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L'EDITORIALE│Al Crotonese la palma di territorio più bistrattato: centrosinistra e centrodestra condizionati dagli equilibri interni

Posted On Sabato, 27 Gennaio 2018 19:48 Scritto da

simboli elezioni politiche 2018Centrosinistra e centrodestra condizionati dagli equilibri interni. Annunci di guerre sante e voti di protesta hanno accolto le proposte di candidature delle due coalizioni, che negli ultimi anni hanno, alternativamente, governato il Paese. Non c’è un territorio che non si sente espropriato dalla scelta dei leader, ma al Crotonese spetta la palma del più bistrattato. La scelta dei candidati, nella maggiora parte dei casi, non risponde, per le due coalizioni, alle aspettative delle popolazioni. Produce sconcerto anche la vicenda di Liberi e Uguali. E’ vero che i collegi della Camera e del Senato non sono coperti esclusivamente dall’elettorato residente nella provincia di Crotone, ma è pur vero che il centrodestra al collegio uninominale della Camera ha candidato Domenico Furgiuele “Noi con Salvini”, del tutto sconosciuto. La stessa cosa ha fatto per il collegio uninominale del Senato, dove ha candidato Emanuela Altilia. Queste candidature hanno già provocato sconcerto e sonori mal di pancia all’interno dello stesso gruppo dirigente di centrodestra. Altra cosa, ma il risultato finale è lo stesso, per quanto riguarda il centrosinistra dove, per le beghe interne, ritrova il suo collegio di candidato alla Camera l’uscente Nicodemo Oliverio. Probabilmente nemmeno lo stesso Oliverio sperava di essere ricandidato alla Camera visto che per lui si era prospettata la proposizione al collegio uninominale del Senato, dove lo shakeraggio di Matteo Renzi ha prodotto la candidatura di Stefania Covello. Un posto alla Covello, fedelissima di Renzi, bisognava trovarlo ed ecco che spunta il collegio uninominale del Senato. Esce di scena, per una scelta personale, il sottosegretario Dorina Bianchi. La decisione della Bianchi di fare un passo indietro e scendere dalla giostra ancora in movimento avrebbe dovuto favorire la candidatura di Flora Sculco, ma così non è stato. Su di lei potrebbe avere pesato l’indagine “Stige”, che non la vede né indagata e né coinvolta a nessun titolo. Potrebbe avere pesato il rapporto politico tra il movimento dei DemoKratici e l’ex sindaco di Cirò Marina, Nicodemo Parrilla, finito in manette. Il Pd ha preferito la strada della prudenza. Che faranno gli sculchiani? La logica dice che voteranno Pd, perché nel listino della Camera è candidata Enza Bruna Bossio, moglie di Nicola Adamo, amico da sempre di Enzo Sculco. Al Senato c’è la Covelli, renziana della prima ora ed esponente nazionale della segreteria del Pd. Gli Sculco sono renziani e amici di Nicola Adamo e Mario Oliverio. Non è colpa di Adamo e Oliverio se Flora non ha trovato un posto da candidata. Sono le circostanze e allora meglio restare insieme agli amici e guardare al futuro.