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Mercoledì, 22 Settembre 2021

POLITICA NEWS

Dalla quarta lettera di Hera Lacinia: «Ho scomodato anche Pitagora!»

Posted On Venerdì, 13 Agosto 2021 10:56 Scritto da Riceviamo e pubblichiamo

Caro sindaco Voce ti scriviamo,

perché riteniamo che questa volta hai urtato la nostra sensibilità con lo scempio che hai realizzato nella nostra piazza. Per andare oltre il raccapriccio e per cercare di squarciare le tenebre che avvolgono il tuo sapere, ho dovuto scomodare il mio amico Pitagora. Sì, quel Pitagora che gente come te, sul finire del VI secolo, fece fuggire dalla mia Kroton. Lascio a lui il compito di tentare l’assurda impresa di erudire te e tuoi amici plaudenti.

“La sezione aurea” che tu e il tuo “Senatus” avete posizionato al centro della vita economica della mia Krotone è uno splendido esempio del profondo senso di meraviglia che proviamo di fronte all’universo. Il numero phi= 1.6180339887… con infinite cifre decimali ha ispirato pensatori di tutte le discipline, tutti hanno indagato la sua inattesa presenza nei campi più diversi. 

Ti ricordo che i primi a studiare la sezione aurea furono i matematici greci, a causa della frequenza con cui questa proporzione appariva in semplici figure geometriche come i pentagoni regolari. In particolare, la scoperta di questa proporzione è da attribuire a un mio  allievo, Ippaso di Metaponto.

Ma la prima rigorosa definizione scritta del rapporto che sarebbe stato chiamato aureo fu formulata, circa tre secoli prima di Cristo, dal fondatore della geometria, in quanto sistema deduttivo: Euclide, il matematico greco vissuto ad Alessandria. Se ometti di inserire la spiegazione vicino alla pseudo “Chiave di Violino” chi osserverà l’opera non ne capirà il significato, come del resto non l’hai capita tu, caro Maior.

Avrei potuto darti qualche attenuante se avresti fatto posizionare il mio Pi greco, un numero reale e irrazionale, cioè decimale illimitato non perio-dico, e trascendente, cioè non radice di alcuna equazione algebrica a coefficienti interi. Sicuramente molto più vicino alle vostre irrazionalità nella gestione della non cultura che regna in città.

Caro Voce, vorremmo trovare un senso a queste tue azioni, ma, ahinoi, non riusciamo ad intravedere la logica delle tue idee. Non cambiare e modificare in maniera goffa e approssimativa ciò che ci ha reso grandi e ciò per cui la storia ancora oggi ci ricorda! Dovresti investire su di noi e non sulle fantasiose idee degli ignoranti! Non stai arricchendo la nostra Krotone, ma la stai impoverendo, con opere e azioni che non rispecchiano la logica che rende diverso l’uomo dal resto della natura.

La cultura non è lo zucchero che si mette la mattina nel caffè, è ben altro. Io ed Hera vi abbiamo donato un patrimonio che state mortificando e per nulla valorizzando. Del mio PI greco la matematica non ne può fare a meno, mentre, a quanto pare, tu e il tuo Senatus lo ignorate completamente. Adesso io ed Hera comprendiamo il perché di tante nefandezze nella nostra Krotone. Dal mio semplice numero avresti potuto creare tanto.

I "numeri" ci permettono di avere a che fare con la casualità di tutti i giorni e ci aiutano a capire cosa sia meglio fare in casi in cui regna l’incertezza, perfino nel cosmo, ma non trovo combinazioni, numeri, teoremi che mi aiutino a comprendere le tue scelleratezze. Penso che forse tu sia una nuova scoperta o forse sei ciò che noi da secoli combattiamo: l’approssimazione, il qualunquismo.

Mia povera Kroton, Hera mi aveva narrato alcune criticità ma non avrei mai potuto pensare che corrispondessero effettivamente a verità! Io intanto tremo al pensiero che ti possa venire in mente qualche altra nefanda trasformazione anche al mio Tempio, come hai fatto in piazza, magari costruendo una villetta, utilizzando l’ultima Colonna rimasta.

Hera Lacinia - Pitagora