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Sabato, 04 Dicembre 2021

POLITICA NEWS

LA RIFLESSIONE│Tante liste e candidati, una sola grande assente: la Politica

Posted On Sabato, 29 Agosto 2020 19:30 Scritto da Alessandro Milito

Con il deposito delle liste e l’indicazione dei rispettivi candidati sindaco ha avuto inizio la campagna elettorale che si chiuderà il 18 settembre: subito dopo su Crotone calerà il rito del silenzio elettorale. Malgrado la quantità delle proposte, ancora una volta la grande assente sembra essere la Politica, quella con la lettera maiuscola.

Una sommaria lettura delle liste porta ad un giudizio impietoso: l’offerta politica è piuttosto scadente, sicuramente non adeguata ad una tornata elettorale che porta con sé tante aspettative e che dovrebbe rilanciare una città in crescente degrado. È un problema che non nasce oggi ma ha radici antiche. Da anni a Crotone i partiti hanno abdicato alla loro funzione di formare e selezionare classe dirigente. Anzi, si può dire che abbiano proprio smesso di essere partiti, e cioè rappresentanti di una “parte”, più o meno ampia, di soggetti e dei loro interessi. I partiti crotonesi non rappresentano più interessi collettivi e si limitano solo a tutelare vicende particolari, singoli individui e gruppi di pressione.

La Politica è sparita dall’orizzonte cittadino salvo poi presentarsi, in una versione goffa e parodistica, solo in prossimità degli appuntamenti elettorali. Solo in quel momento si assiste ad un proliferare di fantomatiche liste civiche e dell’apertura delle loro sedi, rapidamente chiuse a pochi giorni dal voto. Del resto, per restare in tema, anche partiti a lungo al governo come il Pd oggi sono privi di un qualsiasi riferimento fisico. Infatti, questa volta non solo non ci sarà una sede in cui entrare ma nemmeno un simbolo da barrare in cabina elettorale. Per questo non bisogna stupirsi dei manifesti e dei santini improbabili che a tratti possono strappare un (amaro) sorriso.

Certo, non bisogna esagerare: il Consiglio comunale e la sua elezione rappresentano la prima linea della democrazia ed è giusto che chiunque ne abbia intenzione possa candidarsi. Così come non è necessariamente richiesto un dottorato in diritto costituzionale per aspirare alla carica di consigliere comunale. Non si dovrebbe pretendere molto, ma almeno che il candidato conosca le funzioni e le competenze dell’organo al quale si sta candidando. Cosa fa un consigliere comunale? Cosa fa un assessore? E il sindaco? L’abc dell’ente locale “Comune” dovrebbe essere conosciuto da tutti i candidati. Così come non dovrebbe bastare una generica “idea di città” in testa. Quale interesse per la Politica, per la “cosa comune” il candidato ha dimostrato prima delle elezioni? Ha mai rappresentato qualcuno, si è mai contraddistinto per una particolare iniziativa sociale, politica? Non è sufficiente alzarsi dal letto una a mattina e decidere di “scendere in campo”.

La mancanza di candidati con un profilo convincente si deve anche al costante disimpegno della “Crotone da bene”, di larghe frange di professionisti e menti valide che pur avrebbero le risorse, umane e materiali, per impegnarsi politicamente. Spesso sono proprio quest’ultimi a deridere i concittadini che si candidano, limitandosi ad un disprezzo disimpegnato dalla loro torre d’avorio. Di conseguenza, si entra in un circolo vizioso difficilmente risolvibile: chi potrebbe candidarsi non lo fa perché il livello è davvero basso e, così facendo, contribuisce alla mediocrità dell’offerta politica.

Naturalmente non mancano le eccezioni, né si può dire che tutte le liste civiche siano un mero gioco di prestigio. Tuttavia, ancora una volta si ha l’impressione che la città non si sia impegnata al meglio per esprimere una classe dirigente credibile. La speranza è quella di essere smentiti ad urne chiuse e a Consiglio comunale insediato.

Alessandro Milito