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Lunedì, 26 Settembre 2022

POLITICA NEWS

Iacucci (Pd) rompe il silenzio su Sculco: «Candidata Vittimberga fuori dal partito per statuto»

Posted On Giovedì, 13 Febbraio 2020 19:05 Scritto da Giuliano Carella

Potrebbe avere conseguenze non certo trascurabili la scelta del sindaco di Isola Capo Rizzuto, Maria Grazia Vittimberga, di candidarsi alla presidenza della Provincia di Crotone in concorrenza al Pd.

Secondo lo statuto dei “dem”, infatti, la sindaca risulterebbe automaticamente fuori dal partito in quanto candidata direttamente concorrente a esso in una competizione che, tra l'altro, non ha coalizioni. Lo ha confermato questa mattina il commissario della federazione provinciale del Pd, Franco Iacucci, nel corso della conferenza stampa convocata per la presentazione del candidato Annibale Parise (sindaco di Mesoraca) svoltasi presso la sala riunioni di un’associazione di categoria (Apz). «Non sarò io a prendere provvedimenti – ha sottolineato il commissario –, ma è lo statuto stesso a prevedere che la candidata Vittimberga, che mi risulta essere tesserata al Pd, sia automaticamente esclusa dal partito». Le conseguenze di questo "smacco" al Pd potrebbero estendersi anche ad altri componenti del partito a Isola Capo Rizzuto.

«Stiamo valutando – ha aggiunto Iacucci – anche le posizioni di alcuni componenti del circolo Pd di Isola per l’atteggiamento ambiguo già dimostrato durante la campagna per le regionali. Basti pensare che il coordinatore del circolo è il marito della sindaca Vittimberga».

In via del tutto ufficiale, l’esclusione della candidatura della sindaca alla presidenza della Provincia sarebbe stata motivata per le sue posizioni sfavorevoli a sostenere il progetto per la variante al progetto della nuova statale 106 Crotone-Catanzaro. «Abbiamo fatto due assemblee – ha spiegato Iacucci – con gli amministratori del Pd e un’altra con quelli che sono stati sostenuti da coalizioni civiche che fanno comunque riferimento al partito. Sono scaturite – ha proseguito il commissario – quattro proposte tra cui le due in corso (Parise e Vittimberga, ndr) e quelle del sindaco di Scandale Antonio Barberio e del sindaco di Melissa Raffaele Falbo. A sintesi di questa concertazione – ha rivelato Iacucci – ho ritenuto che Parise fosse il candidato più idoneo a rappresentare il Pd alla presidenza della Provincia in quanto meno fermo su posizioni localistiche e, quindi, più predisposto alla condivisione per la candidatura». Da questo momento in poi della concertazione, muove il caso: la sindaca Vittimberga ha scelto, com'è noto, di presentare ugualmente la sua candidatura la mattina prevista per la scadenza.

«Avevo ottenuto rassicurazioni – ha detto Iacucci – della stessa sindaca e dei componenti del circolo di Isola a sostenere il candidato che avevo scelto. Questo fino alla stessa mattinata prevista per la scadenza: poi hanno preso altre decisioni…».

Sullo sfondo di questa vicenda si ripercuotono gli strascichi, non certo trascurabili, della spaccatura in atto nel centrosinistra. Il Pd di Crotone rimane fermo sulla sua linea “intransigente” per chi ha scelto la via dei “Democratici progressisti” alle scorse regionali, forte, anche e soprattutto, della ritrovata voglia di staccarsi dal rapporto di dipendenza creato in passato dalla dirigenza dem con il movimento che fa capo all’ex consigliere regionale Enzo Sculco.

«Qua qualcuno – ha tuonato Iacucci – ha affidato a Enzo Sculco la politica e i destini del centrosinistra crotonese. Noi non siamo disponibili a questo, avendo anche rispetto di Sculco e del suo movimento». Il commissario Iacucci ha smentito eventuali incontri “carbonari” col leader del movimento politico e si è detto anche stanco di questa querelle.

«Non dobbiamo demonizzare nessuno – ha proseguito Iacucci –, ma dobbiamo semplicemente parlare del dovere che ha il nostro partito di risolvere i problemi di questa comunità senza più inciuci e dobbiamo farlo con fermezza. Al momento – chiarito Iacucci – la questione delle alleanze col movimento di Sculco non è all’ordine del giorno, bensì dobbiamo ricostruire la nostra unità nella chiarezza e mi batterò per questo. Solo quando il partito sarà unito e forte – ha concluso – potrà guardarsi attorno e pensare alle alleanze, ma senza cappio al collo e secondo le nostre regole».

Dal suo, il candidato Annibale Parise ha tenuto a sottolineare la sua appartenenza al partito sin dai tempi dei Democratici di sinistra. «Vengo da una lunga militanza – ha sottolineato il candidato alla Provincia – tra le fila di questo partito di cui sono stato anche segretario a Mesoraca». «Dopo lungo tempo – ha specificato Parise – si è tracciata una linea di partito sull’individuazione del candidato e questo identikit prevedeva quali criteri fondamentali l’appartenenza e l’identità del Pd». «Nel momento in cui – ha aggiunto Parise – la collega Vittimberga sposa tesi opposta sul progetto di variante della Statale 106, si professa del Partito democratico e poi cambia idea qualche istante dopo candidandosi ugualmente, mi sembra che non sia più un comportamento in linea col partito e le sue esigenze». «Questa candidatura – ha concluso Parise – mi inorgoglisce perché è un segnale che l’appartenenza e la coerenza alla lunga pagano, per questo ringrazio il Partito democratico».