Venerdì, 27 Novembre 2020

POLITICA NEWS

Bonifica e ''affaire'' Ionio Fuel: Barbuto e Corrado (M5s) incalzano il ministro Costa

Posted On Mercoledì, 28 Ottobre 2020 19:11 Scritto da Redazione

«Le deputate pentastellate Elisabetta Barbuto e Margherita Corrado – riferisce un post sulla pagina Facebook della senatrice crotonese – hanno incontrato ieri mattina, presso il dicastero per l’Ambiente, il ministro Sergio Costa per confrontarsi su alcune tematiche che riguardano la città di Crotone ingiustamente penalizzata, negli ultimi anni, da un trend estremamente pregiudizievole per l’ambiente e la salute dei suoi cittadini».

«Negli ultimi giorni, infatti – riferiscono le parlamentari –, gli organi di stampa hanno riportato la notizia di un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, presentato dall’Eni e notificato nel mese di giugno al Comune, alla Provincia di Crotone nonché alla Regione Calabria e al ministero dell’Ambiente, avverso alcune prescrizioni del decreto con il quale veniva approvata la fase 2 del Pob e che prevedevano il trasferimento fuori regione dei rifiuti tossici rinvenienti dalle operazioni di bonifica».

«Ebbene – riferiscono Barbuto e Corrado – si è appurato, nel corso dell’incontro, che il ricorso non risulta ancora istruito per cui appaiono estremamente superficiali le conclusioni che vengono tratte, frettolosamente e allo stato senza alcun fondamento, da alcuni articoli che darebbero già per scontato il trasferimento delle scorie e dei veleni da rimuovere dalle aree interessate dalle operazioni di bonifica nello stesso territorio del comune di Crotone e precisamente nella discarica privata di Columbra».

«È stata, invece, ampiamente evidenziata – riferiscono –, l’assurdità di una deposizione e di uno smaltimento delle scorie rimuovendole dai siti inquinati a pochissima distanza dal sito da bonificare perché, inevitabilmente, il problema resterebbe sempre a Crotone con un assurdo gioco delle tre carte che penalizzerebbe e mortificherebbe i cittadini a tutto vantaggio di interessi squisitamente privati. Quelli dell’Eni, mirati ad un risparmio dei costi di smaltimento delle scorie con uno spostamento minimo delle stesse e quelli di privati che, al contrario, realizzerebbero un guadagno stratosferico dall’assurda e risibile operazione di spostamento delle scorie di pochi chilometri dal lato nord al lato sud della città».

«Abbiamo, pertanto, chiesto al ministro – informano ancora le parlamentari crotonesi – una presa di posizione ferma in merito e auspichiamo che tutti gli altri attori istituzionali coinvolti facciano lo stesso - dichiarano le deputate - affinché la tragedia finora rappresentata non diventi una farsa. Il fatto che Crotone sia un Sito di bonifica di interesse nazionale (Sin) e che ancora non si riesca a venire a capo di questa vicenda tanto complessa quanto sottovalutata, costituisce, inoltre, un elemento di valutazione negativo per la richiesta di avviare iniziative imprenditoriali che aggravino, prima ancora che vengano risolti, i problemi esistenti in materia di ambiente, salute e sicurezza pubblica. Stiamo parlando dell’impianto di rigassificazione di Gnl presentata dalla società Ionio Fuel, quasi come una panacea per la città in termini occupazionali».

«Ai sensi, infatti, del decreto “Semplificazioni” – evidenziano Barbuto e Corrado –, recentemente convertito in legge, sono precluse esplicitamente queste tipologie di impianti in aree, sia a terra che a mare, caratterizzate dalla presenza di siti di interesse nazionale da bonificare e in aree alle stesse limitrofe. Ecco perché desta non poca meraviglia il fatto che una testata nazionale come Repubblica abbia dato una notizia non corrispondente al vero allorché ha scritto di un presunto “via libera” che sarebbe stato rilasciato dal ministero dell’Ambiente al progetto mentre risulta, allo stato, che la richiesta di Via presentata dalla Ionio Fuel presso lo stesso dicastero, sia stata archiviata per mancanza della necessaria e prescritta documentazione».

«Riteniamo – concludono le parlamentari – che la città di Crotone debba decisamente voltare pagina verso un futuro veramente green, un futuro diverso basato su un approccio radicalmente nuovo e totalmente rispettoso nei confronti dell’ambiente; un futuro basato essenzialmente e principalmente sulla valorizzazione dell’inestimabile patrimonio del territorio costituito dalle sue bellezze naturali, dalle sue millenarie tradizioni archeologiche, storiche e culturali e siamo sicure che gli importanti annunci sulle prossime strategie della Regione in campo ambientale non possano che andare in questa direzione. O almeno lo speriamo vivamente. Staremo a vedere».