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L'EDITORIALE│Pennivendoli?! Senatrice Corrado questa e' una caduta di stile: non le e' consentito di offendere una categoria

Posted On Mercoledì, 05 Giugno 2019 12:57 Scritto da

margherita corrado affreschiLa senatrice Margherita Corrado, maestrina con la penna rossa, prima di esprimere giudizi sui giornalisti calabresi e crotonesi farebbe bene a disinfettarsi la bocca. La categoria fa enormi sacrifici per garantire un’informazione puntuale e corretta a tutti i cittadini. Gli stipendi dei giornalisti non possono assolutamente paragonarsi a quelli dei parlamentari. Dopo un anno di attività un giornalista percepisce un salario dignitoso, ma sicuramente non potrà mai essere paragonato a quello di un senatore della Repubblica. Il giornalista vive e il senatore “cambia pelo”. Basterebbe fare un confronto con gli abiti che indossa la senatrice Corrado con quelli che indossava prima di diventare parlamentare. Il parlamento sicuramente non avrà affinato il suo gusto, una qualità che già possedeva. Il pelo si cambia con i soldi. Perché chi non ha gusto, nonostante i soldi, continua a non sapere vestire. In Calabria, poi, ci sono giornalisti come me che non chiedono e non vogliono compensi: non percepisco un solo centesimo per il lavoro a Teldiogene, al Corriere della Calabria e alla Provincia Kr. Vivo con la mia pensione di docente. Non solo l’unico della categoria ad avere deciso di mettersi a disposizione della gente per informarla in maniera corretta. Siamo tanti i giornalisti che svolgiamo il nostro compito esclusivamente per fare informazione corretta. Altro che pennivendoli. Mi consenta poi la senatrice maestrina di invitarla ad usare un linguaggio più consono al ruolo che svolge. Le cose si possono dire anche senza diffamare le persone. Quando accusa i giornalisti di essere pennivendoli li diffama, ma sta attenta a non fare i nomi perché altrimenti si beccherebbe una querela. Anche quando non fa i nomi dimostra di avere poco stile. Dà l’impressione di una persona che non vuole prendersi la responsabilità di quello che fa. Una che lancia la pietra e si nasconde la mano. Andiamo alla questione dei castelli chiusi. L’unico dato certo è che il castello di Crotone è chiuso dal 4 aprile del 2018 e quello di Le Castella è chiuso dall’1 gennaio 2019. Novità ufficiali sulla riapertura di Crotone, ad oggi 5 giugno 2019, non ce ne sono. La stessa cosa dicasi per Le Castella. La stessa senatrice scrive che “la bonifica del castello di Crotone rientra fra i sei interventi previsti in Calabria grazie allo sblocco di 120 milioni di euro annunciato recentemente dal ministero”. Il castello è chiuso da 14 mesi e siamo ancora fermi agli annunci. Vada a parlare con gli esercenti di Le Castella e li convinca che a luglio aprirà il maniero, ovviamente “salvo imprevisti”, come scrive la senatrice maestrina.