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Martedì, 16 Agosto 2022

POLITICA NEWS

LA RIFLESSIONE│Invertire il senso di marcia si puo'... ma con uno sviluppo integrato

Posted On Mercoledì, 02 Febbraio 2022 08:59 Scritto da Romano Pesavento

L’azzeramento della giunta comunale di Crotone attuata dal sindaco Vincenzo Voce va interpretata come l’apice di una profonda crisi che attraversa la nostra città. Da qui scaturiscono alcune riflessioni.

Crotone è immobilizzata da gravissime deficienze di carattere strutturale e culturale. I servizi sanitari, indipendentemente dall’impegno o dalla preparazione di chi opera nel settore, versano in condizioni da paese sottosviluppato. È morta recentemente una piccola di due anni lasciando un vuoto incolmabile nella nostra comunità, perché Crotone e la Calabria in generale non dispongono di strumentazioni adeguate. In caso di patologie che richiedano approfondimenti si deve partire e non è facile spostarsi per raggiungere i centri specializzati.

I nostri gioielli architettonici e paesaggistici vengono abbandonati. La cultura complessivamente trova poco spazio nelle attività di programmazione. Non esiste la creatività o non viene alimentata in modo costruttivo e continuativo, ignorando in modo deprecabile che attraverso le nuove idee si creano indotto e ripresa economica.

A Crotone nessun aspetto della società civile è strutturato in termini di “normalità”; duole dirlo, ma è così. La costruzione del teatro di Crotone, struttura che già presenta esternamente qualche crepa e non è stata ancora inaugurata, fa pensare in parte alla tela di Penelope e in parte a qualche vicenda degna della penna di Kafka.

Da tempo immemorabile non si arriva a una conclusione e i cittadini non ne comprendono la ragione. A Napoli, Re Carlo III di Borbone è riuscito a costruire in otto mesi il teatro San Carlo e noi difficilmente vedremo, allo stato attuale, il nostro tempio della cultura ultimato.

Occorre saper individuare le persone più adatte per i vari ambiti istituzionali cittadini; gli assessori dovrebbero essere dinamici e preparati per il compito specifico da svolgere, pronti ad accompagnare ed incoraggiare le iniziative che dovessero partire dal territorio, senza snobismi e pigrizia mentale.

Questo è il momento della cooperazione, della condivisione di strumenti, strategie e di idee per sostenere la cittadinanza in un momento così complesso. Non è il momento degli egoismi e degli interessi di fazione che ammorbano da lustri una realtà territoriale impoverita e prostata da disagio economico e abbandono politico. Si pensi già da ora alla stagione turistica, programmando eventi e contesti in grado di attrarre visitatori, soprattutto provvedendo a potenziare le infrastrutture perché difficilmente lo sviluppo si afferma in una realtà isolata e percepita come spenta.

A Crotone si parla di singole aree (ferrovia, aeroporto, porto, SS 106) separate e non si comprende che il futuro è incentrato sull’integrazione dei sistemi infrastrutturali e dei vettori. Occorre maggiore pianificazione e determinazione nella contrattazione ai tavoli.

Oggi assistiamo al fallimento di un riscatto cittadino perché si è stati incapaci di elaborare architetture istituzionali sia di carattere verticale centro-regione, regione-enti locali; sia orizzontale regione-regioni, regioni-parti sociali. Tuttavia invertire il senso di marcia è sempre possibile, sempre che si consideri lo sviluppo come un’interconnessione intersettoriale tra i vari ambiti. Una comunità evoluta si misura proprio dalla capacità di unirsi e pensare in modo globale alla propria identità culturale, sociale ed economica.