Martedì, 14 Luglio 2020

POLITICA NEWS

Grillo torna in campo con un'alleanza «cattolica, democratica e riformista»

Posted On Giovedì, 04 Giugno 2020 12:36 Scritto da Giuseppe Livadoti
Grillo torna in campo con un'alleanza «cattolica, democratica e riformista» A partire da sinistra: l'avvocato Gaetano Grillo nel suo studio legale e il nostro giornalista Giuseppe Livadoti

È quasi in partenza il treno che dovrà imbarcare i candidati a Sindaco per le prossime elezioni comunali a Crotone.

Man mano che rallenta la sua “morsa” il Covid-19, occupa sempre più spazio nell’agenda quotidiana degli organi d’informazione la discussione politica inerente le prossime elezioni amministrative (dovrebbero esserci nel prossimo autunno) e dei probabili candidati a sindaco, il cui numero di certo non sarà inferiore ai candidati delle  amministrative del 2016 che erano: Ugo Pugliese, Rosanna Barbieri, Ilario Sorgiovanni, Antonio Piuma, Ottavio Tesoriere, Fabrizio Meo, Davide Pirillo, Giancarlo Rizzo, Pietro Infusino, sostenuti da un totale di 25 liste e 831 candidati. Al secondo turno (19 giugno 2016) venne eletto Ugo Pugliese.

Tra i prossimi probabili candidati Sindaco circola con insistenza tra i cittadini il nome dell’avvocato Gaetano Grillo, “vecchio” conoscitore della politica crotonese e sindaco della città di Pitagora nella prima Repubblica (1995/1997) quando il primo cittadino era ancora espressione dei partiti all’indomani delle elezioni. Per sapere le reali intenzioni dell’avvocato Gaetano Grillo, a proposito di una sua candidatura a sindaco, lo abbiamo intervistato.

Avvocato, lei ha messo a disposizione la sua persona per un’eventuale candidatura a sindaco di Crotone?

In un tempo di evidente drammaticità economica, sociale e politica, aggravata dalla devastante pandemia del coronavirus, tornerebbe agevole defilarsi. Poiché i partiti, attraverso i sindaci espressi sinora, hanno prodotto soltanto una politica impastata e cementata di spesa pubblica, apparato burocratico e clientelare, poiché non si vedono candidati con i richiesti attributi (competenza ed esperienza politica  ed amministrativa) e poiché la politica è o un male comune, o è un bene comune a un ex sindaco, che in così poco tempo ha fatto più di altri, è sembrato doveroso e, nel contempo, generoso offrire la sua candidatura come puri atto di servizio alla Città che, a onor del vero, gli ha dato molto.

Quale Coalizione la dovrebbe sostenere?

Alle precedenti elezioni, il mio identikit di persona riconoscibile per le sue idee, per la sua autonomia e per la sua esemplarità morale, non è stato gradito agli apparati del partito. Questa volta la disponibilità a candidarmi è espressione non già di partito, bensì di una alleanza civica, alquanto aperta e inclusiva. Questa discussa alleanza civica nasce da un sacro sdegno verso la vecchia politica senza però avere la pretesa di sconfiggerla con il nuovo, a prescindere; occorrono di contro e di certo energie fresche, ma anche e soprattutto politici più motivati, più disciplinati e più consapevoli di subordinare l’interesse particolare all’interesse generale della nostra comunità. Tornando all’alleanza, ovviamente di stampo cattolico-democratico e riformista, intanto questa avrà una apprezzabile anima politica, in quanto si ritroverà attorno ad un progetto di lungo ed ampio respiro tale da restituire ai cittadini l’orgoglio di incidere sulle prospettive di sviluppo sociale, economico, culturale, morale della nostra città.    

Si prevede una consultazione con tanti candidati, questo potrebbe creare dispersione di voto e magari incoraggiare l’astensionismo?

A tale riguardo ritengo che più concorrenti non restringono, ma allargano ed incrementano l’interesse alla politica a dispetto della attuale disaffezione, secondo cui chiunque vada al potere le cose non cambiano e secondo cui coloro, che fanno politica, la fanno per i propri interessi. Questa disaffezione e questa sfiducia vanno superate per la semplice ragione che la scelta di coloro che dovranno governare ed amministrare, incidano significativamente sulla vita delle persone e delle famiglie e sulle prospettive di sviluppo culturale economico e morale della comunità. Per poter dare un voto cosciente e responsabile, il cittadino elettore deve informarsi sui candidati, sui loro programmi, tenendo presente quanto hanno fatto e come si sono comportati nel passato senza cadere a impressioni emotive e senza lasciarsi abbacinare dagli slogan.

Il prossimo sindaco avrà vita difficile nell’amministrare una città precipitata all’anno zero su ogni versante?

Governare, amministrare non sono cose facili, per cui il candidato a sindaco deve essere capace di dare un senso unitario al lavoro di coalizione e di essere un punto di riferimento delle forze politiche e civiche in campo. In sintesi, non basta vincere le elezioni, occorre anche, e soprattutto, amministrare. Il che presuppone esperienza e competenza politica ed amministrativa, per poter dare attuazione unitamente alla squadra di politici motivati, disciplinati e consapevoli ad una proposta programmatica di lungo ed ampio respiro tale da restituire ai cittadini l’orgoglio di incidere sulle prospettive di sviluppo economico, culturale e morale della nostra città”.

Il Pd è in grado da solo di sostenere una candidatura a sindaco che possa essere vincente?

La risposta è negativa per più valide ed incisive osservazioni. In primo luogo, è ritenuto responsabile delle pregresse amministrative, nonché della più recente causa dell’implicito sostegno alla maggioranza a dispetto del suo ruolo oppositorio. In secondo luogo, il partito non è unitario e coeso essendo spaccato in due tronconi. In terzo luogo, non dispone di un determinante e risolutivo potenziale elettorale. In quarto luogo, non ha allo stato un candidato all’altezza delle drammatiche sfide (sviluppo economico e migliore qualità di vita). Per dirla in breve, ha bisogno di allargare le alleanze con associazioni civiche ai fini di un dialogo franco senza la pretesa di includere.

La bonifica di cui tanto si parla, in che dimensioni può invertire la rotta della disoccupazione?

La bonifica costituisce uno degli assetti essenziali per la città sapendo bene che il risarcimento dei 70 milioni di euro dovrà essere destinato ad opere di risanamento ambientale, senza ovviamente sottacere che la somma non è ancora disponibile essendo coperta da lacci e laccioli burocratici.

Lei che conosce bene la macchina amministrativa, da quali settori produttivi deve iniziare la ripresa di Crotone?

Le unità lavorative che il Comune dovrebbe avere sarebbero 509, mentre i dipendenti attualmente in servizio sono 256. Ne consegue la rideterminazione della dotazione organica è per una efficiente ed efficace organizzazione e gestione del personale e dei servizi più essenziali e qualificati ai cui fini occorre bandire dei concorsi per figure apicali tecniche onde partecipare ai bandi regionali, nazionali e comunitari. Considerato che con la legge sul federalismo fiscale di Calderoli del 2009 sono stati soppressi i tradizionali trasferimenti erariali agli enti locali per sostituirli con risorse fiscali autonome provenienti dai territori, si imporrà una rivisitazione radicale dell’ufficio tributi per ottimizzare la loro riscossione e quindi per recuperare la evasione ed elusione tributaria.

Tra gli obiettivi di fondo diventa centrale l’assetto del territorio, a proposito di cui il vecchio piano regolatore generale (Prg) è stato sostituito con nuovi strumenti di pianificazione…

Uno di natura programmatica. Il Psc (piano strutturale comunale) che delinea le scelte strategiche di assetto e sviluppo del territorio tutelando l’integrità fisica ed ambientale e l’identità culturale dello stesso. Due di pianificazione operativa: il Rue (regolamento urbanistico edilizio) disciplina il territorio urbanizzato e rurale oltre a comprendere il regolamento edilizio; il Poc (piano operativo comunale) disciplina per ogni quinquennio le grandi aree oggetto di trasformazione del territorio. In questo contesto troveranno pieno diritto di coniugabilità i piani di recupero concernente le aree periferiche (Poggio Pudano, Trafinello, San Giorgio, Farina e Maiorano, Gabella, Margherita…) per ricucirle con il centro città. Per quanto concerne il futuro della città torna naturale puntare gradatamente sul turismo, sulla industria agroalimentare e su altra connotazione industriale magari green economy che sarà individuata in corso di confezione del Psc da affidare a due autorevoli accademici di fama nazionale con il prezioso ed indispensabile contributo degli ordini professionali di ingegneri ed architetti del luogo.      

I partiti politici sono sempre presenti in ogni sede quando si parla di Crotone?

Crotone sconta una scarsa credibilità politica nelle sedi istituzionali per la semplice ragione che la nostra classe politica si è limitata a richieste di finanziamenti a pioggia e per di più assistenziali. D’altra parte, la nostra classe politica non è stata sola, essendo stata in compagnia della classe politica di tutto il Mezzogiorno, che non ha mosso un dito sul federalismo fiscale di Calderoli del 2009, che con il pretestuoso criterio della spesa storica ogni anno 60 miliardi di spesa sociale e di infrastrutture di sviluppo, dovute al Sud, vanno ingiustificatamente al nord per alimentare il peggiore assistenzialismo. Soltanto di recente è caduto il tabù ideologico con il piano per il Sud, presentato dal presidente Conte a Gioia Tauro con i ministri Provenzano, Speranza e Boccia.

Quali strumenti a disposizione dello sviluppo per la mobilità?

Si prevedono investimenti da 100 miliardi di euro diluiti in dieci anni con la obbligatorietà della famosa clausola del 34% di spesa al Sud; il tutto con l’alta velocità Salerno-Reggio Calabria e Salerno-Bari e con il potenziamento dei porti di Napoli, Bari, Taranto e Gioia Tauro. Ma c’è di più, per aversi in Calabria 33 miliardi in opere appaltabili, un corposo contratto di programma con Anas e Rfi, l’inaugurazione il 10 marzo 2020 del cantiere di Sibari-Roseto Capo Spulico per il costo di 1 miliardo e 300 milioni nonché 825 milioni a favore di tutti i Comuni del Sud per la messa in sicurezza degli edifici e per l’efficientamento energetico. In questa direzione spinge con autorevolezza ed efficacia il “Decreto Rilancio”, che pone al centro del dibattito politico economico il tema dei fondi europei e del fondo per la coesione (Fsc) per fare fronte anche alla crisi post Coronavirus; il tutto per rilanciare il sud verso una unificazione infrastrutturale con il nord.