Sabato, 28 Novembre 2020

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Correggia (M5s): «Tre motivi per dire no al rigassificatore nell'area industriale di Crotone»

Posted On Giovedì, 14 Maggio 2020 17:11 Scritto da Riceviamo e pubblichiamo

«La tutela dell'ambiente è una delle nostre stelle». È quanto scrive Andrea Correggia, già portavoce comunale del Movimento 5 Stelle di Crotone.

«La nostra missione – cita l’ex consigliere comunale – è quella di contribuire alla diffusione di quello che è il carburante verde per eccellenza: il Gnl (Gas naturale liquefatto): con questo mood aziendale la società "Ionio Fuel srl" si appresta a finalizzare l'accordo con il territorio pitagorico e nello specifico a sentire gli obiettivi c'è da chiedersi come e in che modo tale imponente progetto si tradurrà in ricaduta sul territorio visto e considerato che un impianto del genere necessiterà di operatori altamente specializzati quindi difficilmente avrà ricadute in termini socio-economici per la città ma c'è dell'altro e anche più preoccupante».

«Il disegno – spiega Correggia – è certamente ambizioso: fare del porto di Crotone un hub per le attività di rifornimento navale nel Mediterraneo da 20mila metri cubi nell'area industriale della città calabrese, inserendo l'area nel più ampio processo di transizione verso sorgenti di energia "a basso impatto ambientale". Ma sarà tutto così bello veramente? È certo però, che la parola "ambiente" smuove in noi una sorta di campanello d'allarme».  

«Crotone in materia di ambiente – contesta Correggia –, dalla chiusura della zona industriale per danni ambientali, e il conseguente inizio della conta dei morti per vari tumori da trent'anni a oggi, si è "formata" a sua spese ed è diventata prima della classe italica.  Ad oggi è la città calabrese con la più alta presenza di discariche in Calabria e del sud Italia, senza contare la presenza del Sin la cui pianificazione di bonifica tra battute d'arresto in itinere e ridiscussioni in corso ha oltremodo esacerbato gli animi tra i vari attori istituzionali e i cittadini. Siamo tutti consapevoli che ciò che la Costituzione chiama "diritti inviolabili dell'individuo" per noi sono nervi scoperti come appunto il tema caldo con cui ci scontriamo quotidianamente: "Il diritto alla salute"».

«A ben vedere quindi – commenta Correggia –, la risposta del territorio è stata immediata, ad opera del Movimento 5 Stelle di Crotone rappresentato in parlamento alla camera dei deputati dall'onorevole Elisabetta Barbuto. L'onorevole infatti tramite interrogazione in merito al progetto presentato dalla società Ionio Fuel, che avrebbe intenzione di realizzare nell'area periferica nord di Crotone ed in corrispondenza dell'area Corap un impianto di rigassificazione, non ha esitato a definire: "una vera e propria bomba in quiescenza alle porte della nostra città"».

«Ma perché il Movimento 5 Stelle crotonese prosegue Correggia – si oppone ad un'opera che la società definisce: "valorizzazione della posizione baricentrica di Crotone rispetto alle rotte marittime tra il Canale di Suez e Gibilterra per inserire il capoluogo pitagorico in quello che è definito circa un quinto dei traffici commerciali a livello mondiale"? Sono tre i motivi Principali».

«Il primo – sottolinea l’ex consigliere comunale – riguarda le emissioni di metano in atmosfera da parte dell'industria del settore dell'energia che sono sottostimate come è sottostimato il danno alla salute: Il metano è il peggiore tra i gas serra. ll settore delle estrazioni ne disperde in atmosfera 13 milioni di tonnellate l'anno, il 60% in più di quelle stimate dalle Agenzie per la Protezione dell'Ambiente; la maggior parte delle emissioni è causata da perdite negli impianti, macchinari mal funzionanti e mancanza di figure professionali nella gestione dei processi produttivi. L'impatto sul clima di questi problemi tecnici sarebbe pari a quello provocato in un anno dalle emissioni di Co2 di tutti gli impianti a carbone del Paese. Il metano, è un potente gas serra il cui effetto in termini di riscaldamento dell'atmosfera è 80 volte superiore a quello della Co2 nei primi 20 anni dopo l'emissione. Le emissioni di metano prodotte dall'industria estrattiva negli ultimi due decenni avrebbero azzerato i benefici sul clima portati dalla conversione a metano degli impianti a carbone nello stesso periodo».

«Il secondo motivo – elenca correggia – è che, non è stata effettuata la procedura di valutazione d'impatto ambientale (Via) come è accaduto a Rosignano, dove il Tar del Lazio si è pronunciato sul progetto di "Revisione alla variante progetto Rosignano". Secondo la sentenza deve essere sottoposto alla procedura di Valutazione d'impatto ambientale (Via) e quindi accolto dunque parzialmente il ricorso proposto dal Wwf Italia».

«Ultimo motivo – evidenzia Correggia –: l'esperienza Triestina. Dopo 14 anni, nel maggio del 18', il gigante energetico spagnolo abdica all'idea di realizzare un terminale di rigassificazione a Zaule. Le associazioni, i cittadini e tutto il territorio motivano così lo scampato pericolo: "Si conclude così un'odissea durata 14 anni, durante i quali la possibilità che il golfo venisse solcato settimanalmente da enormi navi gasiere ha pesato sullo sviluppo portuale e sull'ambiente triestino come una spada di Damocle"».

La soluzione è per Correggia «in prima battuta, quella più ovvia: evitare l'ennesimo sciacallaggio ai danni del territorio e della salute di tutti noi e poi nel lungo periodo, capire come uscire dall'era dei combustibili fossili. Non fosse altro perché una delle cinque, cosi famose e tanto vituperate Stelle che "marchiano" il MoVimento indovinate qual è? L'ambiente!», conclude Correggia.