Martedì, 01 Dicembre 2020

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L'EDITORIALE│La scuola deve essere lasciata fuori dai giochi della politica e ai docenti va data la libertà d’insegnamento

Posted On Martedì, 02 Ottobre 2018 16:52 Scritto da

liceo scientifico filolao crotoneLa scuola pubblica deve garantire la pluralità culturale. I genitori che non gradiscono una formazione plurale per i propri figli possono indirizzarli alla scuola privata. Gli obiettivi e le finalità della scuola di “tutti” sono, quindi, quelle di “formare l’uomo ed il cittadino” stimolando e provocando la crescita culturale e le capacità di analisi critica. Alla luce di questa premessa diventa davvero incomprensibile la polemica scoppiata per volontà della Lega di Crotone e l’intervento del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, contro un insegnante del Liceo Scientifico di Crotone. La colpa del docente è quella di avere chiesto ai propri alunni di svolgere un tema sul razzismo: “Il 5 settembre del 1938 in Italia furono promulgate le leggi razziali. Oggi in Italia dopo 80 anni si registra un ritorno al razzismo, è un’opinione diffusa che proprio il recente decreto in discussione al Parlamento, che riguarda l’immigrazione, contenga delle istanze razziste. Descrivi le leggi razziali e confronta il testo con il decreto di recente ideazione ed esprimi le tue riflessioni”. Il testo chiede un confronto su un argomento, che da qualche mese sta occupando quotidianamente le pagine dei mass-media in Italia ed in Europa. Che ha fatto di male l’insegnante? Proprio niente, perché si è limitata a rilevare che c’è “un’opinione diffusa”. Non ci sono bugie in quel testo e nemmeno malafede, perché gli allievi sono chiamati a valutare criticamente alcuni documenti legislativi e confrontarli. Se mai qualcuno di loro avesse deciso di scrivere che non c’è nessun termine di paragone tra il periodo fascista e quello attuale avrebbe potuto farlo tranquillamente. Non è escluso che qualcuno o più di qualcuno lo abbia pure fatto. I ragazzi hanno bisogno di sviluppare le proprie capacità critiche e la crescita avviene soprattutto quando si discute di questioni attuali. La scuola, poi, non è l’unica agenzia di formazione per i giovani di oggi. Forse la scuola, purtroppo, è quella che incide di meno nella loro formazione, pur restando la più pulita ed onesta. Anche per questo non si capisce la reazione spropositata dei rappresentanti della Lega contro il povero insegnante. Spesso la politica, non solo la Lega, usa due pesi e due misure quando si trova in situazioni similari. L’attuale responsabile provinciale della Lega, Gianfranco Cerrelli, che ha sollevato la questione del tema al Liceo scientifico, durante la campagna elettorale che si è conclusa con il voto del 4 marzo scorso ha chiesto ad un dirigente di una scuola di Crotone di volere incontrare i docenti. E’ evidente che voleva chiedere un loro impegno per il voto. Il dirigente, lo abbiamo scritto su questo giornale, ha girato l’invito agli insegnanti, impegnando in qualche modo la scuola a schierarsi nella campagna elettorale. Quello è stato un gesto grave di cui non si è detto nulla e non sono stati fatti processi. La scuola deve essere lasciata fuori dai giochi della politica e agli insegnanti deve essere lasciata la libertà dell’insegnamento perché così i giovani possono crescere con una cultura plurale per sviluppare le capacità di orientamento e di scelta. Alla politica spetta il compito di creare i posti di lavoro, che dovranno impegnare i nostri giovani dopo la formazione scolastica. Serve questo e non individuare il nemico da mandare al rogo.