Domenica, 27 Settembre 2020

POLITICA NEWS

Redazione

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ospedale«Una boccata di ossigeno sì, ma anche un ulteriore indebolimento del sistema sanitario regionale e territoriale, solo così si può tentare di leggere l’ultimo Dca del commissario Cotticelli, il 135, recante disposizioni per l’assunzione di 429 operatori nelle varie aziende sanitarie della regione». È la dichiarazione stampa congiunta di Raffaele Mammoliti e Franco Grillo segretari generali della Cgil e Fp-Cgil area vasta (Cz-Kr-Vv).
«Un decreto – commentano – che, presentato in maniera roboante, in effetti non fa altro che sanare alcune assunzioni già effettuate, non dispone nuove assunzioni di personale se non quelle previste dai decreti della precedente gestione e che avevamo già considerato insufficienti a risolvere la drammaticità degli ospedali regionali. In alcuni casi poi, vedi Asp di Catanzaro (11 Assunzioni), Asp di Crotone (4 Assunzioni) e Azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio (16 assunzioni) sembrano rappresentare una beffa oltre che un danno per la garanzia dei Lea in quei territori».
«Al Pugliese Ciaccio – incalzano Mammoliti e Grillo –, ospedale di riferimento regionale, sulle 16 assunzioni autorizzate ben 6 sono di carattere amministrativo e le altre di fatto non tengono assolutamente conto del fabbisogno indicato dall’attuale direttore generale, che in una nota durissima indirizzata all’ufficio del commissario indica in ben 149 le figure, distinte per profili professionali, di cui l’Azienda ha urgente bisogno per continuare ad erogare alcuni servizi sanitari, pena la sospensione degli stessi. Ci interesserebbe poi conoscere come saranno reclutati i due dirigenti avvocato previsti nelle autorizzazioni al Pugliese Ciaccio visto che la procedura concorsuale attualmente in piedi e relativa ad un concorso che noi avevamo pesantemente contestato, ad oggi, per vicende note, risulta essere sospesa».
«A Crotone, poi, non tenendo – spiegano – assolutamente in considerazione le uscite per quiescenza del personale in servizio, sulle 4 assunzioni autorizzate una riguarda addirittura un chirurgo angioplastico che non sappiamo a cosa possa essere adibito considerando che la struttura ospedaliera del San Giovanni di Dio è priva, ad oggi, nonostante le innumerevoli rivendicazioni territoriali, di un reparto di emodinamica».
«Stesso destino – stigmatizzano – per l’Asp di Catanzaro che dovendo servire un territorio molto ampio, e con fuoriuscite dal lavoro numericamente rilevanti, con le 11 assunzioni autorizzate non avrà neanche il tempo di leccarsi le ferite prodotte dalla emergenza in cui versa. Discorso un po’ diverso per quanto riguarda l’Asp di Vibo Valentia e per l’Azienda Mater Domini: lì in effetti una boccata di ossigeno arriva con le autorizzazioni previste anche se non risolutive».
«In particolare l’Asp di Vibo – entrano ancora più nel merito –, che oggi versa in una situazione drammatica, nonostante le 89 autorizzazioni previste, e nonostante gli sforzi che dovrà fare, nel prossimo futuro non sarà comunque in grado di fornire tante prestazioni specialistiche e di cura e dovrà, come succede già oggi, richiedere l’accesso ai servizi dell’Hub di riferimento che è il Pugliese Ciaccio. E se il Pugliese Ciaccio, per le cose che abbiamo appena detto, continuerà a rimanere indebolito dalle scelte sin qui fatte dall’Ufficio del Commissario, paradossalmente anche quella boccata di ossigeno della Asp di Vibo si trasformerà in un agguato mortale per la sanità di quel territorio».
«Sostanzialmente – commentano amaro – l’Area centro della Calabria, quella più di altre deputata a nostro avviso ad essere riferimento per l’offerta di salute della nostra Regione, (non sarà un caso se è proprio in quest’area che si discute della integrazione tra l’università e l’Ao Pugliese Ciaccio per realizzare un polo sanitario di interesse non solo regionale) ne esce fortemente penalizzata e depotenziata».
«Per chiudere – incalzano Mammoliti e Grillo – definiamo ancora più incomprensibile la parte del decreto che impone la chiusura dei rapporti di lavoro flessibile e, di conseguenza, il licenziamento dei precari, in una situazione in cui forze sociali ed istituzioni stanno tentando di dare soluzione alle tante figure interessate e che allo stato risultano essere indispensabili per il mantenimento dei Lea nei nostri presidi, ad iniziare dalla Ao Pugliese Ciaccio».
«Ci sembra oramai improcrastinabile – esorta la Cgil – una azione da parte dei sindaci di tutta l’area centro della Calabria che, se vogliono continuare a dare garanzie sulla sostenibilità dell’offerta di salute ai propri cittadini devono incominciare a pensare che rispetto alla straordinaria emergenza che si è determinata si può solo rispondere con azioni straordinarie e di grande responsabilità».
«Nessuna lamentela – concludono – rispetto alle assunzioni previste quindi, ma una necessaria riflessione sui criteri utilizzati per le scelte adottate e sulle ricadute delle stesse sul sistema sanitario calabrese e sui bisogni di salute delle nostre popolazioni che ci portano a rivolgere un invito al Sindaco della città capoluogo di regione a che possa convocare sin dalle prossime ore un incontro con i sindaci delle città capoluogo di provincia dell’area centrale e il management delle aziende ospedaliere e sanitarie di quei territori per intraprendere azioni comuni e far fronte al disastro che da anni ormai si perpetra nei confronti di quei territori».

 

 

 

«Attraverso queste parole, vorrei spiegare il significato delle due sculture che sono state posizionate nei giorni scorsi nelle rotonde di Viale Gandhi e di Santa Rita». A renderlo noto attraverso la pagina Facebook del Comune di Crotone è l’ideatore delle opere, Luca Sanguedolce. «Le sculture in questione – spiega –, realizzate dalla Saipe che ringrazio pubblicamente e da me disegnate e donate alla città, vogliono descrivere, in modo del tutto personale,

eroina buste manoArrestato crotonese per detenzione ai fini di spaccio di eroina. È accaduto alle ore 16.15 di ieri, quando personale della Squadra Volante in servizio di controllo del territorio ha notato, sotto un portico nel quartiere “Fondo Gesù”, zona nota per l’elevato tasso di criminalità, nonché per lo spaccio di sostanze stupefacenti, un pregiudicato del luogo, seduto su una panchina. Una volta raggiunto l’individuo, gli agenti lo hanno sottoposto a perquisizione personale e hanno rinvenuto, all’interno di un pacchetto di sigarette 11 involucri di sostanza stupefacente del tipo eroina, per un peso lordo di 5,2 grammi che è stata opportunamente sequestrata. Il personale delle Volanti ha pertanto tratto in arresto l’uomo, T. A., crotonese, di 38 anni, con numerosi precedenti di Polizia, perché resosi responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

 

 

 

 

 Notte magica al Palamilone di Crotone per merito dello Squalo rossoblu' il quarantaduenne Tobia Loriga che conquista ai punti il titolo italiano pesi welter per la seconda volta. Sono 109 I combattimenti all'attivo di Loriga di cui 102 vinti. Questa sera ha incrociato e vinto con i guantoni del trentenne campione Italiano uscente Emanuele Cavillucci (che aveva conquistato il titolo lo scorso marzo). Palasport pieno a tifare per Tobia.

elisoccorso voloSAN MAURO MARCHESATO - Un operaio, Mario Angiono, di 48 anni, di Crotone, è morto stamani a San Mauro Marchesato, nel crotonese, in un incidente sul lavoro. L'uomo è precipitato da un'impalcatura in un cantiere. L'operaio, dipendente di un'azienda edile, stava lavorando alla ristrutturazione di un edificio privato che si affaccia su una delle principali strade del piccolo centro. Per cause da accertare, Angiono è caduto da un'altezza di circa 15 metri. L'operaio è stato soccorso dai sanitari del Suem 118, che hanno chiesto l'intervento dell'elisoccorso giunto nel campo sportivo di San Mauro Marchesato, ma per lui non c'è stato nulla da fare. Sul posto, per le indagini, sono intervenuti i carabinieri di Santa Severina e gli ispettori dell'Azienda sanitaria provinciale.

 

«Ancora una tragedia sul lavoro in questa martoriata terra. A perdere la vita è il quarantottenne crotonese Mario Angiono, deceduto dopo essere caduto da un ponteggio alto circa 15 metri, mentre stava lavorando in un cantiere a San Mauro Marchesato, località della provincia crotonese». È il comunicato di cordoglio per il tragico accaduto a firma della Cgil area vasta (Catanzaro, Crotone e Vibo), Fillea Calabria e Fillea area vasta (Catanzaro, Crotone e Vibo). «Come Organizzazione sindacale – è scritto nel comunicato – oltre ad esprimere alla famiglia ed ai colleghi di lavoro la nostra più sentita vicinanza esterniamo forte preoccupazione sulla incidenza di infortuni mortali della provincia di Crotone, che detiene il triste primato di maglia nera. Esiste una vera e propria emergenza e per tale ragione sollecitiamo ancora una volta tutti gli attori responsabili ad attivare quanto di propria rispettiva competenza per fronteggiare e fermare, adeguatamente attraverso la cultura della prevenzione nonché dei necessari controlli, questo stillicidio di vite umane. Occorre individuare risorse e strumenti adeguati per migliorare e intensificare, attraverso l’assunzione di personale dedicato, l’azione ispettiva degli organi di controllo. In tale direzione terremo già a partire dai prossimi giorni assemblee nei luoghi di lavoro per richiamare alla responsabilità anche le imprese che spesso considerano la sicurezza un costo e non un investimento. Tale attività proseguirà con una forte iniziativa pubblica presso le sedi istituzionali deputate, sollecitando a tal fine la Regione Calabria a convocare il Comitato regionale di coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza e l’Osservatorio costituito presso la Prefettura di Crotone».

 

 

 

 

 

 

crugliano felice pugliese germinara pace«Agire per affermare il principio di legalità e rispetto del territorio». Si inserisce in questo contesto l'azione che l'amministrazione sta conducendo in relazione alla demolizione di manufatti abusivi presenti in città. Dopo la demolizione delle venti villette in località Campione, in questi giorni è in corso la demolizione di manufatti abusivi lungo le sponde del fiume Esaro. I particolari dell'attività sono stati presentati questa mattina dal sindaco Ugo Pugliese nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato l'assessore ai Lavori Pubblici Giuseppina Felice, l'assessore all'Urbanistica Nino Crugliano, il dirigente del settore Lavori Pubblici Giuseppe Germinara e il funzionario comunale Danilo Pace. Un percorso specifico e sinergico del Comune di concerto con la Procura della Repubblica e le Forze dell'Ordine che prevede una serie di interventi finalizzati, non solo a "liberare" il territorio da costruzioni abusive, ma anche ad evidenziare la necessità di affermare la cultura della legalità come elemento di crescita della comunità tutta.

demolizione box fondo gesù crotoneNello specifico l'intervento illustrato nel corso della conferenza stampa ha anche un aspetto relativo alla sicurezza. Infatti i manufatti erano stati abusivamente costruiti sull'argine del fiume Esaro. La loro demolizione contribuisce alla sicurezza di un'area ad alta densità abitativa. Sono ventisette i box abusivi oggetto dell'attività, di cui dieci già demoliti e altri in corso di demolizione. Sarà asportato anche l'eternit, ulteriore elemento di pericolosità, che era presente nelle strutture. «La giustizia - ha detto il sindaco Ugo Pugliese - arriva per tutti. Per tutti coloro che agiscono contro la legge a danno della comunità. Ma c'è giustizia allo stesso tempo, in senso positivo per coloro che, viceversa, vivono e contribuiscono a costruire lo spirito della cultura di legalità ed hanno diritto di vivere in una città dove il territorio sia rispettato. Queste azioni vogliono contribuire a far crescere sempre di più questa cultura. Su questo tema, che riguarda anche la vivibilità cittadina, si sta facendo un inteso lavoro di squadra tra gli assessorati ai Lavori pubblici, Urbanistica e Quartieri», ha concluso il sindaco.

 

 

 

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