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Domenica, 21 Aprile 2024

POLITICA NEWS

Congresso Pd, dirigenti della federazione di Crotone: «L'unita' e' solo sulla carta»

Posted On Giovedì, 26 Gennaio 2023 18:35 Scritto da

«Partito democratico: dopo un anno, occorre fare una riflessione». È quanto scrivono in una nota Annibale Parise, Francesco Scarpelli, Gianpiero Amato, Sergio Arena, Sergio Contarino, Giuseppe Corigliano, Emilio Drago, Alessandro Giancotti, Francesco Greco, Angela Riolo, Manuela Vaccaro e Domenico Voce.

«Con l’inizio dei confronti pubblici tra i candidati - scrivono - alla Segreteria nazionale del Partito democratico, siamo entrati nel momento più importante e significativo del Congresso. Constatiamo che tutti i candidati, sono d’accordo su due semplici parole: identità e condivisione. Registriamo con interesse da una parte, la proposta di Cuperlo, attrattiva dal punto di vista politico che esterna una posizione autonoma e qualificante del partito e dall’altra, la Schlein che mira a rafforzare la democrazia interna e rivitalizzare i quadri dirigenti. Entrambe le candidature si collegano, a una sinistra sociale, sparita da tempo. Proprio oggi , con al governo la destra che si è fatta già conoscere, abbiamo bisogno di un partito che oltre a riflettere, su come strutturarsi e organizzarsi, dovrà proporre ai cittadini un’innovativa piattaforma politica».
«Diversa la situazione - sottolineano - a livello territoriale. Sull’impostazione regionale, registriamo un complessivo appiattimento della deputazione, su un’unica proposta congressuale. Tale scelta, pur democratica, rischia non solo di stroncare una minima discussione, ma rende più debole, una fase congressuale già di per se difficile. Non convince la posizione dei consiglieri regionali, di limitare la partecipazione democratica a pezzi importanti della società e della sinistra calabrese. Gli stessi consiglieri, dimenticano che la fase costituente congressuale , è finalizzata a migliorare l’empatia, verso coloro che hanno deciso di lasciare il Partito democratico».
«Ancora più difficile e complicata - sostengono - la situazione a livello provinciale. La proposta congressuale unitaria, aveva trovato ampia convergenza nel gruppo dirigente provinciale. Da segnalare che una parte del gruppo dirigente, comprendendo le difficoltà iniziali, ha sempre evitato di evidenziare pubblicamente e per senso di responsabilità, diverse e palesi disfunzioni, emerse in questo periodo. Ma è trascorso un anno, occorre fare una seria riflessione. Non convince come l’unità, pur sbandierata nel congresso è rimasta solo sulla carta. Constatiamo che diversi gruppi dirigenti, si sono allontanati dalla vita attiva del partito, scegliendo altre strade o lasciando gli incarichi congressuali, nell’assoluto silenzio del ristretto gruppo che dirige il partito».
«Non convince il trattamento politico - incalzano - verso i sindaci del Partito democratico. Alcuni sono stati lasciati al loro destino, altri, invece, si sono allontanati o sono stati contrastati, senza alcuna valida motivazione, evitando anche di aprire una seria e valida attività di confronto con gli stessi. A questi sindaci, la nostra massima stima, non solo per il consenso ottenuto dai cittadini ma soprattutto per l'attività difficile e impegnativa che è quella del sindaco».
«E infine - scrivono i firmatari - la vicenda di Cutro. Con la mancata presentazione della lista alle elezioni comunali di Cutro, il segretario provinciale ha evidenziato, non solo poca esperienza ma evidenti difficoltà al confronto. Si è scelto la strada della tifoseria. Non si è, invece, lavorato per rafforzare il dialogo e il confronto all’interno del partito. Non convince l’organizzazione del partito messa in campo e i risultati ottenuti sono evidenti, a cominciare dallo stato dei circoli e del tesseramento. Gli iscritti non allineati, molte volte, non solo, sono rimasti esclusi, ma non si è mai messo in campo un’ attività per ricostruire un confronto civile e costruttivo. Anzi, si è lavorato a ulteriori allontanamenti, favorendo un finto ricambio che non ha nessun collegamento all’appartenenza del partito. Si è voluto scegliere la strada per puntare a una leadership numerica, fatta di tessere e non di donne, uomini e idee».
«È evidente - prosegue la nota - che stiamo arrancando dappertutto, a cominciare dalla città capoluogo. Tale situazione, non ci proietta con positività ed entusiasmo, per le prossime scadenze elettorali che dovranno vedere il Partito democratico protagonista. Siamo consapevoli che siamo di fronte a una traversata nel deserto, impervia e difficile. Coscienti che sarà un percorso a ostacoli che dovrà vederci, non solo maggiormente organizzati e presenti sui territori ma soprattutto coesi fra noi.
E non pensiamo che sia il Congresso ,a stabilire una strada vincente. Per l’ennesima volta, saranno i gruppi dirigenti a dimostrare se sono all’altezza della situazione, iniziando dall’autonomia territoriale del partito democratico ,rispetto alle solite logiche regionali e nazionali».
«Il nostro è un appello alla responsabilità - conclude il documento -, indirizzato a tutti coloro che hanno abbandonato o sono perplessi sul futuro del Partito democratico. Lavoriamo a una fase organizzativa più’ incisiva del partito, senza trucchi ed evitando di indossare la maglietta del tifoso. L’impegno per una fase nuova del Partito democratico, nella quale la strada maestra, dovrà essere
la condivisione e la partecipazione. Su questo percorso, noi ci siamo».