Martedì, 04 Agosto 2020

 

POLITICA NEWS

«Le aziende fornitrici dell’Asp di Crotone rischiano il tracollo a causa dell’interminabile ritardo con cui vengono pagate». È l’allarme lanciato dal presidente della Camera di commercio di Crotone, Alfio Pugliese.

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La direzione aziendale dell’Asp di Crotone comunica che, su disposizione del direttore generale reggente della Regione Calabria, Francesca Fratto, «al fine di evitare occasioni di diffusione del Coronavirus (Sars-CoV-2) le esenzioni Ticket in scadenza fino alla data del 31 marzo 2020, già prorogate a tutto il 30 giugno 2020, sono ulteriormente prorogate a tutto il 31 luglio 2020 incluso».

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Sono passati oltre venti anni da quando il comune di Crotone e l'Azienda sanitaria provinciale di Crotone siglarono un accordo in cui fu deliberato uno scambio di beni tra i due enti.

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La prima provincia d’Italia a essersi liberata dal tremendo Coronavirus, Crotone, non abbassa la guardia e rilancia i modelli organizzativi e i modelli di prevenzione in caso di una malaugurata nuova ondata di contagi. È quanto illustrato questa mattina nel corso di una conferenza stampa convocata nel quartier generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Crotone dal commissario straordinario Gilberto Gentili. Con lui presente anche il direttore sanitario aziendale, Massimo D’Angelo, e il direttore amministrativo, Francesco Masciari, il direttore medico del presidio ospedaliero, Lucio Cosentino, il direttore del dipartimento di Prevenzione, Domenico Tedesco, il direttore del Distretto unico aziendale, Maria Pompea Bernardi, la responsabile del Simt (Servizio immuno trasfusionale), Patrizia Leonardi, e il primario del reparto Malattie infettive, Nicola Serrao. Se la fortuna è stata dalla parte di questo lembo di terra estremo della Calabria, il merito va anche e soprattutto alle buone prassi e al modello organizzativo e di prevenzione messo subito in moto da tutta la macchina aziendale dell’Asp di Crotone, anche attraversio l’unità Usca che ha seguito i pazienti in isolamento domiciliare. Ma ciò ha spinto i vertici ha prevedere in anticipo una seconda ondata di ritorno da parte del virus. Ecco perché il reparto Covid-19 del San Giovanni di Dio resterà operativo fino al gennaio 2021 potendo contare su una potenziale messa a disposizione di 50 posti letto. Nel frattempo è nelle disponibilità dell’azienda la macchina per processare i tamponi, fatto che ridurrà di molto la permanenza di eventuali sintomatici che si presentano al pronto soccorso e verranno subito fatti transitare nella cosiddetta “zona grigia”, senza permettere che questi abbiano alcun tipo di contatto con medici e altri pazienti. Intanto l’Asp fa i conti anche con la ripresa delle attività ambulatoriali ferme da ben 3 mesi e che hanno accumulato ben 26mila richieste di prestazioni cui l’Asp darà precedenza per tutto il mese di giugno, contando anche sul fatto che, queste, in molti casi, non siano più necessarie per svariate ragioni. Nelle Usca, in questo periodo di emergenza, hanno operato 12 specialisti di cui 6 giovani medici. Iniseme hanno getito 35 pazienti senza far registrare alcun decesso. Nel dipartimento di Prevenzione, assieme al personale di tutti gli uffici, ben 23 medici sono stati impegnati nella gestione del contagio. Questi infatti hanno tenuto sotto stretta sorveglianza ben 3.033 soggetti, con più controlli telefonici nell'arco della giornata. Sempre il dipartimento di prevenzione ha effettuato 1.108 tamponi a soggetti compresi tra i 60e i 69 anni. Il Dipartimento prevenzione ha operato in stretto contatto con la prefettura, con i sindaci e con i Vigili del fuoco. Sino ad oggi ha eseguito anche 700 tamponi, tutti negativi, tra il personale sanitario dell'ospedale e delle Rsa. Infine, domani, partirà al "San Giovanni di Dio" il prelievo delle prime sacche di plasma per la cura dei pazienti più gravi. La disponibilità è stata data da dieci soggetti, ma gli idonei sono risultati solo tre. Si tratta di volontari. Il primo a dare il plasma è stato un donatore di sangue guarito dall'infezione.

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È stata firmata questa mattina dal management dell’Azienda sanitaria di Crotone l’autorizzazione per garantire in remoto l’assistenza airagazzi disabili di Crotone. La richiesta era stata avanzata lo scorso mese di marzo dall’Anmic all’Asp pitagorica per una cinquantina di adolescenti. “Figli di un dio minore”, questi ragazzi, che con il lockdown si erano visti annullare i servizi riabilitativi di cui usufruivano, prima dello scoppio della pandemia da Covid-19, presso il centro riabilitativo della città pitagorica. Dopo il fermo, però, il governo nazionale ha deciso il ritorno alla normalità, a tappe.

Le indicazioni del governo nazionale sono state riprese dalle Regioni con le varie ordinanze emesse dai governatori e, in alcuni casi, si sono aggiunte circolari dei dipartimenti della Salute. Anche in Calabria la prassi messa in atto è stata questa. Lo scorso 6 maggio il direttore generale del dipartimento Salute della Regione, Antonio Belcastro, ha inviato una circolare a tutte le aziende calabresi con la quale sono state impartite le diposizioni “per le attività assistenziali e le misure di prevenzione e controllo nei Dipartimenti di salute mentale e nei servizi di neuropsichiatria infantile, dell’infanzia e dell’adolescenza”. Belcastro ha disposto la ripresa delle attività.

La Regione ha, quindi, chiesto alle aziende di attivarsi “per garantire il massimo livello di assistenza” ovviamente mettendo in atto la dovuta attenzione per evitare la diffusione del Covid-19: dove era possibile ha disposto l’assistenza a casa del paziente da remoto. La prima a muoversi in questa direzione è stata l’Asp di Cosenza, che addirittura ha preceduto la circolare della Regione. In data 26 marzo c’è stata la deliberazione n. 347 della struttura commissariale con la quale è stata stabilita l’attività in remoto per “la gestione di pazienti in età evolutiva con disabilità intellettiva e autismo”.

Le attività, secondo quanto riferito, sono partite con la circolare del dipartimento Salute della Regione. La richiesta per garantire in remoto l’assistenza ai ragazzi disabili di Crotone è stata avanzata lo scorso mese di marzo dall’Anmic anche all’Asp pitagorica per una cinquantina di adolescenti. La pratica è stata istruita dal direttore facente funzioni distretto unico aziendale, Maria Bernardi, ma era ferma da giorni sulla scrivania del direttore sanitario dell’Azienda, Massimo D’Angelo. Oggi il lieto fine per questi 50 ragazzi.

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L’Azienda sanitaria provinciale di Crotone comunica che «a far data dal prossimo 8 giugno riapriranno le seguenti attività specialistiche ambulatoriali per il presidio ospedaliero: cardiologia, dermatologia, microcitemia, nefrologia, otorino e pediatria».

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