Mercoledì, 20 Gennaio 2021

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Flora Sculco ineleggibile alle scorse Regionali? I contenuti del ricorso presentato da Costanzo

Posted On Giovedì, 15 Gennaio 2015 19:43 Scritto da

sergio costanzo«La dottoressa Flora Sculco è ineleggibile in seno al consiglio regionale della Calabria». E' quanto si legge nel ricorso presentato da Sergio Costanzo (foto), che insieme alla Sculco è stato candidato al consiglio regionale calabrese nella lista denominata “Calabria in rete”. Mentre la Sculco è stata eletta con oltre 9.000 voti di preferenza, Costanzo risulta il primo dei non eletti e per questo ha presentato un ricorso chiedendo al Tribunale civile di Catanzaro di dichiarare ineleggibile la rappresentante di Crotone. I motivi addotti dall'avvocato Giuseppe Spadafora del Foro di Catanzaro, legale di Costanzo, sono legati «all'incarico di collaboratore esperto al 100% al servizio dell'onorevole Franco Pugliano». L'ex assessore regionale all'Ambiente Pugliano, proveniente dalla stessa area politica della Sculco (movimento i DemoKratici), nella sua qualità di consigliere regionale (passata legislatura) aveva scelto Flora Sculco per sottoscrivere un contratto di collaborazione coordinata e continuata con il consiglio regionale della Calabria. Il contratto e, quindi l'accettazione dell'incarico, è stato «formalizzato» il 9 luglio del 2010. Grazie a questo contratto la Sculco ha goduto di un compenso mensile di 3.117,34 euro lordi. Lo stesso contratto aveva la durata della passata legislatura regionale in scadenza nel marzo del 2015 o, comunque, sarebbe terminato con la funzione di consigliere di Pugliano. Con le elezioni regionali del 23 novembre scorso la legislatura si è conclusa in anticipo per le vicende giudiziarie che hanno coinvolto il governatore della Calabria Peppe Scopelliti, dimessosi dall'incarico nel mese di giugno scorso. Tornando al ricorso presentato da Costanza c'è da dire che il ricorrente chiede che il tribunale riconosca l'ineleggibilità della Sculco in quanto la stessa «si trovava nelle condizioni previste dall'art. 2, punto 7, della legge 154/1981, ove è disposto che non sono eleggibili a consigliere regionale i dipendenti della regione». «Le cause di ineleggibilità sopra esposte non avrebbero avuto effetto – si legge nel ricorso – se la dottoressa Flora Sculco fosse cessata dalle funzioni non oltre il giorno fissato per la presentazione delle candidature», e cioè il 23 ottobre scorso, ndr. Alla data del 23 ottobre, secondo Costanzo, «non risulta aver cessato formalmente e sostanzialmente le proprie funzioni» di dipendente con contratto Cococo. Nel prosieguo Costanzo evidenzia di avere chiesto l'accesso agli atti alla Regione e dai documenti avuti in visione risulta che esiste una dichiarazione di Pugliano del 7 novembre 2014 «con la quale si attesta che la dottoressa Flora Sculco... ha effettuato regolarmente la propria collaborazione nel mese di ottobre 2014». Sempre nel ricorso si legge: «Successivamente, con nota del 28 novembre 2014 a firma di Pugliano... è stato precisato che la dottoressa Flora Sculco avrebbe svolto la propria prestazione lavorativa di collaboratore esperto fino al 23 del mese di ottobre, coprendo comunque in termini di orari l'intero mese di ottobre». E ancora: «La stessa dottoressa Flora Sculco, poi, con propria nota del 29 novembre del 2014... ha dichiarato che in relazione al contratto di collaborazione con il consigliere regionale Pugliano, rispetto al quale avrebbe già in data 23 ottobre 2014 rassegnato le proprie dimissioni, ha ricevuto per errore sul proprio conto corrente bancario la somma relativa all'attività non espletata sia per gli otto giorni rimanenti del mese di ottobre che per il mese di novembre 2014 provvedendo alla restituzione». Secondo Costanzo siamo di fronte al «tentativo - mal riuscito - di ovviare alla mancata cessazione delle funzioni di collaboratore esperto entro il termine della candidatura». Non essendosi, infine dimessa dall'incarico, «costituisce» un «ingiusto vantaggio» da parte della Sculco «in sede elettorale».