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Martedì, 16 Agosto 2022

POLITICA NEWS

Rinviata a sabato la seduta del consiglio provinciale incentrata sul bilancio di previsione 2014

Posted On Giovedì, 05 Marzo 2015 16:18 Scritto da

vallone provinciaÈ saltata a sabato prossimo (7 marzo) la seduta del consiglio provinciale che era stata convocata questa mattina per approvare il bilancio di previsione del 2014. La maggioranza di centrosinistra ha accolto la richiesta della minoranza che ha chiesto di visionare le “carte” prima di esprimersi sul bilancio. Il consiglio era stato convocato dal presidente dell’Ente intermedio, Peppino Vallone, per le ore 11 di oggi. Subito dopo l’apertura della discussione si è capito che non si sarebbe potuto procedere all’approvazione del bilancio in quanto mancava la relazione dei Revisori dei conti sul documento di programmazione economica e finanziaria dell'Ente. I revisori, infatti, hanno avuto in mano le carte solo lo scorso 27 febbraio e non hanno quindi potuto produrre in tempo le loro considerazioni in merito al bilancio preventivo 2014. D'altronde, con la seduta di oggi, si sarebbe potuto procedere all’approvazione di un preliminare di bilancio e la stessa cosa si farà sabato. La nuova normativa, infatti, prevede che il bilancio possa essere approvato solo dopo aver ricevuto il via libera dell’assemblea provinciale dei sindaci (che dovrebbe essere convocata nelle prossime settimane). La situazione non è delle migliori, dunque, e non è detto che alla fine il consiglio provinciale possa procedere all'approvazione del bilancio. All’appello mancano una ventina di milioni euro che l’Ente intermedio vanta dal Governo nazionale, dalla Regione Calabria e da un gruppo di Comuni del territorio. Se questi soldi arriveranno nelle casse dell'Ente intermedio, allora si potrà procedere all’approvazione del bilancio, altrimenti si dovrà dichiarare il dissesto con il rischio che si blocchi tutto. Una delle prime mosse che potrebbe compiere un commissario prefettizio, nel caso si configurasse questa eventualità, sarebbe quella di mettere mano alla Gestione servizi, società interamente partecipata dall’ente intermedio, con la conseguenza immediata di mettere a rischio il posto di lavoro dei 60 dipendenti di cui essa si compone.