fbpx
Martedì, 18 Gennaio 2022

POLITICA NEWS

EDITORIALE│E' un documento di sfiducia, o la carta da presentare al salumiere?

Posted On Giovedì, 30 Dicembre 2021 11:13 Scritto da Giuliano Carella

Gira in queste ore, sulla messaggeria istantanea, così come sul social, un documento di sfiducia al sindaco sottoscritto e vergato a mano da 13 consiglieri d’opposizione al Comune di Crotone.

Nulla da dire, certo, sulla prerogativa democratica e legittima della minoranza di porre all’attenzione delle massime assise cittadine l’opportunità (o meno) di porre fine a questa giovanissima esperienza amministrativa targata Voce e trainata dalla spinta civica del movimento di Tansi, ma “se Atene piange, Sparta non ride”. Questa è la doverosa premessa da cui muovono una serie di ulteriori considerazioni, tutt’altro che edificanti, per chi ha apposto la firma su questo foglio che somiglia molto più a una carta da porre all’attenzione del salumiere, o di chissà chi visto che non riporta nell'intestazione nessun destinatario.Il documento di sfiducia, premusibilmente, è indirizzato verso quell’amministrazione arrancante e supportata da una maggioranza assai inesperta, al di sotto delle competenze culturali e politiche che vengono richieste per ricoprire il ruolo, che solo dopo un anno di convivenza è già ai ferri corti.

Considerazioni politiche a parte, la sfiducia resta comunque un atto politico e istituzionale assai delicato, cruciale per la comunità cittadina, che va ponderato e pesato in ogni sua parola, cui è il caso di ricorrere in extrema ratio. È un atto che va debitamente motivato al fine di giustificare a quelle migliaia di cittadini che lo scorso anno si sono recati alle urne perché, eventualmente, sarebbero richiamati in un lasso di tempo così breve a scegliere una nuova squadra amministrativa per la città capoluogo che, nel frattempo, è sempre ultima in Italia per indici di crescita socio-economici.

Ecco, nel leggere questa richiesta, al di là della forma sintattica approssimativa e della sciatteria in quanto a correttezza ortografica, lascia sgomenti la frivolezza con cui si tenta di ovviare a un problema assai complesso con una soluzione tanto scontata, quanto al momento del tutto inesplicabile.

È proprio nella velleità “carlona” di questi 13 consiglieri (tra loro ci sono fior fiori di professionisti) che tutto allora risulta irragionevole e pretestuoso, in quanto presagisce un futuro ancora più incerto da consegnare nuovamente in mano ai crotonesi, e che soprattutto si palesa in un tempo ancora troppo immaturo perché si abbandonino le “poltroncine”. Se non altro in ragione dell’esito del voto tra “colleghi” dello scorso 18 dicembre alla Provincia di Crotone.

Allora, questo “tutto”, assume i tratti del tragicomico se solo per un attimo si mette da parte l’analisi rigida richiamata dalla serietà del documento e lo si infarcisca invece d’ironia. Quella che porta un osservatore attento e sarcastico a trasporre quegli attimi che hanno accompagnato la redazione del documento alla scena suggerita dal cinema neorealista italiano in “Totò, Peppino e la… malafemmina” con il dettato della celebre lettera. Beh, perché è questa l’immagine che restituiscono colui o coloro che hanno redatto il documento, ma anche e soprattutto tutti e 13 i consiglieri che incautamente l’hanno sottoscritto.

In chiusura è giusto chiedersi: va creduta fino in fondo questa “bravata” di fine anno promossa dalla minoranza? Chissà… in politica nulla è scontato e tutto può succedere. Però l’uscita pubblica goffa rimane. Forse come direbbe il “Principe della risata” sarebbe il caso di licenziare questi novelli onorevoli Trombetta (il film è Totò a colori) con un bel: «Ma mi faccia il piacere!».