Martedì, 20 Ottobre 2020

POLITICA NEWS

Ballottaggio, strali di Galea e Intrieri dopo l'endorsement al voto del commissario Iacucci

Posted On Martedì, 29 Settembre 2020 18:43 Scritto da Riceviamo e pubblichiamo

«Di una gravità unica va definito l'intervento a gamba alzata, in piena campagna elettorale della nostra città, del commissario Iacucci che, senza preliminarmente consultare gli organi interni del Pd, ha preso l'incauta decisione di schierare il nostro Partito a favore della candidatura Voce». È quanto scrive Mario Galea presidente dell’assemblea provinciale del Pd di Crotone.

«Detta decisione – commenta Galea –, per il modo in cui è stata presa, oltre che per il suo merito, contravviene, innanzitutto, ad ogni più elementare principio di democraticità e, in secondo luogo, autorizza i nostri avversari ad accusarci di doppiogiochismo e di tradimento dei nostri tradizionali valori. E non favorisce certo la ricomposizione e la ripresa di un proficuo dialogo tra le parti in cui risulta a tutt'oggi diviso il nostro Partito, né tantomeno riesce a dargli la giusta spinta perché presto riconquisti il suo tradizionale ruolo all'interno della vita politica crotonese. La posizione più corretta da adottare è quella di lasciare liberi i nostri elettori di esprimere il proprio voto, poiché essi non mancano certo né della coscienza politica, né dell'intelligenza necessaria per decidere con la propria testa».

Sulla stessa vicenda è intervenuta anche in qualità di componente dell’assemblea nazionale dei de, anche l’ex parlamentare Marilina Intrieri che ha scritto al segretario nazionale, al commissario regionale della Calabria e alla segreteria cittadina del Ps. Intrieri nell’oggetto della missiva definisce «incomprensibile dichiarazione di voto del commissario provinciale del Pd in favore del candidato autonomista per il turno di ballottaggio a Crotone».

«L'esito del voto al primo turno per le elezioni amministrative di Crotone – analizza Intrieri – ha visto tutte le forze politiche tradizionali presenti nella competizione elettorale uscire indebolite con Fi che raggiunge a mala pena un dato a doppia il 12%, la lega che si ferma al 3,61%, FdI poco più del 6 %. In questo la lista promossa dal Pd cittadino, privata del simbolo, raccoglie il 5,50 %. Il candidato civico col suo 36% supera quello del centrosinistra che con il 21,50 % non andrà al ballottaggio, quello del movimento 5 stelle che si ferma al 4,9%, mentre le liste del centrodestra totalizzano il 49,93, insomma per le forze progressiste questa volta non c'è stata proprio partita nella nostra città che è cambiata».

«Il Pd cittadino di Crotone – commenta Intrieri –, all'indomani dell'esito elettorale del primo turno si è espresso per l'equidistanza dai due candidati a sindaco che andranno al ballottaggio e non poteva essere altrimenti stanti la lontananza ideale e valoriale. Era evidente per il neopopulismo che si avvertiva e rischiava di affermarsi, che non c'erano altre strade per il Pd che mantenere salda l'alleanza di centrosinistra delle Regionali, non sarebbe stato possibile solcare altre strade simili a quelle delle forze populiste in una città le cui condizioni di contesto presentano complessi fattori di incertezza; bisognava invece cercare di ostacolare il più possibile il quadro che purtroppo si è realizzato per il secondo turno».

«Leggo invece oggi – incalza Intrieri – che il commissario provinciale del partito, in una assemblea da lui promossa con una sola parte di militanti da lui scelta, peraltro rimasti fuori dalla competizione elettorale, escludendo quanti si sono spesi direttamente nella campagna elettorale, si è espresso in favore di uno dei due candidati a sindaco per il turno di ballottaggio, quello autonomista, espressione chiara  di forze populiste, intese come categoria politologica che si colloca nell'ambito dello sgretolamento del sistema partiti e dell'annichilimento delle funzioni parlamentari. Esprimere il sostegno al ballottaggio a un candidato populista ambientalista, portatore di una idea di opposizione alla democrazia costituita, che ottiene il consenso sulla condivisione di giudizi gridati di storture evidenti come base della sua legittimazione è per il Pd a mio parere, davvero una cosa grave».

«Questo dà la cifra – sostiene Intrieri – della grande confusione politica che alberga nella mia città ricca di una storia democratica alle spalle, oggi priva di una rappresentanza politica provinciale che dovrebbe difendere valori, storia, cultura del partito. In tale contesto, la segreteria cittadina del Pd, forte di una classe dirigente solida che aveva ben presente il clima politico e il rischio dell'affermarsi di neopopulismi difficili da arginare, avrebbe dovuto ricevere il sostegno del commissario provinciale che, invece, non addentro alle condizioni di contesto locale, si è lasciato irretire dal fascino di irrealizzabili percorsi, senza ascoltare chi conosce nel suo profondo la città. A Crotone come a Venezia, come a Matera, il risultato ci dice che gli umori degli elettori delle città con una importante storia industriale in crisi alle spalle e una forte storia della sinistra, sono cambiati profondamente».

«Una dichiarazione quella del commissario provinciale – stigmatizza Intrieri – improvvida, fatta in una città profondamente democratica che va conosciuta bene prima di avventurarsi in sentieri nuovi e rischiosi specie alla luce del quadro di grande debolezza della politica emerso dal voto con l'affermazione di forze esterne ai partiti. Pertanto al di là dell'orientare consensi, resta il dato politico grave del comportamento di un commissario provinciale che si esprime per contrastare pubblicamente la legittima e a posizione espressa dalla segreteria cittadina a contrasto della bestia dell'antipolitica che anche a Crotone cerca nuove strade e nuova rappresentanza anche negli elettori e nei dirigenti del Pd».