampa, ma non si intravede neanche l'ombra di un'idea o di un progetto serio per la città. Estate 2023: una bella abbuffata estiva offerta da Eni arricchita di concerti, spettacoli, sagre e premiazioni. Abbiamo tutti trascorso una bella estate, la Key Manhattan ha lasciato il mare crotonese (le altre piattaforme, quelle invece restano!), ma sarebbe utile anche quantificare le reali ricadute economiche per il territorio. Intanto i mesi trascorrono e con quelli anche il mandato del sindaco Voce. Ottobre 2023: si parla di nuovo, ancora, di ulteriori discariche, ma l'amministrazione già lancia il calendario degli eventi autunnali e la campagna Visit Crotone. Sempre tutto a spese di Eni che intanto tira su una nuova torre derrick a Capocolonna, nel nostro Parco archeologico (ah no, il parco ormai è accorpato a Sibari quindi a Cosenza, lo ha capito signor sindaco). Le opere e i servizi che Eni doveva e poteva finanziare dove sono? C'erano le vasche di san Giorgio: quasi 2 milioni per realizzare serbatoi utili per fronteggiare le continue carenze idriche della città, ma quelle per Voce possono aspettare. Anche perché sta arrivando Sorical e anche lì serviranno un bel po' di milioni per sanare i debiti. Stavolta non ci penserà Eni e quindi dovremo ricorrere alle bollette dei cittadini crotonesi. Sarà un problema del prossimo sindaco, intanto preoccupiamoci della campagna elettorale... stavolta con la consapevolezza che Enzo Voce non è l'ambientalista senza paura che i crotonesi avevano conosciuto e votato».