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Domenica, 21 Aprile 2024

POLITICA NEWS

Riduzione delle guardie mediche nel Crotonese: insorgono politica e istituzioni

Posted On Venerdì, 22 Marzo 2024 18:31 Scritto da

«Da 31 a 24: sono questi i numeri, freddi ma eloquenti, che porteranno, se non si troveranno soluzioni immediate, all’ulteriore eliminazione di sette guardie mediche e che, più di mille parole, illustrano e racchiudono tutta la complessità della sanità nella provincia di Crotone». È quanto scrive Giuseppe Fiorino, consigliere comunale e provinciale e dirigente di Forza Italia a Crotone.

 

 

«Una problematicità - prosegue la nota - che anno per anno si sta accentuando senza che all’orizzonte, pur tra mille rassicurazioni, s’intraveda una soluzione. Con la concreta e realistica possibilità che nei prossimi mesi la situazione possa peggiorare con la riduzione di ulteriori presidi sanitari che priverebbero i paesi interni dei servizi essenziali e garantiti dalla costituzione italiana, come la sanità e l'istruzione. Va riconosciuto che le soluzioni non sono facili e che, soprattutto, nessuno pensa di avere la bacchetta magica ma in un lavoro di squadra concertato e condiviso tra la regione Calabria, il management dell’Asp di Crotone e i sindaci del territorio si possono trovare, almeno nell'immediato, correttivi e rimedi. Per prima cosa vanno subito riviste tali scelte e va potenziata e migliorata l’offerta dei servizi sanitari capovolgendo il metodo sin qui usato e cominciando con il privilegiare in primis le aree interne. Sotto quest’aspetto vanno coinvolti i medici in pensione. E andrebbero coinvolti i medici specializzandi e, se possibile , i medici cubani, meritoriamente fatti arrivare in Calabria dal presidente Roberto Occhiuto. E vanno individuate e trovate sedi e postazioni dignitose e sicure in cui i medici possano svolgere la loro attività medica. Tutto questo nella consapevolezza che la soluzione ottimale, la madre di tutte le nostre considerazioni e riflessioni, resta quella di eliminare il numero chiuso nelle facoltà di Medicina e Chirurgia, atteso che in Italia nei prossimi anni mancheranno migliaia di medici e infermieri che, stante l'invecchiamento di gran parte della popolazione, aumenterà proporzionalmente la necessità e il bisogno di sanità e di servizi sanitari ottimali. Mancanza di medici che avrà ripercussioni pesantissime nelle aree interne di tutta la Calabria e, in particolare della provincia di Crotone. Senza dimenticare l’assoluta precarietà in cui si trova l’ospedale civile di Crotone, unico presidio sanitario pubblico dell’intera provincia, che da anni, inesorabilmente e nel silenzio più assoluto, sta vedendo sparire e, in molti casi, depotenziare interi reparti, con il conseguente abbandono di medici e infermieri e che di fatto hanno reso il San Giovanni di Dio un piccolo e inutile Spoke».

Comune di Petilia Policastro: «Assemblea dei sindaci ha detto no!»

«L'Asp di Crotone ha redatto un nuovo piano che prevederebbe il taglio di 7 postazioni di continuità assistenziale». È quanto scrive in un post l'Amministrazione comunale di Petilia Policastro in un post pubblicato sulla ptopria pagina Facebook. «Si passerebbe quindi - spiega il post - dalle 31 postazioni attuali a 24. Le 7 postazioni che dovrebbero essere soppresse sarebbero, secondo la formulazione dell'Asp: Le Castella (frazione di Isola di Capo Rizzuto), Pagliarelle (frazione di Petilia Policastro), San Nicola Dell'Alto, Cirò (superiore), San Mauro Marchesato, Cerenzia e Belvedere Spinello».
«Durante l'ultima Assemblea dei sindaci - riferisce la nota -, appositamente convocata, il nostro sindaco Simone Saporito ha difeso a spada tratta tutte le 31 postazioni attualmente previste, manifestando tutta la sua contrarietà al piano redatto dall'Asp senza alcuna minima concertazione con i sindaci, chiedendo di non sopprimere nessuna di esse. Sono stati tanti i sindaci che sono intervenuti per proporre soluzioni alternative alla soppressione delle postazioni di guardia medica. Prima le comunità montane, poi le province, passando per le autonomie scolastiche, adesso anche le guardie mediche, presidi fondamentali e più prossimi alla cittadinanza vengono soppressi, declassificati, depotenziati a discapito delle popolazioni e delle intere comunità. Le aree interne, le cosiddette aree marginali, i territori più isolati hanno bisogno di maggiore attenzione e presenza dello Stato, altro che chiusure e s

Furgiuele: «Dall'Asp una misura penalizzante contro la quale mi batterò»

«La soppressione delle guardie mediche nella provincia di Crotone è una misura penalizzante contro la quale mi batterò. Così non va». Lo afferma, in una nota, il vicecapogruppo della Lega alla Camera Domenico Furgiuele.
«L'Asp di Crotone - aggiunge Furgiuele - deve ripensare il ridimensionamento delle guardie mediche. La politica dei tagli in stile montiano non è in linea con il valore costituzionale del radicamento del servizio sanitario, ma risponde a logiche contabilistiche alle quali mi opporrò con forza, come ho fatto altre volte in parlamento. Sembrerebbe infatti che sette comuni della provincia di Crotone dovrebbero subire un taglio passando dalle 31 postazioni attuali a 24. Insomma un taglio netto che denuncia insensibilità e che, forse, dovrebbe fare riflettere qualcuno sulla opportunità di porre al vertice delle istituzioni sanitarie non solo persone preparate ma anche conoscitori delle peculiarità territoriali. Ora, il dottor Brambilla sarà anche competente, ma dovrebbe evitare di applicare per automatismo criteri brianzoli in una realtà che presenta problematiche ben diverse e che desidererebbe essere ascoltata con costanza. Il territorio non è una Spa e non ha bisogno di capitani d'impresa, ma di managerialità sociale, che non significa protesa allo spreco, ma rivolta alla piena realizzazione del diritto alla salute. Non si possono accettare ridimensionamenti - sostiene il parlamentare leghista - per di più senza la concertazione con i territori, senza condividere un percorso con i sindaci. Pensavamo invero che fossero passati i tempi infausti delle decisioni che vengono assunte in maniera cesaristica senza un minimo di confronto con le istituzioni locali. Nel caso di specie poi ,non si sta tenendo conto della realtà ma ci si fa scudo dietro a valutazioni ragionieristiche sicuramente presenti nell'accordo integrativo regionale (Air) siglato dalla Regione (che prevede un medico ogni 5000 abitanti, un accordo che prima era 1 ogni 3000) ma che produce una riduzione delle postazioni. È evidente che l'attuale piano delle Asp tiene conto solo di freddi numeri che cozzano con le reali esigenze del territorio. Si fa concreto quindi il timore di gravi disagi per la popolazione per via della inevitabile riduzione della assistenza aggravata anche dalle particolarità orografiche di un territorio dove la guardia medica rappresenta spesso l'unico presidio sanitario di riferimento". "Ci sono realtà come Petilia Policatro o Cerenzia, tanto per citarne alcune - sottolinea ancora Furgiuele - che distano 40 chilometri dal capoluogo. Per questo il ridimensionamento calato dall'alto portera' ad ulteriori disagi per la popolazione spesso over 65 e con patologie croniche. Si aggiunga il rischio di una progressiva e ulteriore paralisi del pronto soccorso con notevole aumento del numero di accessi. Chiedo che il piano venga ritirato e rimodulato secondo le istanze sacrosante dei territorio che non possono essere umiliate. Certe scellerate pratiche amministrative aumenteranno le distanze dai cittadini ,concentrando nei grandi centri i pochi medici disponibili e costringendo i nostri anziani a spostamenti continui per gestire le loro cronicità e fragilità. Perché questo succederà ad esempio nei Comuni che perderanno le guardie mediche».

Azione: «Varare un piano straordinario di assunzioni»

«Il rischio della soppressione di ben 7 postazioni di guardie mediche nella Provincia di Crotone, che passerebbero da 31 a 24 e con una possibile ulteriore riduzione nei prossimi mesi, non farà altro che arrecare enormi disagi ai cittadini interessati». È l'allarme lanciato da Azione della provincia di Crotone.
«A tal riguardo, riteniamo che non sia possibile - scrive il partito di Calenda - la chiusura di importanti presidi sanitari, soprattutto in alcune aree interne della Provincia che distano anche oltre 30 km dall'ospedale di Crotone, che invece andrebbero tutelati e potenziati. Sappiamo bene le difficoltà che vi sono nel reperire medici disponibili per la continuità assistenziale, ma comprendiamo le perplessità che provengono da quei territori e dai loro sindaci, che vedranno perdere un servizio fondamentale per la salute di tutti i cittadini. La riduzione delle postazioni porterebbe inevitabilmente ad un sovraffollamento del pronto soccorso. È ben nota l'importanza delle guardie mediche come supporto essenziale per il Paese, in grado di intervenire tempestivamente in casi d'urgenza e che il cittadino possa contare in ogni momento su un'assistenza in ambulatorio o al proprio domicilio. Chiediamo al Commissario Antonio Brambilla di poter rivedere tali scelte e trovare una soluzione per potenziare e migliorare l'offerta dei servizi sanitari, coinvolgendo anche i medici di famiglia attraverso un compenso economico per garantire la loro reperibilità nei giorni di chiusura e coprire il servizio nel fine settimana, pensare di richiamare i medici in pensione per poter tamponare l'emergenza attuale, cosi come la possibilità di instaurare dei rapporti di collaborazione con gli infermieri professionali. Tuttavia, è evidente la carenza di medici disposti a fare turni a causa delle condizioni di lavoro insostenibili e dei rischi durante le ore notturne, perciò sarebbe importante incentivare e rendere più appetibile la possibilità di svolgere il servizio presso le sedi di continuità assistenziale, e soprattutto la possibilità di far svolgere agli specializzandi delle ore obbligatorie di servizio presso le guardie mediche. Il partito di Azione, già da tempo sostiene la necessità di varare un piano straordinario di assunzioni, con la consapevolezza che in Italia mancano oltre 30.000 medici e oltre 65.000 infermieri. La salute dei cittadini deve rimanere una priorità assoluta e richiede un impegno collettivo per assicurare una sanità efficiente e di elevata qualità».
oppressioni».