Mercoledì, 30 Settembre 2020

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Coordinamento regionale Pd: fuori gli ''oliveriani'', rilfessi anche su Crotone

Posted On Mercoledì, 12 Agosto 2020 22:00 Scritto da Gaetano Megna

Costituito il coordinamento regionale per rilanciare il Partito democratico. Della provincia di Crotone ne fanno parte Sergio Arena, Carolina Girasole e Franco Iacucci.

Il coordinamento regionele, oltre a loro, è composto da Antonio Viscomi, Vincenzo Insardà, Giovanni Puccio, Gianluca Cuda, Marco Miccoli, Giuseppe Falcomatà, Domenico Bevacqua, Carlo Guccione, Nicola Irto, Libero Notatarangelo, Luigi Tassone, Teresa Esposito, Luigi Barbera, Domenico Battaglia, Angela Nucera, Cosima Pacici, Nensi Spatari, Andrea Tripodi, Sebi Romeo, Angela Robbe, Fabio Guerriero, Raffaele Mammoliti, Maria Saladino, Luciano Di Leone, Giuseppe Giudiceandrea, Pietro Lecce, Ferdinando Nocito, Gianluca Succurro e Aldo Zagarese. La novità è rappresentata dall’esclusione della parlamentare Enza Bruno Bossio. Sembra proprio che il coordinamento sia stato fatto per dare l’ultima spallata all’ex governatore della Calabria Mario Oliverio. In particolare della provincia di Crotone non sono stati indicati rappresentanti dell’area che fa riferimento alla segretaria cittadina Antonella Stefanizzi. Non c’è lei e non ci sono nemmeno i dirigenti che, negli ultimi anni, hanno fatto la storia dem. Si cambia pagina e per il prossimo congresso si punta su Arena e Girasole. A loro toccherà organizzare il partito per affrontare il congresso regionale che porrà fine alla gestione commissariale di Stefano Graziano e poi quello provinciale. Prima finisce il commissariamento di Graziano e meglio è per la Calabria e per le realtà provinciali. Graziano ha la responsabilità di avere soffiato sul fuoco delle divisioni nella provincia di Crotone. Mentre il commissario provinciale Franco Iacucci ha preso le distanze da Enzo Sculco, ritenuto responsabile politico del fallimento dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Ugo Pugliese, Graziano è venuto a Crotone per benedire l’accordo con il “reuccio”. Ha partecipato, infatti, all’assemblea cittadina convocata da Stefanizzi e ha invitato questa parte del Pd ad andare avanti in netto contrasto con Iacucci.  Il commissario regionale ha dato l’idea di alimentare le divisioni tra il partito cittadino e quello provinciale. Il congresso, quando si celebrerà, porrà fine anche a questa incredibile situazione. Iacucci e la parte del Pd che non vuole e non voleva l’accordo con Sculco hanno vinto su tutti i fronti. Proprio oggi Nicola Oddati, della segreteria nazionale, ha annunciato che sarà Iacucci a decidere l’assegnazione del simbolo. Anche in questa diatriba del simbolo Graziano non ha aiutato e i danni che sono stati fatti sono davvero grossi. La polemica del simbolo addirittura non si chiude, perché Marilina Intrieri ha diffuso un nota che mette in discussione l’intervento di Oddati. Una nota che nei contenuti è stata riproposta anche dalla segretaria Stefanizzi. Se Intrieri e Stefanizzi dovessero avere ragione, la spirale in cui è prigioniero il Pd non si fermerebbe più. Iacucci è uno dei nomi che fanno parte del coordinamento per la ricostruzione del partito regionale. Forse sarebbe più opportuno parlare di rifondazione del partito. Le guerre scoppiate negli ultimi anni dicono che, a questo partito, è mancato del tutto la guida e il cervello. Va insomma rifondato per dare alla Calabria e a Crotone un nuovo e più serio partito. I territori e le regioni hanno bisogno di una classe dirigente per andare avanti. Quando ci sono partiti, di qualsiasi tendenza, che costruiscono classi dirigente, le popolazioni ne traggono benefici. Alla Calabria e alla provincia di Crotone serve, quindi, anche un Pd più serio e presente, così come servono le altre forze politiche di centrodestra e centrosinistra.