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Martedì, 16 Agosto 2022

POLITICA NEWS

EDITORIALE│Crotone ''balcanizzata'' dai signori del voto di Catanzaro e Vibo

Posted On Sabato, 05 Febbraio 2022 11:38 Scritto da Gaetano Megna

La provincia di Crotone trasformata in un serbatoio di consensi dai signori dei voti di Catanzaro e Vibo Valentia. Sono lontani tempi in cui il nostro territorio riusciva ad esprimere una classe politica-dirigente autonoma e degna di rispetto.

Uomini e donne validi di ogni appartenenza partitica. La città di Crotone ha espresso figure politiche come Silvio Messinetti, Rosario Bevilacqua, Silvio Bernardi, Peppino Guarascio, Pasquale Senatore e Visconte Frontera. Solo per fare alcuni esempi perché i nomi potrebbero essere tanti. Questi uomini del passato avevano rapporti con i leader di altri territori, ma il confronto era alla pari. Oggi non è più così. La politica si è balcanizzata e la debolezza dei dirigenti del Crotonese ha trasformato il territorio in una colonia dei signori della guerra (quelli dei voti) che, con il telecomando in mano, impartiscono ordini da lontano. Il più delle volte le “bande” locali si limitano ad assassinare i loro avversari. Il confronto politico è stato archiviato e si combatte con le tessere e altri strumenti che con la politica dovrebbero non avere nulla a che fare. Non ci sonno confronti su progetti e programmi.

Sta succedendo così nel Partito democratico interessato dalla celebrazione dei congressi dopo anni di latitanza della politica e del confronto ed è successo così anche nel centrodestra in occasione delle celebrazioni delle elezioni del presidente della Provincia. Le “bande” sono l'un contro l'altro armate e vengono schierate sul campo dai signori dei voti che, grazie alle divisioni e alle guerre, ingrandiscono sempre di più il loro bottino senza alcun contraccolpo. Il problema dell'autonomia è più serio di quello che appare in quanto senza una classe politica autonoma e di alto livello, la provincia di Crotone sarà destinata esclusivamente ad avere la funzione di ruota di scorta. Uno dei rischi che si corre è che Crotone e la sua provincia non avranno più rappresentanti nel Parlamento nazionale e in quello regionale. Non è una bella prospettiva, qualunque pensiero gira nella testa di chi mi sta onorando della sua attenzione e sta leggendo il mio scritto. Senza rappresentanza Crotone diventa più debole di quella che è in questo momento.

Centrosinistra e centrodestra sono stati balcanizzati e vengono telecomandati da altri territori, ma le cose non vanno meglio nel resto dello scacchiere politico provinciale. I Cinque stelle sono e sono stati un fenomeno che, dopo avere esploso i fuochi di artificio, sono spariti e non si capisce più qual è la loro proposta e cosa stanno facendo. Le loro polveri si sono bagnate e non esplodono più. Colpa dell'umidità. Eppure hanno eletto un senatore, un onorevole e un consigliere regionale. Dovremmo rivolgerci alla trasmissione televisiva “Chi li ha visto?” per sapere che fine hanno fatto. Il movimento dei DemoKratici si è intruppato in un partito del centrodestra dopo avere incassato il fallimento dell'amministrazione comunale guidata da Ugo Pugliese. L'attuale compagine amministrativa che guida la città di Crotone, dopo circa un anno e messo di governo, non si capisce che cosa è dove intende andare a parare. Sembra che stia navigando a vista. La geografia politica che esprime la nostra provincia non fa ben sperare per il futuro. L'unica speranza che abbiamo è quella di un intervento divino che illumini i giovani che voglio impegnarsi nella politica e li spinga a smarcarsi dai signori dei voti. Ci vorrebbe proprio un progetto che metta al centro la classe dirigente locale per farla crescere: crotonesità e autonomia di pensiero.