Giovedì, 22 Ottobre 2020

POLITICA NEWS

Ballottagio│Candidato forte con liste deboli, candidato debole con liste forti: come finira'?

Posted On Sabato, 26 Settembre 2020 12:00 Scritto da Riceviamo e pubblichiamo

Il primo turno delle elezioni amministrative non ha indicato un vincitore netto, né lascia spazio a facili pronostici: Crotone avrà bisogno ancora di qualche giorno per conoscere chi la guiderà nei prossimi anni.

Tuttavia, questo primo turno, indifferentemente da come dovesse concludersi il ballottaggio, consegna un dato di rilievo.

Le due coalizioni che accedono al secondo round sono promotrici di due candidature a sindaco diametralmente opposte, non solo a livello umano e politico, ma anche per ciò che riguarda l’indicazione stessa del candidato.

Il centrodestra propone un avvocato, estraneo ad esperienze politiche, frutto del compromesso finale tra le numerose liste che compongono la sua coalizione.

La coalizione civica che vi si oppone nasce invece sulla spinta del candidato sindaco, già protagonista di una forte affermazione personale alle elezioni regionali di gennaio.

Nel primo caso, il candidato è sostenuto da ben dieci liste, l’unica coalizione ad avere al suo interno partiti di livello nazionale e al governo della Regione. Questa “corazzata” ha ottenuto circa 16.000 voti, avvicinandosi già al primo turno alla maggioranza assoluta: tale risultato non si spiega solo per il numero di liste ma anche per alcuni candidati al loro interno, politici di lungo corso dal sicuro e costante tesoretto di preferenze.

Nel secondo caso, invece, il candidato sindaco ha ottenuto circa 4.000 voti in più di tutte le sue quattro liste che lo sostenevano, divenendo il principale beneficiario del voto disgiunto.

Quindi, questo primo turno ci ha consegnato due opzioni contraddittorie: un candidato debole espressione di una solida coalizione, uno sfidante forte con liste deboli al suo fianco.

Entrambi i candidati sono, ciascuno a modo proprio, espressione della crisi sistemica della politica crotonese e dei suoi partiti. Formazioni politiche che si aggregano solo in prossimità del voto, scarsamente legate dal punto di vista ideologico e programmatico, a fatica riescono a convergere su un candidato se non con un compromesso al ribasso.

L’alternativa è rappresentata da cavalcate solitarie, prive di un appoggio politico ben radicato in città e mera espressione di forti personalismi. Certo, la riforma elettorale del 1993, con la sua elezione diretta del sindaco, aveva nei suoi intenti quella di creare un rapporto forte tra l’elettorato e il primo cittadino, spostando il baricentro dai partiti in Consiglio comunale all’organo monocratico. Ma bisogna comunque tenere presente che un sindaco privo di una classe dirigente e politica alle spalle, difficilmente si rapporterà con gli altri enti e istituzioni, faticando ad imprimere il suo indirizzo politico.

Solo il ballottaggio saprà dirci quale delle due tendenze verrà premiata dagli elettori.

Alessandro Milito