Martedì, 04 Agosto 2020

 

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L'EDITORIALE│Le ripercussioni del voto non si fermano al solo dato elettorale: divorzi e incertezze sul futuro di vincitori e vinti

Posted On Sabato, 10 Marzo 2018 18:08 Scritto da

seggio elettorale codignolaRicadute del voto su vincitori e vinti. Le ripercussioni del voto non si fermano al solo dato elettorale. Chi vince e chi perde deve fare i conti anche con le vicissitudini personali ed interpersonali. Il voto del 4 marzo non ha modificato questi aspetti. A poche ore dal dato elettorale ad aprire le danze è stata Linda Monti, compagna “di mille battaglie” della neosenatrice Margherita Corrado. La nota inviata alla stampa da Monti è una vera e propria dichiarazione di divorzio. Le due, con le associazioni I sette soli e Gettini di Vitalba avevano, su alcune questioni, acceso i riflettori della stampa nazionale e regionale, oltre che locale. Monti, nella lettera di commiato all’amica perduta, l’accusa di avere regalato il merito di quelle battaglie ai nuovi amici di Cinquestelle, che l’hanno candidata con successo al Senato. Nel centrodestra, che a Crotone perde rispetto al resto dell’Italia, non c’è feeling tra il candidato all’uninominale Giancarlo Cerrelli, scelto dalla Lega, e il candido nel proporzionale di Forza Italia, Sergio Torromino. La scintilla amorosa (politica) tra i due non è mai scoppiata. Cerrelli, archivia la partita elettorale, sembra pensare ad altro per riempire i giorni del dopo voto per recuperare la delusione della mancata elezione, mentre Torromino resta in politica e si attrezza per affrontare la battaglia delle prossime elezioni regionali. Nel Partito democratico, sconfitto oltre ogni possibile immaginazione (a Crotone è sceso sotto il 10%), l’unico a parlare del futuro è il segretario regionale, Ernesto Magorno, annunciando le sue dimissioni. Nicodemo Oliverio, candidato sconfitto, si limita a ringraziare gli elettori che lo hanno scelto, pochi per dire la verità, e annuncia di volere lavorare per il territorio su altri fronti. Il partito di Crotone tace e si lecca le ferite. Non viene diffuso nessun comunicato su come si intende procedere dopo la sconfitta sia a livello di federazione che a livello di partito cittadino. I due segretari continuano a fare finta di niente come, d’altronde, è successo durante la campagna elettorale. Saranno le nuove regole della politica, perché quando c’erano i partiti che funzionavano, il giorno dopo una sconfitta i segretari si presentavano dimissionari. L’unico che ha parlato di dimissioni è stato Magorno. Meglio tardi che mai, perché di sconfitte Magorno ne ha messo in fila tante. Le altre sconfitte se le era scrollate di dosso, come fa il cane quando entra in una pozzanghera e si carica di acqua sporca. Si dimette ora che ha raggiunto il suo obiettivo di farsi rieleggere; ovviamente nel listino, perché se avesse avuto l’ardire di candidarsi nell’uninominale, avrebbe dovuto quasi sicuramente consolarsi con una frittura di peperoncini di Diamante, paese che gli ha dato i natali. Sconfitto, ma anche vincitore e non è una contraddizione, un ossimoro, perché Nico Stumpo è stato capace anche di questo risultato candidandosi nei due collegi proporzionali della Calabria. Il suo partito, Liberi e Uguali, ha preso una batosta superando di poco il 3% lui, invece, è stato eletto e torna alla Camera. Il voto gli ha regalato un posto in parlamento negato a dirigenti più illustri di Leu, mentre il partito, che i consensi li aveva solo sulla carta, ha perso. Vincitori e vinti devono, nell’ambito delle proprie posizioni, fare i conti con i cambiamenti introdotti dal voto e organizzarsi la vita tenendo conto delle nuove situazioni.