Martedì, 04 Agosto 2020

 

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L'EDITORIALE│Il vecchio vizio della polemica che rispunta ogni qualvolta si devono spendere soldi o approvare progetti

Posted On Mercoledì, 21 Marzo 2018 17:02 Scritto da

vignetta m5s natangeloIl vecchio vizio della polemica. Deve essere una componente del dna dei Crotonesi, perché ogni qualvolta si devono spendere soldi o approvare progetti scoppia una polemica senza fine. Prende il sopravvento il fattore K (Crotone). Tante sono le occasioni che la città ha perso per questa componente del dna. Ovviamente, ce la aspettavamo, la polemica è scoppiata anche per la firma che avvia il progetto denominato Antica Kroton, che prevede di spendere a Crotone circa 62 milioni di euro. E’ giusto che chi ha le competenze debba fare proposte per tentare di fare spendere questi soldi nel migliore dei modi. L’obiettivo deve essere quello che l’investimento debba avere la massima ricaduta per la città. Guai a mettere in piedi una inutile guerra. Per altre vicende i fondi sono stati bloccati e la città ha pagato un prezzo altissimo. Questo non vuol dire che chi ha la competenza debba fare silenzio. Ci sono margini per migliorare il progetto? Se ci sono, la polemica non serve, perché c’è bisogno di proposte. Ci saremmo aspettati dai sapientoni dell’archeologia la proposta di inserire nel progetto dell’Antica Kroton il recupero dei resti intorno allo stadio “Ezio Scida”. Nessuno ne parla, nemmeno i più dotti ed istruiti. I resti archeologici presenti sotto lo stadio e nelle zone limitrofe potrebbero rappresentare quel parco archeologico cittadino auspicato da molti. Questo vuol dire che lo stadio dovrebbe essere delocalizzato in tempi rapidi. E’ una proposta e potrebbe anche non piacere. Chi ha altre proposte si faccia avanti, mentre chi ha sassolini nelle proprie scarpe e intende tirarli fuori, magari approfittando del nuovo prestigioso ruolo, conti fino a cento prima di sparare a pallettoni. Se è vero che ci sono margini di intervento, così come sostiene la Prossima Crotone, bisogna mettere da parte l’ascia di guerra e pensare al futuro della città. Questo non significa che bisogna abbassare la guardia sui disegni dei prenditori, che non mancano mai. Vigilare su come vengono spesi i soldi pubblici è un dovere di tutti, ma pensare di bloccare gli investimenti e le attività perché si teme che vi siano bande che vorrebbero mettere le mani sui soldi non è una scelta che può garantire un futuro ai giovani professionisti che cercano lavoro e quando non lo trovano si trasferiscono in altri territori.